Concetti Chiave
- I rapporti tra soggetti privati sono improntati sulla volontarietà, permettendo scelte libere e contrattazioni tra le parti coinvolte.
- I soggetti pubblici esercitano una potestà di imperio, una forma di potere giuridico che deve essere utilizzata nell'interesse dei cittadini e non per fini personali.
- La potestà di imperio consente ai soggetti pubblici di imporre obblighi, come il pagamento di imposte e l'espropriazione di diritti, per motivi di pubblica utilità.
- Il comune di Pistoia deve decidere se mantenere i servizi di assistenza domiciliare, finanziandoli attraverso un aumento dell'addizionale dell'IRPEF, dopo consultazioni con i cittadini.
- Le decisioni pubbliche devono riflettere l'interesse collettivo, come dimostrato dalla votazione a favore della conservazione del servizio di assistenza ai portatori di handicap.
Rapporti tra soggetti privati
Nel caso dei soggetti privati questi i rapporti tra i soggetti che effettuano le scelte e gli altri
soggetti sono basati sulla volontarietà.
esempio Greta vuole vendere il suo motorino poiché sta per acquistare un’automobile. Questa scelta è ovviamente libera, vale a dire che Greta non è obbligata a vendere il proprio motorino e, se decide di farlo, è perché pensa che le convenga. Greta propone al suo amico Riccardo di acquistare il motorino per 1.000 euro: anche in questo caso Riccardo non è obbligato a comprare il motorino e, qualora volesse farlo, può liberamente contrattare con Greta per pagare una somma inferiore rispetto a quella proposta.
Potestà di imperio dei soggetti pubblici
I soggetti pubblici, invece, godono di una posizione di potere nei confronti dei cittadini. Questa posizione prende il nome di potestà di imperio e si tratta di una situazione giuridica soggettiva di favore concessa a chi esercita il potere politico. Non si tratta di una posizione generica di potere ma di una potestà, ossia una posizione di potere concessa non nell’interesse proprio ma nell’interesse altrui. In pratica, chi esercita una potestà (come i genitori nei confronti dei figli) non può esercitare un potere arbitrario, ma solo in funzione dell’interesse dei soggetti nei cui confronti è dotato di potestà. I soggetti pubblici esercitano questa potestà in una pluralità di casi: per esempio obbligano i cittadini a pagare le imposte; espropriano il diritto di proprietà di un cittadino per motivi di pubblica utilità; limitano i diritti del cittadino in campo economico (ad esempio obbligando un imprenditore a scegliere, tra i dipendenti che deve assumere, persone affette da un handicap).
Decisioni del comune di Pistoia
esempio Il comune di Pistoia, poiché ha subito tagli sostanziosi ai trasferimenti statali per le spese locali, deve decidere se continuare o meno a fornire il servizio di assistenza domiciliare ai portatori di handicap. Dopo una votazione a cui partecipano tutti i cittadini, che vede la stragrande maggioranza favorevole alla conservazione del servizio, il Comune impone ai cittadini di pagare una maggiore addizionale dell’irpef che andrà direttamente nelle casse comunali per finanziare il servizio.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra i rapporti tra soggetti privati e soggetti pubblici?
- Come si manifesta la potestà di imperio dei soggetti pubblici?
- Qual è l'esempio pratico di una decisione del comune di Pistoia riguardante i servizi pubblici?
I rapporti tra soggetti privati sono basati sulla volontarietà, come nel caso di Greta e Riccardo, dove entrambe le parti possono decidere liberamente. Al contrario, i soggetti pubblici esercitano una potestà di imperio, che implica un potere giuridico nei confronti dei cittadini, non arbitrario ma finalizzato all'interesse collettivo.
La potestà di imperio si manifesta attraverso l'obbligo di pagare imposte, l'espropriazione di diritti di proprietà per motivi di pubblica utilità e la limitazione di diritti economici, come nel caso di assunzioni obbligatorie di persone con handicap.
Il comune di Pistoia, a causa di tagli ai trasferimenti statali, ha deciso di mantenere il servizio di assistenza domiciliare per i portatori di handicap, imponendo ai cittadini di pagare una maggiore addizionale dell'IRPEF per finanziare il servizio, dopo una votazione favorevole della comunità.