Concetti Chiave
- La statualità del diritto rappresenta la massima concentrazione del potere sovrano, evidenziando l'importanza della nazionalità del diritto.
- Le monarchie assolute hanno instaurato una concentrazione burocratica, con funzionari statali che hanno esautorato la nobiltà feudale.
- All'inizio, lo Stato-ordinamento era ancora embrionale, caratterizzato da poche leggi e dalla presenza di diritti non statuali, come il diritto romano.
- Nel corso dell'Ottocento, il diritto ha subito una codificazione, assoggettando le società nazionali a un sistema giuridico statale.
- La codificazione del diritto è iniziata in Francia con i codici di Napoleone, segnando un passo importante verso la regolamentazione dei rapporti sociali da parte dello Stato.
Evoluzione del diritto statuale
La statualità del diritto, quale espressione di massima concentrazione del potere sovrano, ha comportato l'affermazione graduale del principio della statualità (e, quindi, della nazionalità) del diritto.
La prima forma di concentrazione del potere, attuata dalle monarchie assolute, era stata soprattutto una concentrazione burocratica, che aveva investito gli apparati di governo: funzionari dello Stato, dipendenti gerarchicamente dall'esecutivo centrale, erano stati dislocati nel territorio nazionale, esautorando la nobiltà feudale.
In questa prima fase lo Stato-apparato aveva già assunto una spiccata fisionomia; ma lo Stato-ordinamento appariva ancora in fase embrionale, formato da poche leggi che lasciavano sopravvivere gli antichi diritti non statuali: quelli universali, come il diritto romano, e quelli particolari, come i diritti propri delle corporazioni dei mercanti.
Codificazione del diritto nell'Ottocento
Una seconda forma di concentrazione del potere statuale si attua nel corso dell'Ottocento: è l'epoca della codificazione del diritto, del progressivo assoggettamento delle diverse società nazionali ad un diritto posto dagli Stati, espressione di sovranità statuale.
Si espande così lo Stato-ordinamento, secondo un processo che inizia in Francia, al principio del secolo, con i codici di Napoleone: il codice civile, il codice di commercio, il codice penale, i codici di procedura perseguono il generale disegno di una integrale, o quasi integrale, sottoposizione dei rapporti sociali ad un diritto di fonte politica, elaborato da appositi organi legislativi dello Stato.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della statualità del diritto nella storia giuridica?
- Come si è evoluto il potere statuale nel corso della storia?
- Qual è il ruolo della codificazione del diritto nell'Ottocento?
La statualità del diritto rappresenta la massima concentrazione del potere sovrano, evidenziando l'affermazione graduale del principio di nazionalità del diritto, come descritto nel testo.
Inizialmente, il potere statuale si concentrava nelle monarchie assolute attraverso una burocrazia centralizzata, esautorando la nobiltà feudale. Successivamente, nell'Ottocento, si è assistito a una codificazione del diritto che ha assoggettato le società nazionali a un diritto statale, come evidenziato dai codici di Napoleone.
La codificazione del diritto nell'Ottocento ha segnato un'importante fase di assoggettamento dei rapporti sociali a un diritto di fonte politica, con l'obiettivo di integrare e uniformare le normative all'interno degli Stati, come indicato nel testo.