Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La Corte costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2014, ha riformato il sistema elettorale italiano, affermando che il Parlamento ha libertà di scelta, ma deve rispettare i principi di ragionevolezza e proporzionalità.
  • Ritenuta incostituzionale l'assenza di una soglia minima di voti per il premio di maggioranza, la Corte ha evidenziato come questo meccanismo alteri la rappresentanza democratica.
  • Il sistema elettorale del 2005 ha prodotto risultati elettorali variabili, con una coalizione che ha vinto al Senato nonostante avesse ottenuto solo il 49,8% dei voti alla Camera nel 2006.
  • Nel 2008, un'altra coalizione ha prevalso nettamente al Senato con il 46,8% dei voti, mentre nel 2013 il premio di maggioranza è stato assegnato a una coalizione con solo il 29,5% dei voti.
  • La Corte ha stabilito che la legislazione elettorale deve riflettere le legittime aspettative degli elettori, evitando meccanismi che possano snaturare il funzionamento del sistema proporzionale.

La sentenza della Corte costituzionale

Con la sentenza n. 1 del 2014 la Corte costituzionale incise radicalmente sull’allora vigente sistema elettorale, come modificato dalla l. 21 dicembre 2005, n. 270, giungendo a produrne uno diverso. Quella sentenza confermò che non esiste un modello di sistema elettorale imposto dalla Costituzione: il Parlamento può scegliere il sistema che ritiene più idoneo. Essa ritenne tuttavia che dall’ordinamento costituzionale si dovessero ricavare alcuni principi che vincolerebbero la discrezionalità legislativa in questa materia: anche rispetto alle leggi elettorali la Corte costituzionale può, e deve, valutare la ragionevolezza e la proporzionalità delle scelte compiute dal legislatore. La Corte giudicò la legge elettorale del 2005 manifestamente irragionevole e sproporzionata su due aspetti in particolare.

Critiche al premio di maggioranza

Innanzitutto, la sent. 1/2014 dichiarò l’incostituzionalità del premio di maggioranza a causa dell’assenza di una soglia minima di voti per competere alla sua assegnazione. Secondo la Corte, un siffatto meccanismo era «tale da produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica»: se il legislatore decide per un sistema a base proporzionale non può poi tradire le legittime aspettative degli elettori con meccanismi che ne snaturino la logica di funzionamento.

Esiti delle elezioni con il sistema del 2005

Va detto che nelle tre elezioni in cui si era votato con questo sistema esso aveva dato luogo a esiti diversi: nel 2006, nel confronto fra due coalizioni molto ampie con dentro praticamente tutti i partiti, la coalizione vincente aveva ottenuto il 49,8% dei voti alla Camera, ma era riuscita a prevalere al Senato solo grazie ai seggi assegnati nella circoscrizione estero; nel 2008 si erano confrontate due coalizioni formate ciascuna da due soli partiti e la coalizione vincente alla Camera, col 46,8%, aveva prevalso nettamente anche al Senato; nel 2013, in un contesto non più bipolare ma tripolare, il premio alla Camera era stato vinto da una coalizione che aveva ottenuto il 29,5% (con un premio di ben 144 seggi), risultando solo maggioranza relativa al Senato.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto della sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale sul sistema elettorale italiano?
  2. La sentenza ha radicalmente modificato il sistema elettorale vigente, stabilendo che non esiste un modello imposto dalla Costituzione, ma che il Parlamento deve rispettare principi di ragionevolezza e proporzionalità nelle leggi elettorali (Corte costituzionale, 2014).

  3. Perché il premio di maggioranza è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte?
  4. La Corte ha ritenuto incostituzionale il premio di maggioranza per l'assenza di una soglia minima di voti, affermando che tale meccanismo alterava profondamente la rappresentanza democratica e tradiva le aspettative degli elettori (Corte costituzionale, 2014).

  5. Quali sono stati i risultati delle elezioni italiane sotto il sistema elettorale del 2005?
  6. Le elezioni hanno prodotto esiti variabili: nel 2006, una coalizione ha ottenuto il 49,8% dei voti alla Camera, nel 2008 una coalizione ha prevalso con il 46,8%, e nel 2013 una coalizione ha vinto il premio con il 29,5%, risultando solo maggioranza relativa al Senato.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community