Concetti Chiave
- Le Banche centrali hanno il compito di mantenere stabile il tasso di cambio attraverso interventi di vendita e acquisto di valuta estera, in base agli accordi di Bretton Woods.
- Negli anni Sessanta, la bilancia dei pagamenti americana è passata da attiva a passiva, causando dubbi sulla convertibilità del dollaro in oro.
- Il 15 agosto 1971, gli Stati Uniti hanno dichiarato la sospensione della convertibilità del dollaro in oro, segnando la fine del sistema di Bretton Woods.
- Dopo il 1971, il sistema monetario internazionale ha adottato cambi flessibili, anche se sono state create aree valutarie con cambi fissi come l'Uem in Europa.
- Il Gold Exchange Standard, pur non garantendo piena stabilità, ha trasferito il compito di mantenere i cambi stabili dalle monete agli enti centrali.
Il ruolo delle banche centrali
Il Gold Exchange Standard non garantiva però la piena stabilità dei cambi come il Gold Standard. Ora infatti erano le Banche centrali ad assumersi l'onere di mantenere stabile il tasso di cambio definito dagli accordi di Bretton Woods, attraverso la vendita e l'acquisto di valuta estera sui mercati. Così, per esempio, se la domanda di lire era alta e la moneta italiana si rivalutava oltre le 625 lire per un dollaro, la Banca d'Italia si affrettava a farne crescere l'offerta fino a che il tasso si fosse riportato al valore pattuito. AI contrario, se la domanda di lire era bassa e la moneta perdeva valore, la Banca d'Italia la acquistava per riportarla al tasso stabilito a Bretton Woods.
La crisi del dollaro negli anni Sessanta
Per tutti gli anni Cinquanta la bilancia dei pagamenti americana rimase in attivo, così che nessuno poteva dubitare della capacità degli Usa di cambiare i dollari in circolazione in oro. A partire dagli anni Sessanta, però, le cose cambiarono e le importazioni americane iniziarono a superare le esportazioni, senza contare che anche il bilancio dello Stato segnò passivi considerevoli, che venivano puntualmente pagati in dollari, visto che questi valevano come riserva internazionale. La situazione andò via via peggiorando, finché fu chiaro che i dollari in circolazione nel mondo superavano ampiamente il quantitativo che poteva garantire agli Stati Uniti la convertibilità del biglietto verde in oro pattuita a Bretton Woods. Così, il 15 agosto 1971, gli Stati Uniti dichiararono definitivamente sospesa la convertibilità tra la loro moneta e l'oro; da quel momento in poi il sistema monetario internazionale è ritornato a essere basato su cambi flessibili, sebbene si siano create aree valutarie in cui i cambi sono fissi, come per esempio in Europa, all'interno dell'Uem.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle banche centrali nel mantenere la stabilità dei cambi?
- Cosa ha causato la crisi del dollaro negli anni Sessanta?
- Qual è stata la conseguenza della sospensione della convertibilità del dollaro in oro nel 1971?
Le banche centrali, come la Banca d'Italia, sono responsabili di mantenere stabile il tasso di cambio attraverso l'acquisto e la vendita di valuta estera, come stabilito dagli accordi di Bretton Woods.
Negli anni Sessanta, le importazioni americane superarono le esportazioni e il bilancio dello Stato mostrò passivi significativi, portando a una situazione in cui i dollari in circolazione superavano la quantità di oro che poteva garantire la loro convertibilità.
La sospensione della convertibilità del dollaro in oro ha segnato il passaggio a un sistema monetario internazionale basato su cambi flessibili, sebbene siano emerse aree valutarie con cambi fissi, come nell'Unione Economica e Monetaria (Uem) in Europa.