Concetti Chiave
- L'attività d'impresa consiste nella trasformazione di fattori produttivi in beni o servizi destinati alla vendita, richiedendo l'acquisto di tali fattori sul mercato.
- I costi di produzione si classificano in costi variabili, che variano in base alla quantità prodotta, e costi fissi, che rimangono costanti indipendentemente dal livello di produzione.
- I costi fissi includono spese come affitto, amministrazione e la remunerazione dell'imprenditore, noti come profitto normale.
- Nel breve periodo, la distinzione tra costi fissi e variabili è rilevante, mentre nel lungo periodo tutti i costi possono essere considerati variabili.
- I costi totali dell'impresa sono calcolati sommando costi fissi e costi variabili, espressi nella formula CT = CV + CF.
Abbiamo visto che l'attività d'impresa consiste nella trasformazione dei fattori produttivi in beni o servizi destinati alla vendita. Ogni impresa, dunque, per svolgere la propria attività deve innanzi tutto procurarsi í fattori necessari al processo produttivo acquistandoli sul mercato, e per fare ciò deve sostenere dei costi.
Classificazione dei costi di produzione
I costi di produzione dell'impresa possono essere classificati in due categorie:
- costi variabili, relativi all'acquisizione di fattori produttivi il cui ammontare varia al variare delle quantità prodotte, come le materie prime e il lavoro, il cui costo prende il nome di salario;
- costi fissi, indipendenti dal livello della produzione, che devono essere sostituiti in ammontare dato anche solo per avviare il processo produttivo.
Tra questi ricordiamo i costi per l'affitto dei locali, i costi di amministrazione e controllo dell'attività, nonché la remunerazione stessa del imprenditore in relazione al tipo di attività svolta e al capitale investito, che prende il nome di profitto normale.
Distinzione tra costi fissi e variabili
Ovviamente, poiché nel breve periodo gli impianti non mutano e l'impresa varia la produzione esclusivamente attraverso variazioni nella quantità di lavoro e di materiali impiegati, la distinzione tra costi fissi e variabili ha senso soltanto se l'analisi è riferita al breve periodo. Nel lungo periodo, infatti, anche gli impianti possono variare, così che tutti i costi devono essere considerati variabili.
Calcolo dei costi totali
La somma dei costi fissi e di quelli variabili determina il valore dei costi totali dell'impresa.
In termini algebrici, se indichiamo con CT i costi totali, CV i costi variabili e CF i costi fissi. Possiamo quindi scrivere:
CT=CV+CF
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra costi fissi e costi variabili?
- Come si calcolano i costi totali di un'impresa?
- Perché la distinzione tra costi fissi e variabili è rilevante solo nel breve periodo?
I costi variabili cambiano in base alla quantità prodotta, come le materie prime e il lavoro, mentre i costi fissi rimangono costanti indipendentemente dal livello di produzione, come l'affitto dei locali e i costi di amministrazione.
I costi totali (CT) si ottengono sommando i costi variabili (CV) e i costi fissi (CF), secondo la formula CT = CV + CF.
Nel breve periodo, gli impianti non cambiano e l'impresa può variare la produzione solo attraverso il lavoro e i materiali; nel lungo periodo, invece, anche gli impianti possono variare, rendendo tutti i costi considerabili come variabili.