Concetti Chiave
- I contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) sono stipulati dalle organizzazioni sindacali e hanno un'efficacia soggettiva limitata, potendo essere disapplicati dai datori di lavoro che recedono dal sindacato firmatario.
- La legge Vigorelli del 1959 ha tentato di estendere l'efficacia dei CCNL a tutti i soggetti rappresentati dal sindacato, ma tale misura non è mai stata attuata.
- La legge Vigorelli disciplina la successione dei contratti collettivi, stabilendo che i nuovi contratti peggiorativi non possono modificare i diritti quesiti già maturati dai lavoratori.
- I diritti quesiti, come il premio di produzione, rimangono intangibili e garantiscono una protezione dei diritti già acquisiti dai lavoratori anche in caso di nuovi contratti peggiorativi.
- Il salario di produzione si perfeziona al termine dell'anno solare e, se nel frattempo viene approvato un contratto collettivo peggiorativo, questo avrà effetto solo per l'anno successivo al completamento della maturazione del diritto.
Contratti collettivi e sindacati
I contratti collettivi di diritto comune sono stipulati dalle organizzazioni sindacali che, a loro volta, rappresentano i loro iscritti. I CCNL, quindi, hanno un’efficacia soggettiva molto limitata: in teoria è sufficiente che il datore di lavoro receda dal sindacato firmatario del contratto collettivo per non doverlo più applicare. Questo problema è dovuto soprattutto alla mancata applicazione dell’art. 39 Cost.: per risolverlo, la legge Vigorelli del 1959 ha proposto di estendere l’efficacia dei CCNL a tutti i soggetti rientranti nella categoria rappresentata dal sindacato, a prescindere dalla loro iscrizione. Affinché ciò accadesse, il contratto collettivo doveva essere recepito da un apposito decreto legislativo. Questo espediente è risultato inefficace quindi non è stato mai utilizzato.
Legge Vigorelli e successione
La legge Vigorelli, inoltre, decretò la disciplina sulla successione nel tempo dei contratti collettivi: se il nuovo contratto è migliorativo il problema non si pone; se, al contrario, apporta modifiche in peius, si ha sempre la sostituzione, la quale non può tuttavia riguardare i cosiddetti «diritti quesiti». Si tratta dei diritti già maturati dal lavoratore in forza del precedente contratto collettivo: essi restano intangibili.
Diritti quesiti e salario
Si pensi, ad esempio, al premio di produzione o produttività, che il lavoratore matura nel tempo durante un intero anno. Il suddetto diritto si perfeziona nel momento in cui, completato l’anno solare e fatte le necessarie verifiche di bilancio aziendali, l’impresa può certificare qual è l’effettivo valore del salario di produzione o produttività.
Solo a questo punto il lavoratore riceve il salario di produzione: si ha dunque una differita fra il momento in cui si conclude la maturazione acquisitiva e quello in cui essa viene perfezionata tramite l’effettiva retribuzione del salario di produzione al lavoratore. Qualora, nell’arco di tempo intercorso fra i due momenti, venga approvato un nuovo contratto collettivo peggiorativo, il contenuto di quest’ultimo sarà applicabile solo per l’anno successivo a quello in cui il salario di produzione o produttività è stato maturato dal lavoratore.
I diritti quesiti, dunque, costituiscono una barriera fra il vecchio e il nuovo contratto solo nella misura in cui sono stati già effettivamente maturati dal lavoratore.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dei contratti collettivi nel contesto sindacale?
- Come si gestisce la successione dei contratti collettivi secondo la legge Vigorelli?
- Cosa si intende per "diritti quesiti" e come influenzano il salario di produzione?
I contratti collettivi di diritto comune, stipulati dalle organizzazioni sindacali, hanno un’efficacia soggettiva limitata, poiché un datore di lavoro può recedere dal sindacato firmatario e non applicare più il contratto. La legge Vigorelli del 1959 ha tentato di estendere l’efficacia dei CCNL a tutti i soggetti della categoria, ma senza successo.
La legge Vigorelli stabilisce che se un nuovo contratto collettivo è migliorativo, non ci sono problemi; tuttavia, se apporta modifiche peggiorative, non può intaccare i "diritti quesiti", ovvero i diritti già maturati dal lavoratore sotto il precedente contratto.
I diritti quesiti sono i diritti già maturati dal lavoratore, come il premio di produzione, che rimangono intangibili anche se un nuovo contratto collettivo peggiorativo viene approvato. Questi diritti costituiscono una barriera tra il vecchio e il nuovo contratto, applicandosi solo se già effettivamente maturati.