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Concetti Chiave

  • La riforma del 2012 ha consentito ai contribuenti di destinare il 2 per mille dell'Irpef a un partito specifico, diversamente dalla normativa precedente.
  • Nel 2017, circa 1,2 milioni di contribuenti hanno scelto di destinare il 2 per mille, con il Pd che ha ricevuto quasi la metà delle risorse totali.
  • La riforma del 2013-14 ha introdotto limiti ai finanziamenti privati e obblighi di trasparenza per le fondazioni legate ai partiti.
  • Gli immobili dei partiti sono stati assoggettati all'Imu, un cambiamento significativo rispetto all'esenzione pregressa.
  • La riforma ha anche previsto la possibilità di raccogliere fondi per campagne politiche tramite Sms, regolamentata da un codice di autoregolamentazione.

Riforma legislativa del 2012

A seguito della riforma legislativa del 2012, ciascun contribuente ha potuto esprimere la propria scelta per la destinazione del 2 per mille dell’Irpef indicando, a differenza della legge del 1997, uno specifico partito. Dopo i magri risultati del primo anno, anche per le iniziali difficoltà applicative, il numero di coloro che si avvalgono di questo strumento si è attestato intorno al milione: nelle dichiarazioni dei redditi 2017 le scelte sono state 1.228.311, corrispondenti al 3% dei contribuenti (molto pochi rispetto a quelli che scelgono di destinare il 5 per mille a favore degli enti non profit, che sono più di 14 milioni); l’importo erogato è stato 15.315.289 euro; il Pd, scelto da oltre 600 mila contribuenti, ha ricevuto 8 milioni di euro, da solo quasi la metà di quanto spettato a tutti gli altri ventisei partiti (a seguire la Lega con 1,9 milioni, Forza Italia con 850 mila, Fratelli d’Italia con 800 mila, ecc.). Fra questi non c’è il Movimento 5 stelle, che ha rinunciato a tale beneficio, così come aveva già rinunciato ai rimborsi elettorali. I requisiti di democraticità stabiliti dal d.l. 149/2013 non si applicano pertanto al M5s, ma anch’esso è tenuto a rispettare gli obblighi di trasparenza finanziaria previsti dalla vigente disciplina.

Riforma del 2013-14

Progressiva abolizione dei contributi diretti a parte, la riforma del 2013-14 si caratterizza anche per altri aspetti: l’introduzione di un limite ai finanziamenti privati di valore annuo non superiore a 100 mila euro (mentre la soglia al di sopra della quale deve essere reso pubblico l’elenco dei soggetti che erogano i finanziamenti è fissata a 5 mila euro, previo il consenso del finanziatore); la previsione di obblighi di trasparenza anche per le fondazioni collegate a partiti, movimenti, singoli eletti (per la prima volta considerate da una norma di legge); l’assoggettamento all’imposta Imu degli immobili dei partiti (prima erano esenti come gli immobili degli enti non commerciali utilizzati per attività assistenziali, religiose, culturali o sportive); la raccolta fondi per campagne politiche tramite Sms disciplinata da un codice di autoregolamentazione fra i gestori telefonici (come le raccolte fondi a scopi benefici); l’estensione ai partiti della normativa in materia di ammortizzatori sociali (cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà come per le aziende in crisi). Proprio quest’ultima disposizione illustra bene la situazione dei partiti di fronte al passaggio cruciale che hanno dovuto affrontare, dopo aver vissuto per decenni grazie ai soldi pubblici.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale novità introdotta dalla riforma legislativa del 2012 riguardo alla destinazione dell'Irpef?
  2. La riforma del 2012 ha permesso ai contribuenti di scegliere specificamente un partito per destinare il 2 per mille dell'Irpef, a differenza della legge del 1997, ma ha visto un'adesione limitata, con solo il 3% dei contribuenti che ha effettuato tale scelta nel 2017.

  3. Come si è comportato il Partito Democratico rispetto agli altri partiti nella distribuzione del 2 per mille?
  4. Il Partito Democratico ha ricevuto oltre 8 milioni di euro, quasi la metà dell'importo totale erogato a tutti i partiti, con più di 600 mila contribuenti che lo hanno scelto, mentre altri partiti come la Lega e Forza Italia hanno ricevuto somme significativamente inferiori.

  5. Quali sono le principali caratteristiche della riforma del 2013-14?
  6. La riforma del 2013-14 ha introdotto un limite ai finanziamenti privati a 100 mila euro annui, obblighi di trasparenza per le fondazioni collegate ai partiti, l'assoggettamento all'IMU degli immobili dei partiti e la possibilità di raccogliere fondi tramite SMS, evidenziando un cambiamento significativo nella gestione finanziaria dei partiti.

  7. In che modo la riforma del 2013-14 ha influenzato la situazione economica dei partiti?
  8. La riforma ha segnato un passaggio cruciale per i partiti, che hanno dovuto adattarsi a una progressiva abolizione dei contributi pubblici e affrontare nuove regole di finanziamento, inclusa l'estensione della normativa sugli ammortizzatori sociali, simile a quella delle aziende in crisi.

Domande e risposte

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