Concetti Chiave

  • Gli imprenditori possono adottare il crumiraggio interno per limitare l'impatto degli scioperi, mentre il crumiraggio esterno è considerato illegittimo.
  • Il crumiraggio tecnologico, che implica l'uso di macchine o IA, è fonte di dibattito sulla sua legalità, ma esiste la possibilità di messa in libertà per i lavoratori non scioperanti in caso di sciopero anomalo.
  • I lavoratori in sciopero mantengono il diritto al posto di lavoro, ma non ricevono retribuzione, il che influisce sull'anzianità e sulla continuità lavorativa.
  • La mancanza di retribuzione durante lo sciopero può influenzare la partecipazione, spingendo alcuni Paesi europei a istituire fondi comuni per supportare i lavoratori.
  • In Germania, i fondi comuni sono finanziati tramite contributi volontari per alleviare il vuoto retributivo durante gli scioperi.

Strategie degli imprenditori durante gli scioperi

Per ridurre l’impatto delle conseguenze derivanti dallo sciopero, gli imprenditori possono mettere in atto una serie di atteggiamenti volti a limitare l’efficacia delle suddette. Fra questi, uno dei più controversi è il cosiddetto «crumiraggio». Si tratta di una contromisura che gli imprenditori utilizzano per ridurre o addirittura a eliminare gli effetti dello sciopero. I crumiri, infatti, sono i lavoratori che accettano di non partecipare allo sciopero (crumiraggio interno) o che vengon assunti per lavorare al posto dei lavoratori scioperanti (crumiraggio esterno).

Crumiraggio e legalità

Quest’ultima fattispecie è illegittima: la sostituzione esterna di lavoratori in sciopero non è ammessa. Legittimo è invece il crumiraggio interno, poiché deriva dalla mera volontà dei lavoratori già facenti parte dell’organico aziendale.
negli anni recenti è stato oggetto di numerose discussioni il cosiddetto «crumiraggio tecnologico», relativo alla possibilità di utilizzare macchine o intelligenze artificiali per ridurre l’impatto dei lavoratori assenti. Molto dibattuta è stata anche la legittimità, infine accolta, della cosiddetta «messa in libertà dei lavoratori non scioperanti»: di fronte ad uno sciopero anomalo, il datore di lavoro può rifiutarsi, ex art. 1464, di accettare la prestazione dei lavoratori non scioperanti per impossibilità parziale.

Quali sono i diritti e la retribuzione durante lo sciopero?

In generale, i lavoratori in sciopero conservano il diritto alla conservazione del posto ma non possono fruire della corrispettività retributiva ex art. 36 Cost. Questo vuoto retributivo produce effetti sul computo dell’anzianità di servizio e su tutti gli aspetti che tengono conto della continuatività dell’attività lavorativa.

Soluzioni europee al vuoto retributivo

In molti casi, la mancanza del corrispettivo può dar luogo a resistenze in merito alla partecipazione allo sciopero. Per far fronte a quest’ostacolo, alcuni Paesi europei, ad esempio la Germania, hanno dato vita al sistema dei fondi comuni, un piccolo patrimonio frutto di contribuzioni volontarie o perequativa da parte degli iscritti a un’associazione sindacale, da utilizzare al momento dell’effettivo sciopero per colmare in parte il vuoto retributivo.

Domande da interrogazione

  1. Quali strategie possono adottare gli imprenditori per affrontare gli scioperi?
  2. Gli imprenditori possono attuare diverse strategie, tra cui il crumiraggio, che consiste nell'impiegare lavoratori non scioperanti o assumerne di nuovi per limitare l'impatto dello sciopero. Tuttavia, il crumiraggio esterno è considerato illegittimo, mentre quello interno è legittimo (come indicato nel testo).

  3. Quali sono i diritti dei lavoratori durante uno sciopero?
  4. I lavoratori in sciopero mantengono il diritto alla conservazione del posto, ma non ricevono la retribuzione durante il periodo di sciopero, il che influisce sull'anzianità di servizio e sulla continuità lavorativa (come specificato nel testo).

  5. Come affrontano i Paesi europei il problema del vuoto retributivo durante gli scioperi?
  6. Alcuni Paesi europei, come la Germania, hanno istituito fondi comuni, finanziati da contributi volontari o perequativi, per supportare i lavoratori durante gli scioperi e colmare parzialmente il vuoto retributivo (come descritto nel testo).

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