Concetti Chiave

  • Lo ius soli consente l'acquisizione della cittadinanza di un Paese per nascita sul suo territorio, a differenza dello ius sanguinis che si basa sulla cittadinanza dei genitori.
  • La legge 91 del 1992 regola l'acquisizione della cittadinanza italiana, ma un ddl sullo ius soli temperato potrebbe cambiare la situazione per 800mila persone.
  • La cittadinanza può essere richiesta dopo dieci anni di residenza legale in Italia, o dopo quattro anni per cittadini europei, e anche tramite matrimonio con un italiano.
  • I minori stranieri nati in Italia possono diventare cittadini italiani se dimostrano di aver frequentato regolarmente un percorso formativo di almeno cinque anni.
  • La naturalizzazione è un processo discrezionale che richiede una residenza legale in Italia da almeno sei anni e il completamento di un ciclo scolastico o professionale.

Definizione di ius soli

Ius soli (in latino «diritto del suolo») è un'espressione giuridica che indica l'acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridicodi essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Esso contrappone allo ius sanguinis (o «diritto del sangue»), che indica invece la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore.

Legge 91 del 1992 e ddl

Oggi per diventare cittadini italiani si fa riferimento alla legge 91 del 1992, che disciplina tutte le modalità con cui si acquisisce questo status. Ma se il Parlamento approverà il ddl sullo ius soli temperato/ius culturae, tutto cambierà e 800mila persone (643mila nati nel nostro Pese e 166mila studenti nati all'estero) potranno beneficiare della nuova norma sulla cittadinanza. Il ddl è attualmente fermo in Senato, dopo essere stato approvato dalla Camera il 13 ottobre 2015. Ecco cosa cambia.

Modalità di acquisizione della cittadinanza

Adesso il modo più comune, e automatico, è l’acquisizione iure sanguinis, ovvero per nascita o adozione da almeno un genitore con cittadinanza italiana. Più residuale invece la possibilità per ius soli, cioè se si nasce da cittadini apolidi, ignoti o qualora i genitori non possano trasmettere la propria cittadinanza al figlio perché lo Stato di provenienza non contempla il diritto di sangue.

Cittadinanza per residenza e matrimonio

Lo status civitatis può essere richiesto anche dallo straniero dopo un periodo di regolare residenza in Italia di almeno dieci anni, qualora dimostri di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere condanne penali e in assenza di impedimenti per la sicurezza della Repubblica. Per uno straniero con cittadinanza europea, la permanenza ininterrotta nel nostro Paese si riduce a quattro anni.

Si può diventare italiani anche iure matrimonii, sposando appunto un cittadino italiano, dopo due anni di residenza legale in Italia o dopo tre anni di matrimonio se residenti all’estero (termini ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi), a condizione di assenza di precedenti penali. Una fattispecie, questa, riconosciuta dal prefetto della provincia di residenza della persona che ne fa richiesta.

Cittadinanza per nascita e residenza

Altro caso è lo straniero nato in Italia e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età, che può presentare la richiesta di cittadinanza entro un anno dal diciottesimo compleanno.
Con l'entrata in vigore della nuova legge (attualmente in Aula al Senato), i bambini nati in Italia da genitori stranieri possono acquisire la cittadinanza italiana se uno dei genitori è titolare di diritto di soggiorno illimitato oppure di permesso di soggiorno dell'Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo.

Requisiti per la cittadinanza

Non esiste quindi nessun automatismo generalizzato, ma in entrambi i casi il requisito è una permanenza di almeno 5 anni. Nel caso di cittadini Ue, infatti, il diritto di soggiorno permanente è riconosciuto a chi abbia soggiornato legalmente in via continuativa per 5 anni in Italia. Nel caso di cittadini extra Ue, il permesso per soggiorno di lungo periodo è rilasciato a coloro che sono titolari da almeno 5 anni di un permesso di soggiorno in corso di validità. Necessari altri tre requisiti dei genitori extracomunitari: alloggio idoneo a termini di legge, superamento di un test di conoscenza della lingua italiana e reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale. Da questo permesso sono esclusi gli stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

Ius culturae e naturalizzazione

I minori stranieri nati nel nostro Paese o arrivati entro i 12 anni di età possono diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente almeno 5 anni di percorso formativo. Possono essere uno o più cicli scolastici, oppure corsi di istruzione professionale triennali o quadriennali che diano una qualifica. Nel caso sia la scuola primaria, essa deve essere completata. Si tratta del cosiddetto ius culturae. La domanda va presentata da uno dei due genitori entro il compimento della maggiore età del figlio, altrimenti potrà essere presentata dal diretto interessato diventato maggiorenne, che avrà due anni di tempo per farlo. Se un minore arriva in Italia con genitori stranieri sopo i 12 anni di età, può diventare cittadino italiano sopo 6 anni e il superamento di un ciclo di studi.

Infine c'è un altro caso che però non introduce un diritto, ma rientra nel campo della concessione della cittadinanza, quella che comunemente si chiama “naturalizzazione”. Un provvedimento discrezionale (la cittadinanza viene concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del ministro dell’Interno) e che va richiesto al prefetto o all’autorità consolare. I potenziali beneficiari sono gli stranieri arrivati in Italia prima della maggiore età e legalmente residenti da almeno sei anni. Ulteriore condizione è la regolare frequenza di un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo, presso istituti del sistema nazionale d’istruzione, o di un percorso di formazione professionale, con il conseguimento della relativa qualifica. Dal confronto con gli altri punti della legge sembra di capire che questa sia una possibilità di cui potranno avvalersi soprattutto i minori giunti nel nostro Paese tra i dodici anni (al di sotto dei quali è previsto il diritto alla cittadinanza nei termini illustrati in precedenza) e i diciotto. Per gli adulti stranieri restano valide le regole attuali: diventa cittadino italiano chi ha soggiornato in Italia per 10 anni continuativi (5 se apolide, 4 per i comunitari) o per matrimonio con italiano/a. La concessione della cittadinanza è subordinata alla valutazione dell'autorità.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Cos'è lo ius soli e come si differenzia dallo ius sanguinis?
  2. Lo ius soli è il diritto di acquisire la cittadinanza di un Paese per nascita sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, contrariamente allo ius sanguinis, che prevede la trasmissione della cittadinanza da genitori a figli.

  3. Quali sono le modalità attuali per acquisire la cittadinanza italiana?
  4. Attualmente, la cittadinanza italiana si acquisisce principalmente per ius sanguinis, ma anche per residenza, matrimonio e, in alcuni casi, per ius soli, come nel caso di bambini nati da genitori apolidi o ignoti.

  5. Quali requisiti deve soddisfare uno straniero per ottenere la cittadinanza per residenza?
  6. Uno straniero deve risiedere regolarmente in Italia per almeno dieci anni, dimostrare redditi sufficienti, non avere condanne penali e non presentare impedimenti per la sicurezza della Repubblica; per i cittadini europei, il periodo si riduce a quattro anni.

  7. Che cos'è lo ius culturae e quali sono i requisiti per accedervi?
  8. Lo ius culturae consente ai minori stranieri nati o arrivati in Italia di acquisire la cittadinanza dimostrando di aver frequentato regolarmente almeno cinque anni di percorso formativo; la domanda deve essere presentata entro la maggiore età.

  9. In cosa consiste la naturalizzazione e quali sono le condizioni per ottenerla?
  10. La naturalizzazione è un processo discrezionale per concedere la cittadinanza a stranieri residenti in Italia da almeno sei anni, che abbiano frequentato un ciclo scolastico; la richiesta deve essere presentata al prefetto o all'autorità consolare.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community