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Concetti Chiave

  • Il trattato di Maastricht del 1992 ha rappresentato una svolta per il dialogo sociale, permettendo alle parti sociali di influenzare le direttive europee sul lavoro.
  • Le direttive possono essere negoziate, attraverso accordi delle parti sociali, o non negoziate, frutto dell'iniziativa della Commissione europea.
  • Tutti gli Stati membri dell'UE devono recepire le direttive entro i termini stabiliti, contribuendo così all'armonizzazione delle normative lavoristiche.
  • In Italia, il decreto legislativo è lo strumento più utilizzato per recepire le direttive europee, trasponendo gli obblighi previsti dalla legge di delegazione europea.
  • Nonostante le direttive dovrebbero avere efficacia generale, la loro attuazione in Italia è limitata a causa di problematiche costituzionali relative all'art. 39.

Evoluzione del dialogo sociale

In origine le prerogative comunitarie non riguardavano le materie inerenti al diritto sindacale: la ratifica del trattato di Maastricht (1992) ha incentivato il dialogo sociale fra i contraenti nei rapporti di lavoro e fra le parti sociali. Queste ultime hanno persino acquisito il potere di bloccare l’adozione di direttive concernenti il lavoro da parte della Commissione europea (nei limiti delle materie elencate dall’art. 153 TFUE). Ces e Unice possono proporre, entro 9 mesi, un accordo collettivo come alternativa alle direttive. In teoria la Commissione può sempre preferire la fonte derivata all’accordo collettivo; in pratica, le più importanti novità lavoristiche a livello comunitario sono state introdotte proprio dalle parti sociali.

Tipologie di direttive

In sostanza, quindi, le direttive possono essere:

- negoziate, se recepiscono gli accordi mediati dalle parti sociali europee;

- non negoziate, se sono meramente il frutto dell’operato della Commissione.

A prescindere dalla tipologia, gli stati membri sono tenuti a recepirle entro le tempistiche indicate dalla stessa fonte. Tramite questa attività è stato possibile, in modo graduale ma costante, armonizzare le discipline lavoristiche a livello comunitario.

Recepimento delle direttive in Italia

Ogni Stato membro può scegliere liberamente quale strumento utilizzare per recepire la direttiva. In Italia quello più adottato è il decreto legislativo, che di solito traspone gli obblighi contenuti nella legge di delegazione europea. In teoria, le direttive comunitarie dovrebbero godere di efficacia generale (erga omnes); purtroppo, a causa della mancata attuazione dell’art. 39 Cost. la loro efficacia resta soggettiva.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto del trattato di Maastricht sul dialogo sociale?
  2. La ratifica del trattato di Maastricht nel 1992 ha incentivato il dialogo sociale tra i contraenti nei rapporti di lavoro e ha conferito alle parti sociali il potere di bloccare l'adozione di direttive sul lavoro da parte della Commissione europea, favorendo così un maggiore coinvolgimento delle stesse nel processo decisionale.

  3. Quali sono le due tipologie di direttive europee in materia di lavoro?
  4. Le direttive possono essere negoziate, se derivano da accordi mediati dalle parti sociali europee, o non negoziate, se sono il risultato diretto dell'operato della Commissione. Gli Stati membri sono obbligati a recepirle entro le tempistiche stabilite.

  5. Qual è lo strumento più comune utilizzato in Italia per recepire le direttive europee?
  6. In Italia, lo strumento più frequentemente adottato per recepire le direttive europee è il decreto legislativo, che trasforma gli obblighi della legge di delegazione europea, anche se l'efficacia delle direttive rimane soggettiva a causa di problematiche legate all'attuazione dell'art. 39 della Costituzione.

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