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Concetti Chiave

  • La tutela reintegratoria forte si applica solo ai licenziamenti nulli, come quelli avvenuti in specifici periodi legati alla vita personale del lavoratore.
  • Il lavoratore reintegrato ha diritto a un'indennità risarcitoria che copre tutte le retribuzioni fino al reinserimento, con un minimo garantito di cinque mensilità.
  • È possibile richiedere un'indennità sostitutiva della reintegrazione, pari a 15 mensilità, da inoltrare entro trenta giorni dall'invito a riprendere servizio.
  • La tutela economica alternativa è accessibile a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione aziendale, a differenza di altre forme di tutela.
  • La Riforma Fornero ha generato un ampio dibattito giuridico sull'interpretazione delle nuove norme, lasciando aperti diversi punti di incertezza.

Tutela reintegratoria secondo la Riforma Fornero

Secondo la Riforma Fornero, la tutela reintegratoria forte è circoscritta alle ipotesi di licenziamento nullo. È tale il licenziamento avvenuto entro un anno dalle pubblicazioni matrimoniali o entro il primo anno di vita del figlio; quello intimato in forma orale o discriminatorio, cioè lesivo di beni particolarmente rilevanti per l’ordinamento (discriminazione per motivi sindacali, politici, etnici, religiosi, sessuali, ecc.). In questi casi, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e all’indennità risarcitoria, pari a tutte le retribuzioni dovute dalla data di licenziamento fino al giorno dell’effettivo reinserimento. La somma deve comunque ammontare ad almeno cinque mensilità e al totale si deve detrarre quanto il lavoratore ha percepito per lo svolgimento di altre attività durante il periodo di estromissione (aliunde perceptum).

Compensazione economica e applicabilità

In alternativa alla reintegrazione, inoltre, il dipendente può richiedere una compensazione economica (chiamata appunto «indennità sostitutiva della reintegrazione»(, pari a 15 mensilità; l’inoltro della domanda può avvenire entro trenta giorni dall’invito datoriale a riprendere servizio e determina la risoluzione immediata del contratto di lavoro. Dato che questa forma di tutela è applicabile solo ai casi più gravi, essa è accessibile a tutti i lavoratori, a prescindere dall’organico aziendale. Le altre tipologie, invece, si applicano solo alle imprese rientranti nei requisiti dimensionali già stabiliti dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Impatto e interpretazione della Riforma Fornero

Sulla base di quanto stabilito dalla radicale innovazione di cui la Riforma Fornero (legge 92/2012) è stata fautrice, si può facilmente comprendere l’enorme quantitativo di fattispecie fattuali coinvolte da tale cambiamento. Trascorsi pochi mesi dall’approvazione della riforma, infatti, molti giuristi cominciarono a scontrarsi per definire il contenuto dispositivo della riforma sotto il profilo interpretativo, tutt’oggi poco chiaro da diversi punti di vista.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i casi in cui si applica la tutela reintegratoria forte secondo la Riforma Fornero?
  2. La tutela reintegratoria forte si applica ai licenziamenti nulli, come quelli avvenuti entro un anno dalle pubblicazioni matrimoniali o entro il primo anno di vita del figlio, o quelli discriminatori. In tali casi, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione e a un'indennità risarcitoria (Riforma Fornero).

  3. Qual è l'alternativa alla reintegrazione per i lavoratori licenziati?
  4. I lavoratori possono richiedere un'indennità sostitutiva della reintegrazione, pari a 15 mensilità, entro trenta giorni dall'invito a riprendere servizio, risolvendo immediatamente il contratto di lavoro (Riforma Fornero).

  5. Qual è l'impatto della Riforma Fornero sul panorama giuridico?
  6. La Riforma Fornero ha introdotto un cambiamento radicale, generando un ampio dibattito tra giuristi riguardo alla sua interpretazione, che rimane poco chiara sotto diversi aspetti (Riforma Fornero).

Domande e risposte

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