Concetti Chiave

  • Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, propone che i lavoratori possano incassare subito il TFR maturato, simile alla pratica vigente a San Marino.
  • Il meccanismo di rivalutazione del TFR in Italia, legato all'inflazione, è poco conosciuto e spesso non considerato nelle discussioni economiche.
  • Lasciare il TFR in azienda o all'Inps offre un rendimento notevole, superiore ai tassi attuali, e dipende dalle aliquote fiscali del reddito imponibile.
  • Il TFR fornisce una forte protezione del potere d'acquisto a lungo termine, anche in presenza di alta inflazione, rendendolo un'opzione sicura per i risparmiatori.
  • La proposta di Landini potrebbe essere vantaggiosa per chi ha il TFR investito in fondi pensione, permettendo di destinarlo a investimenti difensivi come i buoni postali indicizzati all'inflazione.

L'Italia copia San Marino? Il segretario della Fiom Maurizio Landini ha chiesto che ogni lavoratore possa scegliere di incassare subito il TFR maturato, anziché alla fine del rapporto di lavoro. Che è appunto la regola nella Repubblica del Monte Titano. La faccenda è complessa.
Siamo di fronte a un prestito forzoso, cosa di per sé non bella, ma non mancano gli argomenti a difesa di un tale vincolo. Tuttavia in questa sede affronteremo un altro aspetto, sempre trascurato.
Il meccanismo di rivalutazione del TFR, fissato dall'art. 2120 del codice civile, è noto: tre quarti dell'inflazione più l'1,5% annuo. Sono però regolarmente sconosciute le implicazioni finanziarie di tale meccanismo e soprattutto quanto esso protegga nei confronti dell'inflazione. Sindacati, gestori ed economisti di regime si guardano bene dal ricordarlo, dato e non concesso che l'abbiano capito. Preferiscono sgolarsi per denigrare il TFR, onde intrappolare più lavoratori possibile nella previdenza integrativa, traendone indebiti vantaggi.
Ai livelli d'inflazione d'oggigiorno (0,50% annuo) lasciare il TFR in azienda o all'Inps frutta, a capitale garantito, un rendimento che va dal 2,2% al 2,9% netto da un anno all'altro. Quindi tantissimo rispetto ai tassi attuali. Paradossalmente la redditività sale col crescere del reddito imponibile, in quanto dipende dalle aliquote fiscali.
Ma - cosa ancora più importante perché sul breve i rischi d'inflazione sono bassi - le regole del TFR offrono una fortissima protezione sul lungo termine. Rispetto a incassare alla fine di ogni anno il TFR maturato, il sistema vigente ne preserva integralmente il potere d'acquisto anche in presenza di un'inflazione media del 7% annuo composto per trent'anni. Anzi, se esistesse un titolo, deposito, buono ecc. con le caratteristiche del TFR, sarebbe l'ideale per il piccolo risparmiatore in cerca di sicurezza.
Un fatto però è certo: la proposta di Landini sarebbe la salvezza per chi ha il TFR sequestrato da fondi pensione e simili. Meglio incassarlo ogni anno e, potendo non spenderlo, destinarlo a impieghi comunque molto difensivi, quali i buoni fruttiferi postali indicizzati all'inflazione.
Articolo pubblicato su il Fatto Quotidiano 19-3-2014 pag. 14


 Beppe Scienza,
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la proposta di Maurizio Landini riguardo al TFR?
  2. Maurizio Landini ha proposto che ogni lavoratore possa scegliere di incassare subito il TFR maturato, anziché alla fine del rapporto di lavoro, come avviene a San Marino.

  3. Come funziona il meccanismo di rivalutazione del TFR secondo l'articolo 2120 del codice civile?
  4. Il meccanismo di rivalutazione del TFR prevede tre quarti dell'inflazione più l'1,5% annuo, offrendo una protezione significativa contro l'inflazione, specialmente sul lungo termine.

  5. Quali sono i vantaggi di mantenere il TFR in azienda o all'INPS rispetto ai tassi attuali?
  6. Mantenere il TFR in azienda o all'INPS offre un rendimento netto che va dal 2,2% al 2,9% annuo, molto superiore ai tassi attuali, e preserva il potere d'acquisto anche con un'inflazione media del 7% annuo per trent'anni.

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