Concetti Chiave
- Nella Costituzione non ci sono solo diritti, ma anche doveri, sebbene questi ultimi siano meno centrali rispetto ai diritti stessi.
- Il costituzionalismo moderno nasce dall'esigenza di limitare il potere e garantire i diritti dei cittadini, contrapposta all'idea di comunità sociale delle civiltà antiche.
- La battaglia per i diritti è continua, alimentata dalla tendenza del potere a trascurarli o violarli e dalla crescente aspirazione sociale a nuovi diritti.
- La Costituzione italiana riflette le idee di Giuseppe Mazzini, che promuoveva una comunità nazionale basata sui doveri reciproci degli individui.
- Mazzini è autore del pamphlet "Dei doveri dell'uomo", pubblicato nel 1860, che sottolinea l'importanza dei doveri nella vita sociale e politica.
Diritti e doveri nella costituzione
Nella Costituzione non vi sono solo diritti: vi sono anche doveri, anche se questi occupano un posto sicuramente meno centrale, come in tutte le carte costituzionali che si sono succedute dalla fine del Settecento.
Ciò non deve stupire perché, diversamente da quanto era avvenuto per le civiltà antiche, il costituzionalismo moderno si affermò proprio in nome di un’inarrestabile esigenza di imporre limiti al potere, assicurando prima di ogni altra cosa la garanzia dei diritti di coloro che da sudditi si stavano per l’appunto trasformando in cittadini. Con la modernità e col costituzionalismo liberaldemocratico nasce una contrapposizione fra individuo e società che in precedenza non c’era: la singola persona umana non era considerata nella sua autonomia, ma concepita esclusivamente come elemento della comunità sociale della quale faceva parte. In altre parole, non esistevano diritti dell’individuo rivendicabili in quanto tali.
La battaglia per i diritti
La battaglia per l’affermazione dei diritti non si è più fermata, sia perché nel tempo e nello spazio i detentori del potere politico hanno invariabilmente mostrato una tendenza a trascurarli quando non a violarli in forme talora brutali, sia perché lo sviluppo della società mai ha cessato, e presumibilmente mai cesserà, di tradurre le aspettative delle persone in pretese di riconoscimento di nuovi diritti. Dalle dichiarazioni delle rivoluzioni settecentesche alle convenzioni internazionali contemporanee, l’enfasi non poteva dunque che essere sui diritti da affermare, difendere, tutelare, promuovere. La Costituzione francese del 5 fruttidoro dell’anno III (1795), la prima a introdurre una «déclaration des droits et des devoirs», rimase così isolata.
Mazzini e i doveri dell'uomo
La Costituzione italiana raccoglie invece il messaggio di uno dei padri dell’Unità, Giuseppe Mazzini, che nel XIX secolo aveva propugnato l’edificazione di una comunità nazionale fondata sui reciproci doveri degli associati. Autore del pamphlet Dei doveri dell’uomo (pubblicato nel 1860).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dei doveri nella Costituzione italiana rispetto ai diritti?
- Come si è evoluta la battaglia per i diritti nel tempo?
- Qual è il contributo di Giuseppe Mazzini alla concezione dei doveri nella comunità?
Nella Costituzione italiana, i doveri occupano un posto meno centrale rispetto ai diritti, riflettendo una tradizione costituzionale che si è sviluppata per garantire i diritti dei cittadini, trasformandoli da sudditi a membri attivi della società (testo).
La battaglia per i diritti è continua, poiché i detentori del potere politico tendono a trascurarli o violarli, mentre la società evolve e richiede il riconoscimento di nuovi diritti, come evidenziato dalle dichiarazioni delle rivoluzioni e dalle convenzioni internazionali (testo).
Giuseppe Mazzini, uno dei padri dell’Unità italiana, ha sostenuto l'importanza dei doveri reciproci tra i membri della comunità nazionale, come esemplificato nel suo pamphlet "Dei doveri dell’uomo" del 1860 (testo).