Concetti Chiave
- I principali strumenti di gestione della crisi di lavoro includono il licenziamento collettivo e la riorganizzazione aziendale.
- Il trasferimento dell'azienda in crisi è regolato dal diritto comunitario e dalla legge 428/1990, con specifiche distinzioni sugli effetti delle misure adottate.
- La disciplina della crisi di impresa è in fase di aggiornamento, con modifiche alle procedure concorsuali che entreranno in vigore il 14 agosto 2020.
- Il trasferimento dell'azienda in crisi richiede una procedura complessa, senza deroga totale all'articolo 2112 del Codice civile.
- I contratti collettivi di solidarietà sono stati introdotti per evitare licenziamenti, ma hanno avuto un'applicazione limitata nel tempo.
Strumenti di gestione della crisi
I due principali strumenti di gestione della crisi di lavoro sono il licenziamento collettivo e la riorganizzazione della struttura dell’impresa.
Fra gli strumenti di carattere generale uno dei più importanti è il trasferimento dell’azienda in crisi. Si tratta di una materia disciplinata in gran parte dal diritto comunitario.
La nostra disciplina di recepimento della direttiva europea, contenuta nella legge 428/1990, distingue due ipotesi: strumenti di crisi aziendale che determinano la cessazione dell’attività d’impresa e strumenti che determinano la mera sospensione dei lavoratori e un tentativo di recupero di produttività da parte dell’impresa.
Disciplina e aggiornamenti legislativi
Il legislatore ha avviato un nuovo percorso di aggiornamento della disciplina inerente la crisi di impresa. Il fallimento e le altre procedure concorsuali sono state innovate, modificando il dettato dei commi 4-bis e 5-bis dell’articolo 47 del Codice della crisi e dell’insolvenza. La riforma entrerà in vigore il 14 agosto del 2020: attualmente ci troviamo in una fase intermedia in cui è ancora efficace il vecchio testo dell’articolo 47.
Il trasferimento dell’azienda in crisi richiede una procedura complessa in virtù della quale, però, non è prevista la deroga completa di quanto disposto dall’articolo 2112 del Codice civile.
Contratti collettivi di solidarietà
I contratti collettivi di solidarietà nacquero a metà degli anni ottanta dello scorso secolo. Già nel 1983, infatti, il legislatore aveva previsto la possibilità per le imprese in crisi di stipulare dei contratti collettivi aziendali finalizzati ad evitare i licenziamenti collettivi. Il contratto di solidarietà congiunturale ha trovato applicazione in maniera abbastanza limitata; viceversa, il contratto di solidarietà espansivo non ha ottenuto il minimo riconoscimento pratico.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali strumenti di gestione della crisi aziendale?
- Quali sono le novità legislative riguardanti la crisi di impresa?
- Cosa sono i contratti collettivi di solidarietà e qual è la loro storia?
I due principali strumenti di gestione della crisi di lavoro sono il licenziamento collettivo e la riorganizzazione della struttura dell’impresa, con il trasferimento dell’azienda in crisi che rappresenta uno strumento di carattere generale (testo).
Il legislatore ha avviato un aggiornamento della disciplina sulla crisi di impresa, modificando il Codice della crisi e dell’insolvenza, con la riforma che entrerà in vigore il 14 agosto 2020, mentre attualmente è ancora in vigore il vecchio testo dell’articolo 47 (testo).
I contratti collettivi di solidarietà sono stati introdotti negli anni ottanta per aiutare le imprese in crisi a evitare licenziamenti collettivi; tuttavia, il loro utilizzo è stato limitato, con il contratto di solidarietà espansivo che non ha ricevuto riconoscimento pratico (testo).