Concetti Chiave
- La Costituzione italiana, all’art. 3, stabilisce due principi fondamentali di eguaglianza: formale e sostanziale.
- L'eguaglianza formale riconosce pari dignità sociale e opportunità per tutti i cittadini, senza distinzioni.
- L'eguaglianza sostanziale richiede l'intervento dello Stato per rimuovere disuguaglianze economiche e sociali esistenti.
- Questi principi derivano da una tradizione di costituzionalismo che integra elementi liberali e sociali.
- L'eguaglianza formale è tipica della cultura liberale, mentre l'eguaglianza sostanziale si associa a concezioni socialiste.
Principi fondamentali della Costituzione
La Costituzione, all’art. 3, stabilisce due principi fondamentali:
1) «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (principio di eguaglianza formale);
2) «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese» (principio di eguaglianza sostanziale).
Queste due solenni affermazioni sono figlie di una tradizione che unisce l’intera esperienza del costituzionalismo dallo stato liberale di diritto allo stato liberaldemocratico, in particolare nella sua dimensione di stato sociale.
Eguaglianza formale e culturale liberale
L’eguaglianza formale è propria della cultura liberale che riconosce la condizione di eguaglianza nei punti di partenza, intesa come pari opportunità per tutti. Così si esprimevano i primi documenti costituzionali, nel proclamare che «tutti gli uomini nascono egualmente liberi e indipendenti e hanno dei diritti naturali e inerenti alla loro persona, di cui non possono per qualsiasi convenzione privarsi o spogliare i loro discendenti» (art. 1 della Dichiarazione dei diritti della Virginia, 1776); oppure che «gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sulla base dell’utile comune» (art. 1 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 1789).
Eguaglianza sostanziale e concezione socialista
L’eguaglianza sostanziale, invece, evoca la concezione socialista dell’eguaglianza nei risultati, che impone allo stato di intervenire nella struttura economica della società al fine di rimuovere le situazioni di diseguaglianza esistenti di fatto. È un’espressione che richiama comunque un’attività volta alla promozione dell’eguaglianza.
Domande da interrogazione
- Quali sono i due principi fondamentali di eguaglianza stabiliti dalla Costituzione?
- Come si differenziano l'eguaglianza formale e l'eguaglianza sostanziale?
- Qual è il ruolo dello stato secondo il principio di eguaglianza sostanziale?
La Costituzione, all’art. 3, stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge (eguaglianza formale) e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’eguaglianza (eguaglianza sostanziale).
L'eguaglianza formale, propria della cultura liberale, si concentra sulle pari opportunità all'inizio della vita, mentre l'eguaglianza sostanziale, legata alla concezione socialista, richiede interventi statali per rimuovere le disuguaglianze esistenti.
Secondo il principio di eguaglianza sostanziale, lo stato deve intervenire nella struttura economica della società per rimuovere le disuguaglianze di fatto e promuovere l'eguaglianza tra i cittadini.