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Concetti Chiave

  • La giurisprudenza italiana ha aggiornato l'istituto del referendum, affrontando la tempistica della dichiarazione di inammissibilità e il numero di firme richieste.
  • È stata introdotta la possibilità di semplificare la raccolta firme, permettendo la sottoscrizione digitale, simile a quanto avviene a livello europeo.
  • È stato stabilito un limite al numero di referendum che possono essere votati in contemporanea, migliorando la gestione delle tornate referendarie.
  • Il quorum strutturale ha rappresentato una sfida, favorendo il «no» e portando spesso alla nullità di referendum anche con una larga maggioranza di «sì».
  • Dal 2011, solo quel referendum ha raggiunto il quorum; negli ultimi vent'anni, la partecipazione è risultata insufficiente per la validità di altri referendum.

Evoluzione del referendum in Italia

Nel corso del tempo, la giurisprudenza italiana ha colto l’opportunità di aggiornare l’istituto referendario sotto diversi profili:

- la successione temporale del procedimento, dal momento che la dichiarazione di inammissibilità giunge quando la raccolta delle firme, sforzo organizzativo considerevole, è già avvenuta;

- il numero delle firme richieste (da taluno considerato eccessivo, da altri troppo basso);

- la semplificazione delle procedure di raccolta firme (anche prevedendo la sottoscrizione in forma digitale, come avviene per le iniziative dei cittadini europei);

- l’introduzione di un tetto al numero di richieste che si possono sottoporre al voto nella stessa tornata (si è votato fino a dodici referendum contemporaneamente);

Sfide del quorum nei referendum

- l’eliminazione o la riduzione del quorum strutturale. L’esistenza del quorum finisce per attribuire un indebito vantaggio ai sostenitori del «no», tanto più in un contesto di partecipazione elettorale decrescente. Accade infatti che può bastare convincere un numero relativamente basso di elettori a disertare le urne per portare alla sconfitta quella che altrimenti sarebbe una nettissima maggioranza: emblematico il caso del referendum sulla legge elettorale della Camera nel 1999 che ebbe oltre 21 milioni di «sì», pari al 43% degli aventi diritto, percentuale di elettori maggiore di quella risultata decisiva, per il «sì» o per il «no», in quindici diversi referendum. Ma nel 1999, appunto, il quorum, per poche decine di migliaia di voti, non fu raggiunto e il referendum risultò perciò invalido. Lo stesso si è poi verificato, in misura ben più accentuata, nelle quattro tornate referendarie successive (la partecipazione scese tra il 2000 e il 2009, indipendentemente dalle questioni poste, fino al 24%).

Partecipazione e validità dei referendum

I referendum del 2011 raggiunsero invece il quorum, anche grazie al fatto che uno dei quesiti chiedeva di fermare il ritorno all’energia nucleare a pochi mesi dal disastro della centrale giapponese di Fukushima. Ma poi il referendum del 2016 sulle trivellazioni al largo delle coste italiane ha visto di nuovo la partecipazione fermarsi al 31%. In definitiva, con l’eccezione del 2011, non si hanno più referendum validi da più di vent’anni.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali modifiche apportate all'istituto referendario in Italia nel corso del tempo?
  2. La giurisprudenza italiana ha aggiornato l'istituto referendario riguardo alla successione temporale del procedimento, al numero di firme richieste, alla semplificazione delle procedure di raccolta firme, e all'introduzione di un tetto al numero di richieste sottoposte al voto nella stessa tornata.

  3. Qual è la problematica legata al quorum nei referendum italiani?
  4. Il quorum strutturale può avvantaggiare i sostenitori del «no», rendendo difficile il raggiungimento della validità del referendum, come dimostrato dal caso del referendum del 1999, dove oltre 21 milioni di «sì» non furono sufficienti a superare il quorum.

  5. Qual è stata l'andamento della partecipazione ai referendum in Italia negli ultimi vent'anni?
  6. Negli ultimi vent'anni, tranne nel 2011, non si sono avuti referendum validi, con una partecipazione che è scesa drasticamente, come evidenziato dal referendum del 2016 sulle trivellazioni, che ha visto solo il 31% di affluenza.

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