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Concetti Chiave

  • Il divieto di licenziamento per le lavoratrici madri è valido dall'inizio della gravidanza fino al primo anno di vita del bambino, indipendentemente dalla conoscenza dello stato di gravidanza.
  • Esistono eccezioni al divieto di licenziamento, come licenziamento per giusta causa, cessazione dell'attività aziendale o scadenza di contratti a termine.
  • Le dimissioni della lavoratrice madre durante la gravidanza e i primi tre anni di vita del bambino devono essere convalidate dall'ispettorato del lavoro.
  • La legge tutela anche le lavoratrici autonome, che possono percepire un'indennità per un massimo di 150 giorni all'anno durante la gravidanza e il congedo.
  • I collaboratori coordinati e continuativi hanno diritto al congedo di maternità o paternità e a un'indennità erogata dall'Inps.

Tutela del congedo di maternità

La legge tutela la lavoratrice madre in diversi modi. In primo luogo, impone nei suoi confronti il divieto di licenziamento, finalizzato a preservare il congedo di maternità. Il divieto decorre dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino. Esso opera a prescindere dalla conoscenza dello stato di gravidanza: se, ad esempio, la lavoratrice licenziata dovesse scoprire che al momento del licenziamento era incinta, potrà impugnare l’atto certificando l’esistenza di una condizione che lo vietava (nullità).

Eccezioni al divieto di licenziamento

Il divieto di licenziamento, però, non si applica in alcune ipotesi:

a) in caso di colpa grave da parte della lavoratrice (licenziamento per giusta causa);

b) in caso di cessazione di attività dell’azienda;

c) in caso di scadenza naturale di un contratto di lavoro a termine;

d) in caso di licenziamento per esito negativo del periodo di prova.

Durante il periodo in cui vige il divieto di licenziamento, la lavoratrice non può essere sospesa dal lavoro con collocazione in cassa integrazione, tranne nel caso in cui l'attività dell'azienda o il reparto in cui essa è impiegata sia dimessa.

Tutela delle dimissioni

La lavoratrice madre è tutelata anche in caso di dimissioni: durante la gravidanza e i primi tre anni di vita del bambino, essa è efficace soltanto dopo essere stata convalidata presso l’ispettorato del lavoro, al fine di verificarne la spontaneità. Questa forma di tutela vale anche per il padre.

Tutela per lavoratrici autonome

La legge tutela anche la lavoratrice autonoma: durante la gravidanza e il congedo, l’esecuzione del rapporto di lavoro rimane sospesa senza diritto al corrispettivo, ma con la possibilità di percepire l'indennità riconosciuta dalla propria cassa di previdenza per un massimo di 150 giorni all’anno. Se il committente è d’accordo, inoltre, la lavoratrice può nominare un proprio sostituto, con il quale potrà effettuare delle compresenze.

Diritti dei collaboratori coordinati

I collaboratori coordinati e continuativi, infine, possono fruire del congedo di maternità o paternità e del congedo parentale, avendo il diritto a un'indennità erogata dall'Inps.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il periodo di validità del divieto di licenziamento per le lavoratrici madri?
  2. Il divieto di licenziamento per le lavoratrici madri decorre dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino, indipendentemente dalla conoscenza dello stato di gravidanza (come indicato nel testo).

  3. In quali casi il divieto di licenziamento non si applica?
  4. Il divieto di licenziamento non si applica in caso di colpa grave della lavoratrice, cessazione dell'attività dell'azienda, scadenza di un contratto a termine e licenziamento per esito negativo del periodo di prova (come specificato nel testo).

  5. Come sono tutelate le dimissioni delle lavoratrici madri?
  6. Le dimissioni delle lavoratrici madri durante la gravidanza e nei primi tre anni di vita del bambino sono valide solo se convalidate presso l'ispettorato del lavoro, per garantire la loro spontaneità, e questa tutela si estende anche ai padri (come descritto nel testo).

Domande e risposte

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