Concetti Chiave
- Il trasporto gratuito non richiede un compenso al vettore, ma è motivato da un interesse economico indiretto, come nel caso di un datore di lavoro che offre un passaggio ai propri dipendenti.
- Esempi comuni di trasporto gratuito includono trasferimenti da parte di datori di lavoro, avvocati per clienti e istituti scolastici per studenti.
- La disciplina del trasporto gratuito è simile a quella del trasporto oneroso, comportando responsabilità per eventuali danni ai passeggeri.
- Il trasporto amichevole, come l'autostop, è considerato spontaneo e non genera responsabilità per il vettore se il trasporto termina anticipatamente.
- In caso di danni subiti da un trasportato in modo amichevole, è possibile richiedere un risarcimento ai sensi della responsabilità extracontrattuale, secondo l'articolo 2054 del Codice civile.
Trasporto gratuito e suoi esempi
A differenza del trasporto a titolo oneroso, quello gratuito non prevede la corresponsione di un compenso al vettore. Gli studiosi hanno ravvisato il trasporto gratuito nelle ipotesi in cui il datore di lavoro offre al proprio dipendente la trasferta dalla residenza di quest’ultimo alla sede lavorativa: il trasporto viene eseguito gratuitamente; il datore di lavoro ha però l’interesse economico di ricevere la prestazione lavorativa del dipendente. Un altro esempio ricorrente è costituito dalla fattispecie in cui un avvocato offra al proprio cliente la trasferta dalla propria abitazione al tribunale. Come nel contesto lavorativo, la prestazione è caratterizzata da gratuità e l’avvocato è interessato a ricevere il pagamento della propria consulenza da parte del cliente. Un’ultima ipotesi può riguardare il caso in cui un istituto scolastico offra ai propri studenti la trasferta fino alla sede scolastica: quest’ultimo è senz’altro interessato a ricevere il pagamento delle rette.
Per esclusione è possibile desumere alcune ipotesi di trasporto amichevole o di cortesia (autostop; passaggio dato a un amico o a un parente; ecc.).
Disciplina del trasporto gratuito
La disciplina inerente al trasporto gratuito è la medesima cui è soggetto il trasporto a titolo oneroso: in entrambi i casi, eventuali danni arrecati ai passeggeri determinano il sorgere di responsabilità in capo al vettore.
Un discorso diverso deve invece essere fatto per il trasporto amichevole. Ipotizziamo, ad esempio, che un autostoppista chieda un passaggio da Bologna a Milano ma che venga fatto scendere dal mezzo a metà strada. Secondo gli interpreti, una prestazione che è nata spontaneamente, altrettanto spontaneamente può terminare: per questo motivo non sorge alcuna forma di responsabilità in capo al vettore.
Ipotizziamo, ancora, che in seguito a un incidente l’autostoppista riporti dei danni: nel caso in cui il trasportato in via amichevole o di cortesia subisca danni, egli può richiedere il risarcimento dei danni in virtù dei principi interessi alla responsabilità extracontrattuale. Con riferimento al trasporto terrestre trova riferimento l’articolo 2054 del Codice civile, norma che determina una forma di responsabilità concorsuale tra conducente e proprietario del mezzo, salva la prova da parte di quest’ultimo che il mezzo sia stato utilizzato contro la sua volontà.
Domande da interrogazione
- Quali sono alcuni esempi di trasporto gratuito?
- Qual è la disciplina del trasporto gratuito rispetto a quello oneroso?
- Cosa accade se un autostoppista subisce danni durante un trasporto amichevole?
Il trasporto gratuito si manifesta in diverse situazioni, come quando un datore di lavoro offre ai dipendenti il trasporto dalla residenza alla sede lavorativa, un avvocato fornisce un passaggio al cliente per recarsi in tribunale, o un istituto scolastico offre il trasporto agli studenti. In tutti questi casi, il trasporto è gratuito, ma il fornitore ha un interesse economico legato alla prestazione ricevuta (come indicato nel testo).
La disciplina del trasporto gratuito è identica a quella del trasporto a titolo oneroso; entrambi i tipi di trasporto comportano responsabilità per il vettore in caso di danni ai passeggeri. Tuttavia, nel caso di trasporto amichevole, come l'autostop, non sorge responsabilità per il vettore se la prestazione termina spontaneamente (come descritto nel testo).
Se un autostoppista subisce danni durante un trasporto amichevole, può richiedere il risarcimento dei danni in base ai principi della responsabilità extracontrattuale. La responsabilità concorsuale tra conducente e proprietario del mezzo è regolata dall'articolo 2054 del Codice civile, salvo prova contraria da parte del proprietario (come menzionato nel testo).