Concetti Chiave
- La finanza pubblica è emersa come risposta ai fallimenti del mercato, cercando di garantire efficienza e economicità in settori chiave.
- Il mercato concorrenziale ha rioccupato spazi precedentemente riservati all'intervento pubblico, rivelando i limiti della gestione pubblica.
- I diritti sociali, come salute e previdenza, sono progettati per essere soddisfatti attraverso una sinergia tra Stato e mercato.
- L'integrazione tra pubblico e privato presenta diversi gradi e intensità, influenzando l'accesso ai diritti sociali.
- Il mercato, basato su meccanismi di concorrenza, genera inevitabili disuguaglianze nell'accesso e nella tutela dei diritti tra gli individui.
Sviluppo della finanza pubblica
La finanza pubblica si è sviluppata storicamente (sia come ambito di intervento dello Stato nell’economia privata di mercato, sia come oggetto di teorizzazioni scientifiche dell’Economia e del Diritto) proprio a partire da alcuni “fallimenti” del mercato.
D’altro canto il mercato concorrenziale ha, nel corso del tempo, potuto occupare o rioccupare spazi che prima erano riservati all’intervento pubblico di tipo monopolistico (si pensi alla fornitura di beni o servizi essenziali come l’energia, i servizi di telecomunicazione, ecc.) in presenza di “fallimenti” della gestione pubblica di certe attività (per “fallimento” si intende qui l’incapacità o l’impossibilità di raggiungere obiettivi come l’efficienza, l’efficacia e l’economicità nel soddisfare la domanda di determinati beni o servizi).
Integrazione tra Stato e mercato
Molti tra i principali diritti sociali (salute, previdenza, ecc.) sono destinati a trovare soddisfacimento, già nel disegno costituzionale, attraverso la combinazione di Stato e Mercato, l'integrazione tra l’erogazione di funzioni pubbliche e l’offerta di servizi privati.
Naturalmente questa interazione e questa integrazione presentano vari gradi e intensità.
Quindi il fatto che la fruizione dei diritti avvenga principalmente “all’interno” e “attraverso” quell’istituzione giuridica che è il mercato in libera concorrenza (dalla Costituzione riconosciuto e dal diritto dell’Unione europea tutelato e promosso) fa sì che esistano inevitabili diseguaglianze tra gli individui quanto all’accesso ai diritti e all’intensità della loro tutela, perché è lo stesso mercato a presupporre e implicare l’esistenza di diseguaglianze, essendo basato su meccanismi di concorrenza e di selezione.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del mercato nella finanza pubblica?
- Come si integrano Stato e mercato nel soddisfacimento dei diritti sociali?
- Quali sono le conseguenze dell'integrazione tra Stato e mercato per l'accesso ai diritti?
La finanza pubblica si è sviluppata in risposta ai "fallimenti" del mercato, dove l'intervento statale è stato necessario per garantire efficienza ed efficacia nella fornitura di beni e servizi essenziali, come evidenziato nel testo.
I diritti sociali, come salute e previdenza, sono soddisfatti attraverso una combinazione di intervento pubblico e offerta di servizi privati, come indicato nel disegno costituzionale.
L'integrazione tra Stato e mercato porta a disuguaglianze nell'accesso ai diritti, poiché il mercato, basato su meccanismi di concorrenza, presuppone e implica l'esistenza di tali disuguaglianze, come sottolineato nel testo.