Concetti Chiave
- Nel corso della storia repubblicana italiana, quattro presidenti si sono dimessi, tra cui Leone, Cossiga e Napolitano, ciascuno per motivi diversi legati a pressioni politiche e critiche.
- Alcuni presidenti hanno scelto di dimettersi anticipatamente per facilitare la successione, come Pertini, Scalfaro, Ciampi e Napolitano stesso dopo la rielezione nel 2013.
- Secondo la Costituzione italiana, il presidente della Repubblica funge da capo dello Stato e rappresentante dell'unità nazionale, senza funzioni di indirizzo politico.
- La responsabilità del presidente è strettamente legata all'esercizio del potere politico, indicando che le due dimensioni non devono essere separate nel contesto del costituzionalismo moderno.
- La figura del presidente è definita dalle attribuzioni giuridiche e dalla prassi che si è sviluppata dal 1948, senza una definizione specifica nella Costituzione.
Dimissioni dei presidenti italiani
Nel corso della storia repubblicana italiana si sono dimessi, oltre a Segni nel 1964, altri tre presidenti: Leone, a seguito di una dura campagna politico-giornalistica (1978); Cossiga, in polemica con i maggiori partiti per le critiche ricevute (1992); Napolitano, dopo ventuno mesi dall’inizio del suo secondo mandato (2015). Alcuni presidenti si sono dimessi con lieve anticipo, quando già il nuovo presidente era stato eletto, allo scopo di accelerare la successione (Pertini nel 1985, Scalfaro nel 1999, Ciampi nel 2006, lo stesso Napolitano dopo la rielezione nel 2013).
Il presidente che cessa dalla carica, salvo in caso di destituzione da parte della Corte costituzionale, diventa senatore di diritto a vita, a meno che vi rinunzi: la rinuncia fu prevista per dargli modo, se così volesse, di ricandidarsi a cariche elettive (art. 59.1 Cost.).
Ruolo e responsabilità del presidente
Secondo la Costituzione italiana, il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e il rappresentante dell’unità nazionale (art. 87.1): si tratta di una figura che, come si evince dal modo di elezione, non ha funzioni di indirizzo politico bensì, secondo la dottrina prevalente, funzioni di garanzia.
Ciò trova conferma nel regime della responsabilità del presidente, poiché per il costituzionalismo moderno esercizio del potere politico e responsabilità non debbono essere disgiunti.
Attribuzioni giuridiche e prassi
Dal momento che nessun’altra definizione si ritrova nella Costituzione, la figura del presidente va ricostruita sulla base delle attribuzioni giuridiche che gli sono riconosciute e della prassi che si è affermata dal 1948 in avanti.
Domande da interrogazione
- Quali presidenti italiani si sono dimessi nella storia repubblicana?
- Qual è il ruolo del presidente della Repubblica secondo la Costituzione italiana?
- Cosa accade al presidente che cessa dalla carica?
Nella storia repubblicana italiana, oltre a Segni nel 1964, si sono dimessi anche Leone nel 1978, Cossiga nel 1992 e Napolitano nel 2015, con alcuni presidenti che hanno anticipato le dimissioni per facilitare la successione (Pertini, Scalfaro, Ciampi e Napolitano stesso).
Il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale, senza funzioni di indirizzo politico, ma con funzioni di garanzia, come stabilito dall'articolo 87.1 della Costituzione.
Il presidente che cessa dalla carica diventa senatore di diritto a vita, a meno che non rinunci a tale diritto, per poter eventualmente ricandidarsi a cariche elettive, come previsto dall'articolo 59.1 della Costituzione.