Concetti Chiave
- Il fenus nauticum era un contratto romano che consentiva di investire denaro in viaggi marittimi, con la possibilità di ottenere interessi maggiori in caso di successo.
- Il senato consulto macedoniano vietava di concedere denaro ai figli per contratti di mutuo, in risposta a un caso tragico legato alla responsabilità patrimoniale.
- Il contratto reale di mutuo era tutelato da due azioni: condicio certae rei per beni fungibili diversi dal denaro e condicio certae pecuniae per il denaro stesso.
- Le obligationes re contractae erano contratti perfezionabili tramite la datio rei, ovvero la consegna di una cosa, creando un vincolo obbligatorio tra le parti.
- I contratti reali riconosciuti nel mondo romano includevano mutuo, comodato, deposito e pegno, con il pegno inizialmente riconosciuto da Gaio.
Il fenus nauticum
Il fenus nauticum era una forma particolare di contratto esistente nel mondo romano. Essa consentiva di investire soldi in un viaggio per mare. Qualora il viaggio andasse a buon fine, il mutuante aveva la possibilità di pretendere un interesse maggiore. Si pensa anche che, per questo tipo di contratto, fosse già prevista la corresponsione di interessi senza bisogno della stipulatio.
Il senato consulto macedoniano
Infine fu introdotto un senato consulto (definito senato consulto macedoniano) da Macedo, un giovane che pose in essere un contratto di mutuo. Presso i romani, i figli non avevano capacità patrimoniale (ogni guadagno del figlio spettava al padre). Nella fattispecie, il figlio Macedo aveva posto in essere un mutuo che però non era riuscito a risarcire. Teoricamente la responsabilità del risarcimento era in capo al padre, il quale però poteva liberarsi da tale responsabilità consegnando il figlio al creditore. Per evitare che ciò accadesse, Macedo uccise il padre. Da quel momento in poi, fu vietato di dare denaro al figlio per dare origine a un contratto reale di mutuo.
Il contratto reale di mutuo era tutelato da due azioni (conditio):
1. Conditio certae rei: riguardava il mutuo di qualunque bene fungibile diverso dal denaro;
2. Conditio certae pecuniae: riguardava un unico bene fungibile, appunto il denaro.
Le obligationes re contractae
Nel mondo romano, le obligationes re contractae si configuravano come contratti perfezionabili mediante la datio rei, cioè con la consegna di una cosa. La consegna della cosa, dunque, è il motivo perfezionativo del contratto. La datio rei, unita all’accordo delle parti, fa sorgere un vincolo obbligatorio. I contratti reali sono quattro: il mutuo, il comodato, deposito e pegno. Inizialmente Gaio riconobbe esclusivamente il pegno e solo in seguito, nelle res cotidianae, incluse le altre tre categorie.
Domande da interrogazione
- Cos'è il fenus nauticum e quali erano le sue caratteristiche principali?
- Qual è la storia del senato consulto macedoniano e quale impatto ha avuto sui contratti di mutuo?
- Quali sono le due azioni che tutelano il contratto reale di mutuo nel diritto romano?
Il fenus nauticum era un contratto romano che permetteva di investire denaro in un viaggio marittimo, con la possibilità di ottenere un interesse maggiore se il viaggio andava a buon fine. Era previsto che gli interessi potessero essere corrisposti senza la necessità di una stipulatio.
Il senato consulto macedoniano fu introdotto dopo che Macedo, un giovane, uccise il padre per evitare di essere dato in consegna al creditore per un mutuo non risarcito. Questo evento portò al divieto di concedere denaro ai figli per contratti di mutuo, cambiando così la responsabilità patrimoniale.
Le due azioni che tutelano il contratto reale di mutuo sono la conditio certae rei, che riguarda il mutuo di beni fungibili diversi dal denaro, e la conditio certae pecuniae, che si riferisce specificamente al denaro.