Concetti Chiave
- La Corte costituzionale ha stabilito che il potere di grazia spetta al presidente della Repubblica, non al ministro della giustizia.
- Il conflitto tra il presidente Ciampi e il ministro della giustizia riguardava se la grazia dovesse essere concessa unilateralmente o richiedere un accordo.
- Gli atti del capo dello Stato sono classificati in tre categorie, ciascuna con diverse implicazioni per la controfirma ministeriale.
- La sentenza 200 del 2006 ha annullato la nota ministeriale che ostacolava il procedimento di grazia per Bompressi.
- La Corte ha chiarito che la controfirma ministeriale non deve impedire l’adozione della decisione di grazia, considerandola un atto presidenziale.
La disputa sulla grazia
Tramite questa sentenza, la Corte costituzionale si è espressa in merito all’attribuzione del potere di grazia, stabilendo a chi esso spetti, dunque se al ministro della giustizia o al presidente della Repubblica.
La Corte si espresse nell’ambito delle note vicende relative alle concessioni della grazia nei confronti Sofri e Bompressi, condannati in via definitiva per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi. Il presidente Ciampi chiese più volte al ministro della giustizia di presentargli i documenti relativi al caso giudiziario ma questi si è più volte rifiutato di consegnare i suddetti documenti al Capo dello Stato.
Il ruolo del presidente e del ministro
AL termine di un braccio di ferro tra i due e dopo diversi incontri riservati, il ministro ha infine consegnato i fascicoli al Presidente nel 2003. Nel 2004, il capo dello stato ha comunicato al ministro della giustizia l’intenzione di voler concedere la grazia a Bompressi. Il ministro ha però affermato che non avrebbe controfirmato il decreto presidenziale. Da qui scaturì il ricorso del presidente Ciampi, rivolto agli artt. 89 e 90 Cost., che definiscono il concetto di immunità presidenziale e delineano i casi in cui è richiesta la controfirma ministeriale.
Secondo il presidente la grazia poteva essere concessa solo da lui stessa; il ministro della giustizia riteneva invece che esso dovesse scaturire da un comune accordo tra capo dello Stato e ministro.
Tipologie di atti presidenziali
Gli atti del capo dello Stato possono essere divisi in tre categoria in base alla loro rilevanza:
1. Atti solo formalmente presidenziali
2. Atti a partecipazione complessa
3. Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali.
A seconda della tipologia dell’atto acquisisce diverso significato anche la controfirma ministeriale: essa rivela un’attestazione di volontà o la partecipazione effettiva alla formazione dell’atto nei primi due casi, mentre una mera certificazione di regolarità nell’ultimo.
Sebbene l’art. 89 parli di controfirma dei ministri «proponenti», quest’ultimo termine è stato ormai consolidato con l’aggettivo «competenti». Se la grazia fosse considerata un atto formalmente presidenziale o un atto a partecipazione complessa, la controfirma ministeriale bloccherebbe ogni possibilità di adozione dell’atto; se, invece, essa si potesse ricondurre agli atti formalmente e sostanzialmente presidenziali, la controfirma ministeriale dovrebbe considerarsi atto dovuto.
La questione, infine, era particolarmente complicata dalla prassi che vedeva il coinvolgimento dei poteri ministeriali nella richiesta di grazia, soprattutto nella fase istruttoria.
La sentenza della Corte costituzionale
Tramite la sentenza 200 del 2006, la Corte ha dichiarato che non spettava al ministro della giustizia non impedire la prosecuzione del procedimento volto all’adozione della decisione del presidente della Repubblica, in relazione alla richiesta di grazia da parte del condannato Bompressi. La Corte ha pertanto disposto l’annullamento dell’impugnata nota ministeriale del 24 novembre del 2004.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la questione centrale della disputa sulla grazia tra il presidente della Repubblica e il ministro della giustizia?
- Come si è concluso il braccio di ferro tra il presidente Ciampi e il ministro della giustizia riguardo alla grazia?
- Quali sono le tre categorie di atti presidenziali secondo la Corte costituzionale?
- Qual è stata la decisione della Corte costituzionale nella sentenza 200 del 2006 riguardo al potere di grazia?
La questione centrale riguardava l'attribuzione del potere di grazia, se spettasse al presidente della Repubblica o al ministro della giustizia, come evidenziato dalle vicende relative a Sofri e Bompressi.
Dopo vari incontri riservati, nel 2003 il ministro ha consegnato i fascicoli al presidente, ma nel 2004 il ministro ha rifiutato di controfirmare il decreto di grazia per Bompressi, portando a un ricorso del presidente.
Gli atti presidenziali si dividono in atti solo formalmente presidenziali, atti a partecipazione complessa e atti formalmente e sostanzialmente presidenziali, con diverse implicazioni per la controfirma ministeriale.
La Corte ha stabilito che non spettava al ministro della giustizia impedire la decisione del presidente della Repubblica sulla grazia per Bompressi, annullando la nota ministeriale del 24 novembre 2004.