Concetti Chiave
- Prima della legge 128/2019, è stata sottoscritta la Carta dei diritti digitali a Bologna nel 2018 per tutelare i lavoratori digitali.
- Le regioni italiane hanno avviato iniziative per tutelare i lavoratori delle piattaforme, ognuna con approcci e priorità diverse.
- Tutti gli interventi legislativi regionali hanno anticipato l'approvazione della legge nazionale per la tutela dei riders.
- L'adozione del pilastro dei diritti sociali a livello europeo ha influenzato sia la legislazione regionale che nazionale in materia di lavoro digitale.
- La legge 4/2019 della regione Lazio stabilisce tutele specifiche per i lavoratori digitali, diventando un modello per altre regioni.
Proposte di tutela per i lavoratori digitali
Prima dell’approvazione della legge 128/2019 erano già state proposte numerose esperienze volte a tutelare la figura dei lavoratori digitali. Fra queste, una delle più significative è stata la sottoscrizione della Carta dei diritti digitali, siglata a Bologna nel 2018.
Poco dopo, una carta simile è stata approvata dalla regione Lazio in un quadro giuridico che non annoverava nell’ordinamento nazionale una disciplina di tutela dei lavoratori delle piattaforme. Contestualmente, la maggior parte delle altre regioni si è mossa per agire in tal senso, ponendosi come obiettivo quello di predisporre specifici apparati di tutela del lavoro digitale. Ogni regione ha intrapreso strade differenti, attribuendo una diversa importanza ai beni giuridici che vengono in gioco quando i lavoratori su piattaforma eseguono la prestazione. Tutti gli interventi legislativi regionali, però, hanno univocamente anticipato l’approvazione in un testo di legge nazionale della tutela dei riders (legge 128/2019).
Influenza europea sulla legislazione
L’azione regionale e nazionale è stata fortemente influenzata dall’adozione, a livello europeo, del pilastro dei diritti sociali. Una delle sue più importanti norme riconosce a ogni lavoratore il diritto di avere libero ed equo accesso alle forme di tutela minime e inderogabili preposte alla salvaguardia del rapporto lavorativo.
Normativa della regione Lazio
La legge 4/2019 della regione Lazio reca disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali. La normativa consta di tre sezioni, la prima delle quali mira a chiarire le finalità perseguite dalla regione Lazio e a identificare nello specifico le forme di tutele di cui devono godere i gig workers.
Il provvedimento è assurto a linea guida fondamentale sulla cui scia tutte le altre regioni si sono mosse nella stessa direzione.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali iniziative per la tutela dei lavoratori digitali in Italia?
- In che modo la legislazione europea ha influenzato la tutela dei lavoratori digitali in Italia?
- Quali sono le caratteristiche principali della normativa della regione Lazio per i lavoratori digitali?
Prima dell'approvazione della legge 128/2019, sono state proposte diverse esperienze, tra cui la Carta dei diritti digitali siglata a Bologna nel 2018 e una carta simile approvata dalla regione Lazio, che ha ispirato altre regioni a sviluppare specifici apparati di tutela per i lavoratori delle piattaforme.
L'azione regionale e nazionale è stata fortemente influenzata dall'adozione del pilastro dei diritti sociali a livello europeo, che riconosce a ogni lavoratore il diritto a forme minime di tutela per salvaguardare il rapporto lavorativo.
La legge 4/2019 della regione Lazio prevede disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali, articolandosi in tre sezioni che chiariscono le finalità e identificano le forme di tutela per i gig workers, fungendo da linea guida per altre regioni.