Concetti Chiave
- Giuseppe Terragni si ispirò all'architettura di Le Corbusier, integrando principi di proporzione, astrazione e trasparenza nella sua opera.
- La trasparenza nella Casa del Fascio rappresenta l'incontro tra l'asse dello stato e il popolo, enfatizzato da elementi come il soffitto in vetro cemento.
- All'interno della Casa del Fascio, la decorazione astratta di Radice e i pannelli fotomeccanici con immagini di Mussolini riflettono la propaganda fascista.
- Tra le opere meno conosciute di Terragni, il "Novocomun" del 1928 mostra una forte propensione verso l'astrazione geometrica e l'uso di forme rettangolari.
- Terragni collaborò con artisti razionalisti per la "Casa sul lago per un artista" e progettò l'"Asilo Sant'Elia", caratterizzato da grandi vetrate per il contatto tra interno ed esterno.
Influenze architettoniche di Terragni
Giuseppe Terragni si ispirò principalmente all’architettura di Le Corbusier, da cui ricava i principi ideali di proporzione, astrazione, riferimenti raffinati all’antichità poco compresi dai suoi contemporanei, ma parla anche spesso di trasparenza che a suo parere si può riscontrare in alcuni elementi:
• L’articolazione modulare delle campate;
• I rapporti calibrati tra pieno e vuoto;
• L’Senza ricorrere a materiali specifici come il vetro
Significato della trasparenza
La trasparenza presenta anche un significato più profondo, essa simboleggia infatti come l’asse dello stato e l’asse del popolo possano incontrarsi, e questo ideale viene concretizzato nella Casa del Fascio. L’interno della struttura ovviamente fungeva a sede del regime ed era connesso con l’esterno grazie alla piazza e ad un soffitto lucido in vetro cemento che faceva entrare molta luce, la casa doveva anche essere uno strumento di propaganda fascista, e per questo nella facciata principale dovevano essere inseriti dei pannelli fotomeccanici in alluminio realizzati da Marcello Nizzoli, sui quali venivano stampate foto di Mussolini, dei balilla, delle scuole e delle stazioni militari.
Progetti e decorazioni di Terragni
All’interno troviamo la decorazione di Radice, uno dei pochi esempi di decorazione astratta nell’edificio razionalista. Nella sala del direttorio, Radice progettò il pannello sul fondo molto simile al suo dipinto “Composizione CF”, e questo affresco doveva avere all’interno una fotografia di Mussolini anche se poi questo murale venne distrutto dopo la liberazione del 25 Aprile 1945 e le uniche testimonianze rimaste della sua presenza sono le tavole a colori pubblicate sulla rivista “Quadrante” nel numero 35 e 36, dedicato solo a questa Casa.
Opere successive di Terragni
Giuseppe Terragni realizzò poi anche altri progetti, tuttavia meno conosciuti, nel 1928 ad esempio realizzò il “Novocomun”, in cui emerge ancora più evidentemente la sua ammirazione per l’astrazione e la geometria, in quanto mostra una propensione verso le forme del rettangolo e del quadrato, ma la novità principale si palesa nell’ingresso che si sviluppa in un angolo, forse in modo da ammorbidire la rigidità di una struttura interamente geometrica.
Collaborazioni e progetti educativi
Nel 1933 inoltre realizzò la “Casa sul lago per un artista” in cui coinvolse sempre gli artisti razionalisti, come Radice e con gli architetti del gruppo sette, come Figini, Frette, Larco, Pollini, Rava, Castagnoli, aderenti all’architettura razionalisti ma profondamente legati alla tradizione classica. All’interno si possono invece notare delle decorazioni in stile ancora novecentista e geometrizzato, come “Partita di Pallone” di Radice, la bellezza di questo edificio permise a Terragni di farla entrare nel programma itinerario della Triennale di Milano. Due anni dopo invece, gli venne affidato il progetto per la scuola d’infanzia della periferia comasca conosciuto come “Asilo Sant’Elia”, ovviamente per questa struttura Terragni dovette adottare soluzioni particolari adattabili ad un edificio interamente didattico, ad esempio utilizzò particolari espedienti come le grandi vetrate che sottolineano il contatto tra interno ed esterno e per questo ammirata dai pittori e dagli architetti comaschi.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali influenze architettoniche di Giuseppe Terragni?
- Che significato ha la trasparenza nell'architettura di Terragni?
- Quali sono alcune delle decorazioni e opere significative di Terragni?
- In che modo Terragni collaborò con altri artisti e architetti?
Giuseppe Terragni si ispirò principalmente all'architettura di Le Corbusier, integrando principi di proporzione e astrazione, e enfatizzando la trasparenza attraverso l'articolazione modulare delle campate e i rapporti tra pieno e vuoto, senza l'uso di materiali specifici come il vetro.
La trasparenza simboleggia l'incontro tra l'asse dello stato e quello del popolo, come evidenziato nella Casa del Fascio, dove l'interno era connesso con l'esterno tramite un soffitto in vetro cemento, permettendo l'ingresso di luce e fungendo da strumento di propaganda fascista.
Tra le decorazioni, spicca quella di Radice nella sala del direttorio della Casa del Fascio, un esempio di decorazione astratta. Inoltre, nel 1928 realizzò il "Novocomun", evidenziando la sua ammirazione per l'astrazione e la geometria, con un ingresso angolare per ammorbidire la rigidità della struttura.
Nel 1933, Terragni progettò la "Casa sul lago per un artista", coinvolgendo artisti razionalisti come Radice e architetti del gruppo sette. Due anni dopo, progettò l'Asilo Sant'Elia, adottando soluzioni didattiche innovative come grandi vetrate per favorire il contatto tra interno ed esterno.