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Concetti Chiave

  • La Corte costituzionale italiana sottolinea l'importanza di un esercizio del potere amministrativo che rispetti i contenuti e le modalità stabilite dalla legge, garantendo così una copertura legislativa costante.
  • La riserva di legge, distinta dal principio di legalità, si riferisce alla distribuzione del potere normativo tra organi legislativi ed esecutivi, riservando alla legge il controllo su materie specifiche.
  • Il principio di preferenza di legge, derivante dall'unificazione del Regno d'Italia, impone al giudice di disapplicare regolamenti in conflitto con norme di legge, considerata la fonte giuridica superiore.
  • La preferenza di legge è stata recepita nella Costituzione, influenzando il sistema delle fonti primarie, che non può generare fonti concorrenti o elevare fonti secondarie a livello legislativo.
  • Il rispetto della gerarchia delle fonti è fondamentale nel sistema giuridico italiano, garantendo che le leggi e gli atti equivalenti mantengano una posizione superiore rispetto ai regolamenti.

Il potere e la legge

Secondo la Corte costituzionale italiana, «non è sufficiente che il potere sia finalizzato dalla legge alla tutela di un bene o di un valore, ma è indispensabile che il suo esercizio sia determinato nel contenuto e nelle modalità, in modo da mantenere costantemente una, pur elastica, copertura legislativa dell’azione amministrativa» (così nella sent. 115/2011 di illegittimità della modifica introdotta nel 2008 all’art. 54 del testo unico degli enti locali, che attribuiva ai sindaci un potere di ordinanza in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana anche fuori dei casi di contingibilità e urgenza).

Riserva di legge e legalità

La riserva di legge va tenuta distinta dal principio di legalità, che pure di quella è il presupposto. Essa, nelle sue varie declinazioni (assoluta, relativa, rinforzata), è un istituto previsto in molti articoli della Costituzione e concerne la distribuzione del potere normativo fra i vari organi, legislativo ed esecutivo, riservando alla legge (o agli atti aventi forza di legge) l’intervento su determinate materie.

Preferenza di legge e gerarchia

La preferenza di legge è un istituto che trae origine da una delle leggi con cui si procedette all’unificazione del Regno d’Italia: l’art. 5 della l. 2248/1865, all. E (tuttora vigente) obbliga il giudice ordinario a disapplicare il regolamento contrastante con una norma di legge (fonte gerarchicamente superiore all’atto regolamentare). Tale principio è stato recepito implicitamente dalla Costituzione in tutte le disposizioni che disciplinano la funzione legislativa del Parlamento (artt. 70 ss.). Dal fondamento costituzionale del principio discendono due corollari in ordine al sistema delle fonti primarie quale sistema chiuso: la legge e gli atti ad essa equiparati, come si è visto nel capitolo 5, non possono né creare fonti primarie concorrenti, né elevare fonti secondarie a un livello superiore, cioè a livello legislativo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della copertura legislativa nell'esercizio del potere amministrativo?
  2. Secondo la Corte costituzionale italiana, è fondamentale che l'esercizio del potere sia determinato nel contenuto e nelle modalità, garantendo una copertura legislativa elastica dell'azione amministrativa (sent. 115/2011).

  3. Come si distingue la riserva di legge dal principio di legalità?
  4. La riserva di legge, prevista in vari articoli della Costituzione, riguarda la distribuzione del potere normativo tra organi legislativi ed esecutivi, mentre il principio di legalità è il presupposto di tale riserva.

  5. Qual è il ruolo della preferenza di legge nel sistema delle fonti normative?
  6. La preferenza di legge impone al giudice di disapplicare regolamenti in contrasto con norme di legge, stabilendo che la legge e gli atti ad essa equiparati non possono creare fonti primarie concorrenti né elevare fonti secondarie a livello legislativo.

Domande e risposte

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