Concetti Chiave
- Il contratto deve contenere accordo delle parti, oggetto, causa e forma per essere valido, secondo gli articoli 1324 e 1325.
- Un contratto è nullo se contrario a norme imperative o privo di elementi essenziali, come stabilito dall'articolo 1418.
- Elementi accidentali o accessori possono essere inclusi nel contratto senza compromettere la validità in caso di loro assenza.
- La distinzione tra norme imperative e descrittive è fondamentale, poiché le prime sono inderogabili e la loro violazione determina nullità del contratto.
- L'accordo delle parti è essenziale per la conclusione del contratto e si perfeziona quando entrambe le parti accettano ciò che è stato proposto.
Requisiti essenziali del contratto
Il contratto presenta alcuni requisiti enucleati dagli artt. 1324 e 1325: accordo delle parti; oggetto; causa; forma.
L’art. 1418 afferma che il contratto e' nullo quando e' contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Esso è inoltre nullo nel caso in cui, fatte salve le eccezioni di legge, non consti degli elementi essenziali individuati dall’art.1325.
Oltre agli elementi essenziali, nel contratto possono confluire anche elementi accidentali o accessori (il termine, la condizione o ulteriori fonti di regolamentazione individuate dalle parti). L’assenza dell’elemento essenziale determina la nullità del contratto; in assenza di un elemento accessorio in contratto (art. 1419) può mantenere la sua validità.
Norme imperative e descrittive
Per comprendere la disposizione contenuta nell’art. 1418 è necessario operare una distinzione tra norma imperativa o descrittiva. Una norma è imperativa quando è inderogabile. Une esempio è costituito dallo stesso art. 1325 o dall’art. 1229 (che prevede le clausole di esonero da responsabilità). Una norma è invece descrittiva nel caso in cui il suo contenuto non sia inderogabile.
L’art. 2744, ad esempio, prevede che il patto con il quale la proprietà del bene dato in pegno o in bene si trasferisce come effetto dell’adempimento perché è contrario a una norma imperativa. Il patto è nullo per il semplice fatto che esso è contrari a una norma imperativa. L’art. 1376, ancora, dispone che ogni contratto debba essere eseguito secondo buona fede. Tale disposizione costituisce una norma descrittiva e non imperativa: dalla sua inosservanza, dunque, non scaturisce la nullità del contratto.
Stabilire se una norma è di natura dispositiva o imperativa spesso non è semplice. Farlo tuttavia è essenziale perché attribuire inderogabilità o meno al contratto implica conseguenze nettamente diverse.
Accordo delle parti nel contratto
L’art. 1326 analizza l’elemento essenziale dell’accordo delle parti nel contratto. Il contratto è considerato concluso nel momento in cui entrambe le parti hanno unanimemente accettato l’accordo: l’elemento costitutivo del contratto, dunque, non è la volontà (l’intenzione), bensì l’accordo, cioè l’effettiva accettazione di quanto stabilito. Nel nostro ordinamento vige il principio della consensuali: il contratto è concluso nel omento in cui il proponente viene a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. L’accordo non è però considerato momento perfezionativo di ogni tipo di contratto: i contratti reali, infatti, si perfezionano con la datio rei (consegna della cosa).
Domande da interrogazione
- Quali sono i requisiti essenziali per la validità di un contratto?
- Qual è la differenza tra norme imperative e descrittive nel contesto contrattuale?
- Come si conclude un contratto secondo l'art. 1326?
I requisiti essenziali per la validità di un contratto, secondo gli artt. 1324 e 1325, includono l'accordo delle parti, l'oggetto, la causa e la forma. L'assenza di uno di questi elementi determina la nullità del contratto (art. 1418).
Le norme imperative sono inderogabili e la loro violazione comporta la nullità del contratto, come nel caso dell'art. 1325. Le norme descrittive, invece, non sono inderogabili e la loro inosservanza non determina la nullità, come stabilito dall'art. 1376.
Un contratto si considera concluso quando entrambe le parti hanno unanimemente accettato l'accordo. È importante notare che, nel nostro ordinamento, il contratto è perfezionato nel momento in cui il proponente è a conoscenza dell'accettazione dell'altra parte, salvo nei contratti reali che si perfezionano con la consegna della cosa.