Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Le molestie di genere includono comportamenti indesiderati legati al sesso che violano la dignità dei lavoratori, creando un clima intimidatorio e degradante.
  • La legge prevede deroghe al divieto di discriminazione per assunzioni in settori come moda e arte, e per mansioni particolarmente pesanti secondo la contrattazione collettiva.
  • Nei concorsi pubblici, non sono considerati discriminanti l'altezza e l'aspetto fisico, e i bandi devono sempre menzionare entrambi i sessi.
  • Il legislatore italiano ha stabilito strumenti di tutela, come il consigliere di parità, per proteggere i lavoratori vittime di discriminazioni di genere.
  • In caso di discriminazione accertata, il giudice può imporre un piano di rimozione delle discriminazioni future, coinvolgendo organismi di rappresentanza e il consigliere di parità.

Definizione di molestie di genere

Oltre alle molestie sessuali, la legge considera discriminatorie anche le molestie di genere: si considera tale ogni comportamento indesiderato, posto in essere per ragioni connesse al sesso, avente lo scopo di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, umiliante e degradante.

Deroghe al divieto di discriminazione

La legge ammette alcune deroghe al divieto di discriminazione: in attività connesse alla moda è all'arte, ad esempio, non si considerano discriminatorie le assunzioni condizionate all’appartenenza ad un determinato sesso. Un’ulteriore deroga è ammessa per le assunzioni finalizzate allo svolgimento di mansioni particolarmente pesanti, individuate dalla contrattazione collettiva.

Non discriminazione nei concorsi pubblici

Non costituiscono invece fattori discriminanti elementi quali l'altezza e l'aspetto fisico, salva previsione contraria contenuta in un decreto del presidente del consiglio dei ministri. I concorsi pubblici, inoltre, non possono a mettere alcun divieto di discriminazione: I relativi bandi devono sempre contenere riferimenti a entrambi i sessi.

Tutela giuridica contro le discriminazioni

Dopo aver definito la disciplina contenuta nel Codice sulle pari opportunità, il legislatore italiano ha dedicato particolare attenzione all'effettiva efficacia della tutela giuridica contro le discriminazioni, concentrandosi prima di tutto sul regime dell’onere della prova.
Di regola esso grava sul ricorrente, ma se egli riesce a fornire elementi statistici relativi alle assunzioni, ai regimi retributivi o all'assegnazione di mansioni, volti a dimostrare l'esistenza di atti o fatti discriminatori in ragione del sesso, si ha l'inversione dell'onere della prova, che spetta al convenuto.

Strumenti di tutela e consigliere di parità

La giurisprudenza, inoltre, ha previsto speciali strumenti di tutela a protezione dei lavoratori vittime di discriminazioni di genere. Ne è un esempio il coinvolgimento del cosiddetto «consigliere di parità», figura istituita a livello nazionale, regionale e locale per promuovere le pari opportunità. Il consigliere, o la consigliera, può proporre azioni giudiziarie su delega della persona offesa, ma può agire anche in via diretta, cioè di propria iniziativa, per contrastare le discriminazioni collettive.

Azioni giudiziarie e rimozione delle discriminazioni

Una volta accertata la discriminazione, il giudice può ordinare all’imputato di definire un piano di rimozione delle stesse per il futuro, tramite l’intermediazione degli organismi di rappresentanza dei lavoratori e del consigliere di parità.

Domande da interrogazione

  1. Cosa si intende per molestie di genere secondo la legge?
  2. Le molestie di genere sono comportamenti indesiderati legati al sesso, che mirano a violare la dignità di lavoratori e lavoratrici, creando un clima intimidatorio e degradante.

  3. Quali sono le deroghe al divieto di discriminazione in ambito lavorativo?
  4. La legge prevede deroghe per assunzioni nel settore della moda e dell'arte, nonché per mansioni particolarmente pesanti, come stabilito dalla contrattazione collettiva.

  5. Quali strumenti di tutela esistono per le vittime di discriminazioni di genere?
  6. Esistono strumenti di tutela come il "consigliere di parità", che può agire per promuovere le pari opportunità e proporre azioni legali per contrastare le discriminazioni.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community