Concetti Chiave
- I modelli di integrazione dello straniero includono l'assimilazione, il multiculturalismo e l'integrazione temporanea, ciascuno con approcci distintivi verso la diversità culturale.
- La sovranità in uno stato liberale risiede nella nazione, ma il potere è esercitato attraverso organi rappresentativi scelti dai cittadini.
- La rappresentanza politica è caratterizzata da un mandato rappresentativo, senza vincoli di mandato imperativo, conferendo ampio potere ai rappresentanti.
- I partiti politici collegano il corpo elettorale ai membri dell'Assemblea, introducendo un controllo politico da parte degli elettori sui rappresentanti.
- Il mandato rappresentativo è una forma di investitura fiduciaria che lega il deputato all'intera nazione, evidenziando l'importanza della costituzione nel legittimare il potere.
Modelli di integrazione
In genere si tende a distinguere tre modelli relativi alle politiche di integrazione dello straniero:
1) integrazione per assimilazione (es. Francia): si fonda sul presupposto che la diversità etnica, religiosa e culturale debba rimanere confinata alla sfera privata, mentre in ambito pubblico debbono essere a tutti imposti i valori universali repubblicani;
2) integrazione secondo approccio multiculturale (es. Canada e Gran Bretagna): garantisce un certo livello di autonomia culturale alle varie comunità.
3) integrazione secondo il modello temporaneo tedesco: mira ad un integrazione temporanea che faccia fronte all’esigenza contingente e sempre proporzionata alla determinazione di spingere le popolazioni immigrate a far ritorno ai Paesi di provenienza.
Sovranità e rappresentanza politica
In generale, nello stato liberale la sovranità risiede nella nazione, concepita come entità giuridica unitaria costituita dall’insieme dei cittadini. L’esercizio diretto del potere è, però, affidato agli organi rappresentativi della nazione stessa. La rappresentanza politica si manifesta attraverso l’elezione, ad opera dei cittadini della nazione, di un’Assemblea composta da individui svincolati dal corpo elettorale, secondo il principio del divieto di mandato imperativo. Mancando, quindi, un vincolo di mandato, i rappresentanti godono di un potere amplissimo. Il mandato rappresentativo si configura, così, come un mandato politico, come una investitura fiduciaria tendente a legittimare il ruolo dei rappresentanti il cui potere e le cui competenze derivano direttamente dalla Costituzione e non dalla volontà degli elettori. L’investitura fiduciaria collega il singolo deputato all’intera nazione, indivisibile.
Principio rappresentativo e partiti
Il principio rappresentativo viene, poi, progressivamente fuso a quello democratico, mediante l’introduzione dei partiti, che divengono strumenti di collegamento diretto tra corpo elettorale e membri dell’Assemblea, e la coscienza del controllo politico esercitato dagli elettori sui deputati, attraverso l’eventuale mancata rielezione dei membri uscenti.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali modelli di integrazione per gli stranieri?
- Come si configura la sovranità nello stato liberale?
- Qual è il ruolo dei partiti nel principio rappresentativo?
I modelli di integrazione si suddividono in tre categorie: assimilazione (Francia), che impone valori repubblicani universali; approccio multiculturale (Canada e Gran Bretagna), che garantisce autonomia culturale; e modello temporaneo (Germania), che prevede un'integrazione limitata nel tempo per favorire il ritorno nei Paesi d'origine.
Nello stato liberale, la sovranità risiede nella nazione, composta dai cittadini, mentre il potere è esercitato da organi rappresentativi eletti, i cui membri non sono vincolati da un mandato imperativo, conferendo loro un ampio potere derivante dalla Costituzione.
I partiti fungono da collegamento tra il corpo elettorale e i membri dell'Assemblea, integrando il principio rappresentativo con quello democratico e permettendo agli elettori di esercitare controllo politico attraverso la possibilità di non rielezione dei deputati.