Concetti Chiave

  • Il diritto sindacale in Italia ha subito un'evoluzione significativa dal 1948, con lo Statuto dei lavoratori del 1970 che ha colmato un vuoto normativo e modificato le relazioni industriali.
  • Il conflitto tra CGIL e CISL, iniziato negli anni cinquanta, ha ostacolato l'attuazione dell'articolo 39 della Costituzione, evidenziando le loro visioni sindacali divergenti.
  • La CGIL adotta una visione politicizzata, mentre la CISL si concentra su obiettivi pratici e sulla tutela dei diritti dei lavoratori in una posizione subordinata.
  • L'azione della CISL si basa su tre principi chiave: il metodo contrattuale, la stratificazione dei contratti collettivi e l'armonizzazione tra legge e contratti.
  • La CISL sostiene che solo attraverso i contratti collettivi nazionali e territoriali si possano garantire minimi inderogabili di trattamento economico e normativo per i lavoratori.

Qual è l'evoluzione del diritto sindacale?

Per più di vent’anni dalla stesura della Costituzione il diritto sindacale è stato ignorato. Anche se ancora oggi l’articolo 39 Cost. resta inattuato, il vuoto normativo è stato in parte colmato dalla pubblicazione dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970), che ha modificato radicalmente le relazioni industriali e i rapporti fra datori di lavoro e dipendenti.

Conflitto tra CGIL e CISL

Ciononostante, sin dagli anni cinquanta del XX secolo CGIL e CISL si osteggiarono reciprocamente: ciascun ente voleva far prevalere la propria posizione a discapito dell’altro e questo contribuì a lasciare inattuato l’art. 39 Cost. La CGIL aveva una visione fortemente politicizzata dell’azione sindacale, mentre la CISL privilegiava obiettivi immediati e concreti, ritenendo che primaditutto un’associazione sindacale deve tenere conto dei lavoratori, collocati in posizione subordinata all’interno del rapporto di lavoro.

Principi fondamentali della CISL

L’azione della CISL si fondava su tre pilastri teorici: il metodo contrattuale, i collegamenti tra i vali livelli contrattuali e il rapporto fra contrattazione e legge.

Il metodo contrattuale era considerato il Vero obiettivo della Cisl: solo tramite i CCNL, infatti, sarebbe stato possibile fissare i minimi inderogabili di trattamento economico e normativo.

Il secondo passo doveva riguardare la stratificazione dei contratti collettivi su più livelli (nazionale e territoriale). La CISL, infatti, riteneva che i CCNL non fossero capaci di garantire ai lavoratori un soddisfacente incremento del salario: per questo era necessario incrementare i contratti collettivi nazionali con un secondo livello, territoriale o aziendale.

Infine, legge e contratti collettivi avrebbero dovuto disciplinare le singole fattispecie in modo tale da non creare un concorso conflittuale tra fonti.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo dello Statuto dei lavoratori nell'evoluzione del diritto sindacale?
  2. Lo Statuto dei lavoratori (legge 300/1970) ha colmato in parte il vuoto normativo del diritto sindacale, modificando radicalmente le relazioni industriali e i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti, nonostante l'articolo 39 della Costituzione rimanga inattuato.

  3. Quali sono le principali differenze tra CGIL e CISL nel loro approccio sindacale?
  4. La CGIL ha una visione politicizzata dell'azione sindacale, mentre la CISL si concentra su obiettivi immediati e concreti, ponendo al centro i diritti dei lavoratori in posizione subordinata nel rapporto di lavoro.

  5. Su quali principi fondamentali si basa l'azione della CISL?
  6. L'azione della CISL si fonda su tre pilastri: il metodo contrattuale, la stratificazione dei contratti collettivi su più livelli e la necessità di armonizzare legge e contratti collettivi per evitare conflitti tra fonti.

Domande e risposte

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