Concetti Chiave
- La revisione della Costituzione è un processo rigido e complesso, che richiede un procedimento specifico diversamente dalle leggi ordinarie.
- Secondo l'articolo 138, ogni modifica della Costituzione deve passare attraverso due deliberazioni da parte di ciascuna Camera, a distanza di almeno tre mesi.
- Entrambe le Camere devono esprimersi in modo unanime sulla proposta di revisione per completare la prima delibera, distinguendo così la revisione dalla modifica di una legge ordinaria.
- La seconda delibera consente solo l'approvazione o il rigetto dell'accordo unanime raggiunto nella prima fase, senza modifiche al testo.
- La revisione costituzionale richiede una maggioranza qualificata in seconda lettura, rendendola più complessa e lunga rispetto alla modifica di leggi ordinarie, che necessitano solo della maggioranza relativa.
La revisione costituzionale
La Costituzione è sopra ordinata e rigida perché, pur non essendo immodificabile, la sua revisione richiede un procedimento specifico e più articolato rispetto a quello previsto per la modifica di una legge ordinaria. Ciò spiega il motivo per cui, secondo il criterio gerarchico, una legge non può dichiarare illegittima la costituzione.
Procedura di revisione
Il procedimento di revisione costituzionale pone diverse prospettive di approfondimento. Innanzitutto è fondamentale comprendere il procedimento che determina la revisione della carta costituzionale (articolo 138); in secondo luogo è importante conoscere i limiti di tale procedimento. La costituzione può essere revisionata legittimalmente ma non mutata illegittimalmente nei suoi fondamenti.
Il procedimento che disciplina la revisione costituzionale, esplicitato dall’articolo 138, è estremamente complesso e strutturato. Ogni modifica della costituzione, per quanto minima, richiede la necessaria applicazione di quest’articolo.
Delibere parlamentari
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono sottoposte a ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi.
È quindi fondamentale che ciascuno dei due rami del parlamento si esprima sulla proposta di revisione costituzionale almeno due volte: due volte la camera dei deputati; due volte la camera della repubblica. La prima fase della revisione costituzionale si articola nel seguente modo: le due camere si esprimono a proposito della proposta di revisione (prima lettura: delibera della camera e del senato); dopo un intervallo minimo di tre mesi, le due camere sono chiamate a esprimere di nuovo un’opinione riguardante la revisione del medesimo testo (seconda lettura: doppia delibera). Questo primo aspetto rende chiara la differenza che intercorre tra costituzione e legge ordinaria: la prima richiede una doppia delibera; la seconda necessita di un’unica delibera da parte delle camere. La prima delibera è considerata conclusa solo se entrambe le camere sono assolutamente d’accordo sullo stesso testo: la volontà di una camera non può mai imporsi sull’altra. Il completamento della prima fase della revisione necessita che le due camera trovino un accordo assolutamente unanime e dunque conforme (ciò rende la procedura aggravata estremamente dilazionata: spesso le due camere effettuano più di una lettura a causa dell’impossibilità di trovare un accordo totalmente conforme, rimandando così il termine della prima delibera).
La seconda delibera, prevista dopo un intervallo minimo di tre mesi rispetto alla prima, consente invece un’unica lettura: essa, pertanto, consente alle due camere esclusivamente di approvare o respingere l’unanime accordo stabilito in fase di prima delibera.
tra le due camere (quindi senza apportare modifiche).
La procedura aggravata di revisione costituzionale si distingue da quella volta alla modifica di una legge ordinaria per un ulteriore elemento: l’approvazione di un’eventuale modifica di una legge ordinaria richiede la maggioranza relativa; la revisione costituzionale, invece, è resa possibile esclusivamente dal voto favorevole della maggioranza qualificata in seconda lettura.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra la revisione costituzionale e la modifica di una legge ordinaria?
- Qual è il procedimento previsto dall'articolo 138 per la revisione della Costituzione?
- Cosa implica la necessità di un accordo unanime tra le camere durante la revisione costituzionale?
- Quali sono i limiti della revisione costituzionale?
La revisione costituzionale richiede una doppia delibera da parte di entrambe le camere del Parlamento, mentre la modifica di una legge ordinaria necessita di un'unica delibera. Inoltre, la revisione richiede una maggioranza qualificata in seconda lettura, mentre la modifica di una legge ordinaria può essere approvata con la maggioranza relativa.
Il procedimento di revisione costituzionale, disciplinato dall'articolo 138, prevede due deliberazioni da parte di ciascuna Camera con un intervallo minimo di tre mesi tra le due, richiedendo un accordo unanime sul testo proposto.
L'accordo unanime tra le camere è fondamentale per completare la prima fase della revisione; se non si raggiunge un consenso totale, il processo può subire ritardi significativi, poiché le camere possono dover effettuare più letture.
La Costituzione può essere revisionata legittimamente, ma non può essere mutata illegittimamente nei suoi fondamenti, garantendo così la stabilità e l'integrità della carta costituzionale.