Concetti Chiave
- La disciplina dell'ingresso e soggiorno degli stranieri è allineata alla politica dell'Unione Europea e all'Accordo di Schengen.
- Gli stranieri presenti in Italia, indipendentemente dalla loro regolarità, godono dei diritti fondamentali della persona umana.
- Gli stranieri regolarmente soggiornanti hanno diritto ai diritti civili dei cittadini italiani e possono partecipare alla vita pubblica locale.
- È garantita parità di trattamento per gli stranieri in ambito giuridico e nei rapporti con la pubblica amministrazione.
- La clausola di reciprocità per i diritti civili degli stranieri è considerata superata, riflettendo un atteggiamento più aperto da parte dello Stato.
Disciplina dell'ingresso e soggiorno
La disciplina dell’ingresso, del soggiorno e dell’espulsione dello straniero (apolide compreso) si uniforma alla politica dell’Unione europea in materia, sulla base della Convenzione di applicazione (1990) dell’Accordo di Schengen (1985) relativo all’abolizione dei controlli alle frontiere interne. Il d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero», emanato a seguito della l. 40/1998, legge Turco-Napolitano, e modificato dalla l. 189/2002, legge Bossi-Fini), riconosce:
Diritti degli stranieri
- allo straniero comunque presente nel territorio , dunque indipendentemente dalla regolarità della sua presenza, i diritti fondamentali della persona umana previsti dal diritto interno, dalle convenzioni internazionali e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti;
- allo straniero regolarmente soggiornante (ossia in possesso del permesso di soggiorno per periodi di tempo determinati o della carta di soggiorno che invece consente una permanenza illimitata) i diritti civili riconosciuti al cittadino italiano, nonché il diritto di partecipare alla vita pubblica locale; • a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti parità di trattamento e piena eguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.
Parità di trattamento
Allo straniero è inoltre garantita parità di trattamento con il cittadino relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi, nei rapporti con la pubblica amministrazione e nell’accesso ai pubblici servizi (lo straniero che richiede il permesso di soggiorno è tuttavia sottoposto a rilievi fotodattiloscopici, obbligatori per i cittadini italiani solo in caso di rilascio della carta d’identità elettronica).
Da tutto ciò consegue che la clausola di reciprocità di cui all’art. 16 delle pre-leggi («lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità») può in pratica considerarsi superata: il fatto è che, all’epoca in cui fu fissata, lo Stato si poneva davanti allo straniero con un atteggiamento di grande cautela nel riconoscimento dei diritti.
Domande da interrogazione
- Quali diritti sono garantiti agli stranieri presenti nel territorio italiano?
- Che diritti hanno gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia?
- Come viene garantita la parità di trattamento agli stranieri in Italia?
Gli stranieri presenti nel territorio, indipendentemente dalla regolarità della loro presenza, hanno diritto ai diritti fondamentali della persona umana, come previsto dal diritto interno e dalle convenzioni internazionali.
Gli stranieri regolarmente soggiornanti, in possesso di permesso di soggiorno o carta di soggiorno, godono dei diritti civili riconosciuti ai cittadini italiani e possono partecipare alla vita pubblica locale.
Gli stranieri hanno diritto a parità di trattamento con i cittadini italiani riguardo alla tutela giurisdizionale dei diritti, ai rapporti con la pubblica amministrazione e all'accesso ai pubblici servizi, sebbene ci siano specifiche procedure per la richiesta del permesso di soggiorno.