Concetti Chiave
- I contratti collettivi aziendali hanno un'efficacia triennale, come stabilito dall'accordo quadro del 2009, superando la prassi precedente senza scadenza.
- Le parti possono recedere unilateralmente dai contratti collettivi, garantendo una retribuzione proporzionata e la protezione dei diritti acquisiti.
- La successione tra contratti nazionali segue un criterio cronologico, ma i contratti aziendali non possono essere sostituiti automaticamente dai CCNL a meno di un accordo tra le parti.
- Le clausole migliorative stipulate per singoli lavoratori persistono anche al rinnovo del contratto collettivo, provenendo da un accordo individuale tra datore e dipendente.
- L'uso aziendale, che consiste in prassi sistematiche adottate dal datore, è equiparato alle clausole migliorative e continua a essere valido anche dopo la successione di contratti collettivi.
Efficacia dei contratti collettivi
In passato accadeva spesso che un contratto collettivo aziendale non avesse alcun termine di scadenza; l’accordo quadro del 2009, però, ha stabilito che la sua efficacia sia triennale.
Le parti possono recedere unilateralmente tramite disdetta: come accade per i contratti collettivi nazionali, anche in questo caso bisogna comunque assicurare una retribuzione proporzionata e l’intangibilità dei diritti quesiti.
Successione e sostituzione dei contratti
La successione fra contratti nazionali è fondata sul criterio cronologico; quando il contratto aziendale scade, però, non può essere sostituito dal CCNL perché essi appartengono a due livelli diversi (uno aziendale, l’altro territoriale). Dunque, la sostituzione dei CCL aziendali ad opera dei CCNL non è né implicita né automatica. Questa ha luogo solo se le parti manifestano la volontà che ciò accada e se i contratti di diverso livello sono conclusi da soggetti collegati tra di loro nell’ambito di un sistema organizzato.
Clausole migliorative e uso aziendale
Al rinnovo di un contratto collettivo sopravvivono le clausole migliorative stipulate intuitu personae (cioè nei confronti del singolo lavoratore), le quali trovano la propria fonte nel patto individuale stipulato fra datore e dipendente.
A volte, però, il trattamento più favorevole può trovare fonte in un uso aziendale: ciò significa che il datore reitera un comportamento unilaterale volto a regolare in modo sistematico alcuni aspetti del rapporto. L’uso aziendale riguarda più lavoratori e le clausole che lo dispongono vengono inserite nei contratti individuali che regolano il loro rapporto con il datore. Per questo, l’uso aziendale è trattato proprio come le clausole intuitu personae: entrambi sopravvivono alla successione fra CCL.
Domande da interrogazione
- Qual è la durata di efficacia di un contratto collettivo aziendale secondo l'accordo quadro del 2009?
- Come avviene la successione tra contratti nazionali e contratti collettivi aziendali?
- Cosa sono le clausole migliorative e come si applicano nel contesto dei contratti collettivi?
L'accordo quadro del 2009 ha stabilito che l'efficacia di un contratto collettivo aziendale sia triennale.
La successione fra contratti nazionali è basata su un criterio cronologico, ma un contratto aziendale non può essere sostituito automaticamente da un CCNL, poiché appartengono a livelli diversi e la sostituzione avviene solo se le parti lo desiderano.
Le clausole migliorative, stipulate intuitu personae, sopravvivono al rinnovo di un contratto collettivo e possono derivare anche da un uso aziendale, che si riferisce a comportamenti sistematici del datore di lavoro che riguardano più lavoratori.