Concetti Chiave
- La teoria della localizzazione industriale di Weber enfatizza l'importanza della distanza e dei costi di trasporto nella scelta della posizione degli impianti.
- I costi di trasporto sono determinati dalla distanza tra le materie prime e il mercato, oltre che dal peso dei materiali coinvolti.
- Weber identifica tre possibili localizzazioni ottimali: vicino alla fonte, vicino al mercato, o in un punto intermedio.
- Il modello di localizzazione ottimale si basa su un indice (IM) che valuta la posizione rispetto al costo di trasporto delle materie prime e del prodotto finito.
- L'evoluzione della localizzazione industriale riflette la crescente complessità dei sistemi economici moderni, con un minor peso dei fattori produttivi rispetto al passato.
Teoria della localizzazione industriale
Weber sostiene che la localizzazione degli impianti industriali è fortemente legata alla distanza (tra fonte delle materie produttive e il mercato di sbocco) e alla funzione di produzione dell’industria.
Gli assunti di questa teoria detta “della localizzazione delle attività industriali” sono:
1. I costi di trasporto sono funzione lineare della distanza.
2. L’imprenditore opera in regime di concorrenza perfetta e conosce perfettamente l’ubicazione delle materie prime e dei mercati (assenza di asimmetrie informative).
3. L’imprenditore è avverso al rischio e può vendere a un determinato prezzo tutte le unità di prodotto che in grado di produrre (riduzione di P non crea un aumento della quantità venduta, se sale P non aumenta D)
4. che il territorio sia continuo, isomorfo (stessa forma in tutte le direzioni) e isotropo (uguali proprietà in tutte le direzioni).
Determinanti dei costi di trasporto
Il problema da risolvere è scegliere quale localizzazione dell’impianto industriale comporta un costo minore di trasporto. Ovviamente gli imprenditori con lo scopo di massimizzare il profitto, se i costi di trasporto sono ovunque uguali, posizioneranno gli impianti dove i costi di trasporto sono minimi. Per ogni produzione i costi di trasporto sono in funzione di 2 elementi:
1.la distanza che intercorre tra le fonti di materie prime ed il punto di lavorazione e tra lo stesso ed il mercato di sbocco;
2.il peso delle materie prime e del prodotto finito; la combinazione di questi due elementi (distanza,peso) rappresenta un indice semplice di trasporto (Ict) per tonnellata e per chilometro
Ict = CTmp (pmp x dmp) + CTpd (ppd x dpd)
Ict = costo totale di trasporto
CTmp = costo di trasporto delle materie prime per Km e per ton.
CTpd = costo di trasporto dei prodotti finiti per Km e per ton
pmp = peso delle materie prime
ppd = peso del prodotto finito
dmp = distanza tra la fonte della materia prima e il sito della produzione
dmp = distanza fra il sito della produzione e il mkt
Localizzazione ottimale secondo Weber
Il problema della localizzazione si riduce nel trovare il punto in cui il costo totale di trasporto (ICT) sia minimo.Tre possibili localizzazioni:
1 alla fonte - 2 vicino al mercato - 3.in un punto intermedio tra la fonte ed il mercato
L’indice che mi permette di individuare la localizzazione ottimale è il seguente:
IM = ∑pmuj / ∑ppdj
pmuj = peso della j-esima materia prima ubicata
ppd = peso del prodotto finito
Elementi da considerare
• La natura del fattore produttivo, se ubicato o ubiquitario
• La caratteristica del fattore produttivo, se netto o se lordo
• Il peso del prodotto finito o semilavorato
Caso di una sola materia prima
1° caso una sola materia prima e un solo mercato di sbocco
Se IM > 1 l’imprenditore deciderà di localizzarsi vicino alla fonte
Se IM = 1 per l’imprenditore sarà indifferente posizionarsi vicino al mercato o in altro luogo
Se IM
2° caso due fattori produttivi ed un mercato di sbocco
Regola generale: se il costo di trasporto di una materia prima eccede la somma dei costi di trasporto di tutti gli altri incluso quello del prodotto finito allora la localizzazione avverrà alla fonte di questa materia.
Nel caso non vi sia una materia prima il cui costo di trasporto ecceda la somma di tutti gli altri, allora è possibile una posizione intermedia tra le materie prime ed il mercato. In questo caso Weber ricorre alle geometria: congiungendo i punti dove sono collocate le fonti delle materie prime e il mercato, si ottiene un poligono (in questo caso un triangolo) i cui lati delimitano lo spazio all’interno del quale sarà individuato il punto ottimale di localizzazione della produzione.
Caso di due materie prime e mercati
3° caso due materie prime e due mercati di sbocco
Secondo Weber sfruttando le proprietà della geometria sarebbe possibile localizzare, in maniera razionale, un’industria in funzione dei costi di trasporto. La soluzione sta nel fatto che le materie prime (rappresentano, insieme ai mercati di sbocco, i vertici di un poligono localizzatore) esercitano forze di attrazione proporzionali alle loro caratteristiche di essere materie prime netto o lorde: per cui le materie prime lorde hanno una capacità attrattiva (peso) maggiore di quelle nette e tra le lorde il peso maggiore è rappresentato da quelle che hanno un livello di scarti nella produzione superiore. Per Weber, il punto in cui l’intensità delle forze si annulla( avendo un completo bilanciamento dei pesi) costituisce il luogo di localizzazione ottimale dove l’imprenditore può produrre al minimo costo totale di trasporto.
Evoluzione della localizzazione industriale
Dunque la localizzazione è il risultato di un intricato sistema di forze che tende a divenire sempre più complesso a mano a mano che i sistemi economici progrediscono lungo la strada dello sviluppo. I fattori produttivi rivestivano molta più importanza nelle imprese della prima industrializzazione mentre oggi le industrie moderne caratterizzate da un’elevata componente di high-tech, presentano vincoli localizzativi meno pressanti, essendo perlopiù attratte dal mercato di sbocco.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale della teoria di Weber sulla localizzazione industriale?
- Quali sono i principali assunti della teoria della localizzazione delle attività industriali?
- Come si determina la localizzazione ottimale secondo Weber?
- Qual è la regola generale per la localizzazione quando ci sono più materie prime?
- Come è cambiata la localizzazione industriale nel tempo?
Weber sostiene che la localizzazione degli impianti industriali dipende dalla distanza tra le fonti di materie prime e il mercato di sbocco, nonché dalla funzione di produzione dell'industria.
Gli assunti principali includono la linearità dei costi di trasporto rispetto alla distanza, la concorrenza perfetta, l'avversione al rischio dell'imprenditore e la continuità e isotropia del territorio.
La localizzazione ottimale si trova nel punto in cui il costo totale di trasporto (ICT) è minimo, considerando tre possibili posizioni: alla fonte, vicino al mercato o in un punto intermedio.
Se il costo di trasporto di una materia prima supera la somma dei costi di trasporto di tutte le altre, l'imprenditore si localizzerà alla fonte di quella materia; altrimenti, può optare per una posizione intermedia.
La localizzazione è diventata più complessa con lo sviluppo economico; le industrie moderne, caratterizzate da tecnologie avanzate, sono meno vincolate dai fattori produttivi e più attratte dai mercati di sbocco.