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Concetti Chiave

  • L'Unione Europea ha sviluppato una politica comune dell'immigrazione per prevenire l'immigrazione irregolare e la tratta di esseri umani, attraverso direttive specifiche e l'agenzia Frontex.
  • La direttiva rimpatri stabilisce principi per garantire i diritti degli stranieri, come la preferenza per la partenza volontaria e la protezione dell'interesse superiore del minore.
  • In Italia, la direttiva è stata recepita con il d.l. 23 giugno 2011, n. 89, a seguito di una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.
  • La Corte ha disapplicato la pena detentiva per gli stranieri irregolari non conformi a ordini di allontanamento, ritenendo che compromettesse l'efficacia del rimpatrio.
  • Le direttive europee mirano a garantire un approccio equilibrato tra sicurezza e rispetto dei diritti umani degli stranieri nel contesto dell'immigrazione.

Politica comune dell'immigrazione

L’Unione europea si è impegnata a sviluppare una politica comune dell’immigrazione intesa ad assicurare, fra gli altri obiettivi, la prevenzione e il contrasto dell’immigrazione irregolare e della tratta degli esseri umani (art. 79 Tfue). In questo ambito sono state adottate le direttive 2008/115/Ce (sul rimpatrio di cittadini di paesi terzi irregolarmente soggiornanti), 2009/52/Ce (per sanzionare i datori di lavoro che impiegano stranieri irregolari) e 2011/36/Ue (sulla prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime). Inoltre, nel 2007 è stata istituita l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli stati membri dell’Ue (Frontex).

Direttiva rimpatri e principi guida

In particolare, la direttiva rimpatri introduce principi guida volti a garantire il rispetto della dignità e dei diritti dello straniero destinatario di un provvedimento di rimpatrio, quali: la gradualità degli strumenti di allontanamento, la preferenza per la partenza volontaria, l’uso residuale e proporzionale di misure coercitive preordinate all’allontanamento, la tutela dell’interesse superiore del minore, della vita familiare e del diritto alla salute, la valutazione di eventuali vulnerabilità del soggetto, la limitata applicazione del divieto di reingresso, nonché l’accesso a forme di tutela effettiva avverso i provvedimenti di rimpatrio.

Recepimento in Italia e sentenza

La direttiva è stata recepita nell’ordinamento italiano con il d.l. 23 giugno 2011, n. 89, adottato a seguito di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 28 aprile 2011 (rinvio pregiudiziale sul caso El Dridi) e convertito dalla l. 129/2011. Quella sentenza si fondava sugli effetti diretti delle disposizioni sufficientemente precise e incondizionate della direttiva, a fronte del suo mancato recepimento da parte dello Stato italiano, all’indomani della scadenza del relativo termine (dicembre 2010). La Corte di giustizia aveva ritenuto contraria alla direttiva, e quindi da disapplicare, la previsione della pena detentiva per lo straniero irregolare che non avesse adempiuto a un ordine di allontanamento dal territorio nazionale, contenuta nel testo unico sull’immigrazione (art. 14 commi 5-ter e 5-quater), in quanto la reclusione avrebbe compromesso la realizzazione di un obiettivo fondamentale della direttiva stessa, ossia l’efficace rimpatrio.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono gli obiettivi principali della politica comune dell'immigrazione dell'Unione Europea?
  2. La politica comune dell'immigrazione dell'Unione Europea mira a prevenire e contrastare l'immigrazione irregolare e la tratta degli esseri umani, come stabilito nell'art. 79 Tfue.

  3. Quali principi guida sono introdotti dalla direttiva rimpatri per il rispetto dei diritti degli stranieri?
  4. La direttiva rimpatri stabilisce principi come la gradualità degli strumenti di allontanamento, la preferenza per la partenza volontaria, la tutela dell'interesse superiore del minore e l'accesso a forme di tutela effettiva contro i provvedimenti di rimpatrio.

  5. Come è stata recepita la direttiva rimpatri nell'ordinamento italiano?
  6. La direttiva è stata recepita in Italia con il d.l. 23 giugno 2011, n. 89, a seguito di una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha evidenziato il mancato recepimento da parte dello Stato italiano, disapplicando la pena detentiva per gli stranieri irregolari.

Domande e risposte

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