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Concetti Chiave

  • Le divergenze tra la Corte costituzionale italiana e la Corte di giustizia dell’Unione Europea riguardano principalmente l'insindacabilità parlamentare, con l'Italia condannata per interpretazioni estensive di tale prerogativa.
  • La Corte europea ha dichiarato violazioni del diritto di accesso a un tribunale da parte di diverse sentenze, sottolineando la severità del suo orientamento giuridico rispetto a quello italiano.
  • In risposta alle condanne europee, la Corte costituzionale ha iniziato a integrare le decisioni della Corte di Strasburgo, cercando di allineare la propria giurisprudenza a quella europea.
  • Nella sentenza 313/2013, la Corte costituzionale ha affermato che non si può negare l'accesso alla giustizia per dispute di natura politica, richiedendo un rigoroso scrutinio del nesso funzionale.
  • Successive sentenze, come la 59/2018, hanno ribadito l'impegno della Corte costituzionale a coniugare le proprie decisioni con i principi stabiliti dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Divergenze tra le corti

Nel corso degli anni, le sentenze emesse dalla Corte costituzionale italiana sono state spetto oggetto di condanna da parte della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Le divergenze hanno riguardato, in particolare, l’istituto dell’insindacabilità parlamentare (ex art. 68 Cost.). Dell’argomento, infatti, non si è occupata solo la giurisprudenza costituzionale: su questa è intervenuta anche la Corte europea dei diritti dell’uomo. Essa ha più volte condannato l’Italia per l’interpretazione estensiva che le Camere avevano dato alla prerogativa dell’art. 68.1, di fronte a decisioni della Corte costituzionale che avevano a loro volta confermato le delibere parlamentari di insindacabilità.

Condanne della Corte europea

In questi casi la Corte europea ha dichiarato la violazione del diritto della parte offesa di avere accesso a un tribunale, come sancito dall’art. 6 della Cedu (sentenze Cordova I e II del 2003, De Jorio del 2004, Ielo del 2005, Patrono, Cascini e Stefanelli del 2006, Cgil e Cofferati I e II del 2009 e 2010, Onorato del 2011). Le pronunce citate hanno registrato una divergenza fra le due Corti, seguendo una linea ancor più severa, fondata su una sorta di presunzione di estraneità alle funzioni parlamentari delle opinioni espresse al di fuori delle sedi proprie.

Allineamento giurisprudenziale

La Corte costituzionale ha dovuto tenere conto di tale divergente orientamento, anche considerato il rilievo giuridico più stringente che la Cedu e la connessa giurisprudenza della Corte europea dei diritti hanno assunto nell’ordinamento italiano alla luce dell’art. 117.1 Cost., e ha così iniziato a richiamare le decisioni del giudice europeo. Nella sent. 313/2013 (caso Storace) ne sono testualmente riportati alcuni passaggi significativi, laddove si sottolinea come «non si possa giustificare un rifiuto di accesso alla giustizia per il solo fatto che la disputa possa essere di natura politica oppure connessa ad un’attività politica». Il giudice costituzionale ha quindi affermato che lo scrutinio relativo alla sussistenza del nesso funzionale «va in ogni caso condotto in termini particolarmente rigorosi, secondo un parametro che questa Corte ha da tempo individuato nella corrispondenza sostanziale» (fra opinioni e atti tipici), con ciò ponendosi esplicitamente «in linea con la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, ove, nel bilanciamento tra le contrapposte esigenze, si richiede la sussistenza di un legame evidente tra l’atto in ipotesi lesivo e l’esercizio della funzione tipica del parlamentare». Successive sentenze hanno ormai ribadito questo allineamento (v. ad es. la sent. 59/2018 sul caso Calderoli).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali divergenze tra la Corte costituzionale italiana e la Corte di giustizia dell’Unione Europea?
  2. Le divergenze principali riguardano l'interpretazione dell'insindacabilità parlamentare, con la Corte europea che ha condannato l'Italia per l'interpretazione estensiva di tale prerogativa, violando il diritto di accesso a un tribunale (art. 6 Cedu).

  3. Come ha reagito la Corte costituzionale italiana alle condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo?
  4. La Corte costituzionale ha iniziato a richiamare le decisioni della Corte europea, riconoscendo la necessità di un allineamento giurisprudenziale e affermando che non si può negare l'accesso alla giustizia per motivi politici, come evidenziato nella sentenza 313/2013.

  5. Qual è l'importanza dell'art. 117.1 della Costituzione italiana nel contesto delle divergenze giuridiche?
  6. L'art. 117.1 Cost. ha conferito un rilievo giuridico più stringente alla giurisprudenza della Corte europea, spingendo la Corte costituzionale a condurre uno scrutinio rigoroso sul nesso funzionale tra atti parlamentari e opinioni espresse, in linea con la giurisprudenza di Strasburgo.

Domande e risposte

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