Concetti Chiave
- Il contratto autonomo, secondo l'articolo 2222 del Codice civile, è un accordo in cui una persona si impegna a svolgere un'opera o un servizio per un corrispettivo, senza vincoli di subordinazione.
- Il lavoratore autonomo si distingue dall'imprenditore, poiché quest'ultimo utilizza un'organizzazione di mezzi o persone, mentre il primo lavora solo con la propria persona.
- La legge 81/2017 ha introdotto misure di tutela per il lavoro autonomo non imprenditoriale, colmando una precedente mancanza di protezione giuridica.
- Il Codice civile stabilisce norme specifiche per il lavoro autonomo, riguardanti l'esecuzione del rapporto, il corrispettivo e eventuali vizi dell'opera.
- Le professioni intellettuali che richiedono l'iscrizione in albi specifici sono una categoria particolare di contratto di lavoro autonomo, con norme che possono essere derogate dalle parti.
Definizione del contratto autonomo
L’articolo 2222 del Codice civile definisce il contratto autonomo (o d’opera) come quel contratto con cui una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Il prestatore, dunque, non si obbliga nei confronti di un datore di lavoro, bensì del mero committente: l’obbligazione ha ad oggetto il compimento di un’opera o di un servizio (opus) e non la messa a disposizione delle energie (operae).
Differenze tra lavoratore autonomo e imprenditore
Il lavoratore autonomo si differenzia anche dall’imprenditore: quest’ultimo presta il lavoro avvalendosi di un’organizzazione di mezzi o persone finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi (art. 2082 c.c.); il lavoratore autonomo, invece, lo presta meramente con la propria persona. Questa differenza si assottiglia alla luce dell’art. 2083, che rapporta il lavoratore autonomo al piccolo imprenditore (coltivatore di un fondo, contadino, artigiano).
Evoluzione della tutela del lavoro autonomo
In passato, la disciplina del lavoro autonomo contenuta nel Codice civile era liberamente derogabile dalle parti. Questo vuoto di tutela è stato colmato solo di recente, tramite l’approvazione della legge 81/2017, la quale ha previsto misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale.
Norme del Codice civile sul lavoro autonomo
La disciplina applicabile al lavoro autonomo è definita all’interno del Codice civile, il quale contiene norme che concernono le vicende principali del rapporto: esecuzione del rapporto; corrispettivo; recesso unilaterale e difformità o vizi dell’opera.
I contratti che hanno ad oggetto l’esercizio di una professione intellettuale che richiede l’iscrizione in appositi albi o elenchi (notaio, avvocato, ingegnere, medico, ecc.), costituiscono una specie particolare di contratto di lavoro autonomo, disciplinati da alcune norme assestanti del Codice civile che però hanno natura dispositiva e non imperativa: possono essere liberamente derogate dalle parti; emerge l’autonomia negoziale dei contraenti.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di contratto autonomo secondo il Codice civile?
- In che modo si differenziano lavoratore autonomo e imprenditore?
- Quali sono le recenti evoluzioni nella tutela del lavoro autonomo?
Il contratto autonomo, secondo l’articolo 2222 del Codice civile, è un accordo in cui una persona si impegna a compiere un’opera o un servizio per un corrispettivo, utilizzando principalmente il proprio lavoro e senza vincoli di subordinazione verso il committente.
Il lavoratore autonomo presta il lavoro esclusivamente con la propria persona, mentre l’imprenditore utilizza un’organizzazione di mezzi o persone per la produzione o lo scambio di beni o servizi, come definito dall’articolo 2082 del Codice civile.
La tutela del lavoro autonomo è stata recentemente rafforzata con l’approvazione della legge 81/2017, che ha introdotto misure specifiche per la protezione del lavoro autonomo non imprenditoriale, colmando un precedente vuoto normativo.