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Concetti Chiave

  • Alfred Marshall descrive il prezzo come un indicatore dell'utilità marginale ottenuta dal consumatore per l'ultima unità acquistata di un prodotto.
  • L'unità di misura dell'utilità marginale è la moneta, assumendo un reddito costante per il consumatore.
  • L'utilità marginale del tè è illustrata attraverso un esempio pratico, considerando la domanda costante e l'acquisto di piccole quantità.
  • Un consumatore può essere disposto a pagare di più per una libbra di tè piuttosto che restarne privo, evidenziando la sua utilità marginale.
  • Il prezzo di 2 scellini per libbra rappresenta l'utilità marginale del tè all'ultimo livello di acquisto per il consumatore.

Il concetto di utilità marginale

Secondo l'economista inglese Alfred Marshall (1842-1924), il prezzo misura l'utilità marginale che il consumatore ottiene dall'ultima porzione che acquista di un prodotto e per tale ragione l'unità di misura dell'utilità marginale è la moneta. D'altronde, poiché stiamo supponendo che il reddito dei consumatore sia costante, dobbiamo ritenere che anche l'utilità marginale della moneta lo sia.

Applicazione al prezzo del tè

Traduciamo ora in termini di prezzo questa legge dell'utilità decrescente. Prendiamo una illustrazione dal caso di una merce come il tè, che è in domanda costante, e può essere comprata in piccole quantità. Supponiamo per esempio che il tè di una certa qualità si possa avere per 2 scellini la libbra. Un individuo potrebbe essere disposto a dare 10 scellini per una sola libbra di tè una volta all'anno, piuttosto che restarne privo del tutto; mentre, se potesse averne qualsiasi quantità per nulla, forse non ne userebbe più di 30 libbre all'anno. Ma, così come stanno le cose, quell'uomo compra forse 10 libbre all'anno; vale a dire, la differenza tra la soddisfazione che egli ottiene comprando 9 libbre e quella che ottiene comprandone 10 è sufficiente per lui perché sia disposto a pagarla 2 scellini; mentre il fatto che egli non compra una undicesima libbra mostra che egli non crede che essa valga proprio per lui altri 2 scellini. Cioè 2 scellini alla libbra misurano l'utilità che ha per lui il tè che si trova sul margine o limite del suo acquisto; e misurano l'utilità marginale per lui.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del prezzo nell'utilità marginale secondo Alfred Marshall?
  2. Secondo Alfred Marshall, il prezzo misura l'utilità marginale che il consumatore ottiene dall'ultima porzione acquistata di un prodotto, e l'unità di misura dell'utilità marginale è la moneta.

  3. Come si applica il concetto di utilità marginale al prezzo del tè?
  4. Nel caso del tè, un consumatore potrebbe essere disposto a pagare 10 scellini per una libbra, ma acquista solo 10 libbre all'anno, poiché l'utilità marginale dell'undicesima libbra non giustifica il costo di 2 scellini.

  5. Cosa indica l'acquisto di 10 libbre di tè rispetto all'utilità marginale?
  6. L'acquisto di 10 libbre indica che la soddisfazione ottenuta dall'acquisto della decima libbra è sufficiente a giustificare il pagamento di 2 scellini, mentre l'undicesima libbra non ha lo stesso valore per il consumatore.

Domande e risposte

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