Concetti Chiave
- Savigny considera il diritto come un elemento culturale intrinseco a ogni popolo, che evolve attraverso le consuetudini, la scienza giuridica e la legislazione.
- Rifiutando la codificazione, Savigny propone di unificare il diritto attraverso il diritto consuetudinario e l'elaborazione scientifica, evitando così la violenza della codificazione.
- Il disordine giuridico è visto da Savigny come sistematico, suggerendo che l'ordine debba essere mentale piuttosto che fisico.
- La scienza giuridica, secondo Savigny, deve stabilire un ordine mentale, sovrapponendo forme disordinate senza cercare un'ordinazione concreta del diritto.
- Il positivismo giuridico tedesco, nella sua fase iniziale, si concentra sulla forma del diritto piuttosto che sul suo contenuto, in linea con il pensiero di Savigny.
Savigny e il diritto come caratteristica culturale
Savigny considerava il diritto una caratteristica di ogni popolo, come il linguaggio, i costumi, la religione, l’organizzazione politica, ecc. Pertanto il diritto, al pari degli altri elementi che caratterizzano un popolo, cresce e si modifica, manifestandosi dapprima come consuetudine, essendo poi sovrapposto dal diritto elaborato scientificamente dai giuristi (scienza del diritto) e, solo infine, consolidandosi sotto forma legislativa (tramite la codificazione).
L’idea di cristallizzare il diritto in qualcosa di determinato e immutabile, dunque, si contrapponeva al principio secondo cui lo spirito del popolo è in continua evoluzione.
Soluzione di Savigny alla frammentazione
Rifiutata la codificazione, Savigny propone una soluzione per superare la frammentazione del diritto. Consapevole dell’incertezza e dell’iniquità del diritto frammentario, lo studioso si propone, servendosi della scienza giuridica, di unificare il diritto non tramite la codificazione, da lui considerata come «una violenza», bensì attraverso il diritto consuetudinario, che appartiene a ogni popolo e, soprattutto, mediante l’elaborazione scientifica (formale) del diritto.
Ordine mentale nel disordine giuridico
Egli, pertanto, sostiene che il diritto non debba essere ordinato, poiché nel suo disordine esso è sistematico. Savigny, infatti, non vuole imporre un ordine fisico del diritto; egli si limita a costituire un ordine mentale nel disordine che lo caratterizza. Il disordine fisico, dunque, può essere trasformato in ordine mentale, dunque mai concreto ma esclusivamente interiore. L’ordine, secondo Savigny, non deve essere qualcosa di reale, bensì qualcosa che viene imposta dal punto di vista mentale. Savigny giunge alla conclusione secondo cui l’ordine è stabilito dalla scienza giuridica, la quale deve essere formale (nel senso che sovrappone fra loro più forme disordinate al fine di stabilire un ordine mentale). Ciò spiega il motivo per cui, nella sua prima fase, il positivismo giuridico tedesco cura la forma e non il contenuto del diritto.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di Savigny riguardo al diritto e alla sua evoluzione?
- Qual è la soluzione proposta da Savigny per affrontare la frammentazione del diritto?
- Come interpreta Savigny l'idea di ordine nel contesto giuridico?
Savigny considera il diritto come una caratteristica culturale di ogni popolo, in continua evoluzione, che si manifesta inizialmente come consuetudine e si sviluppa attraverso la scienza del diritto fino a consolidarsi in forma legislativa.
Savigny rifiuta la codificazione e propone di unificare il diritto attraverso il diritto consuetudinario e l'elaborazione scientifica, evitando la violenza della codificazione e puntando su un approccio che rispetti le peculiarità di ogni popolo.
Savigny sostiene che il diritto non debba essere ordinato fisicamente, ma che si possa creare un ordine mentale nel disordine giuridico, stabilito dalla scienza giuridica, che si concentra sulla forma piuttosto che sul contenuto del diritto.