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Concetti Chiave

  • L'articolo 53 della Convenzione di Vienna dichiara nullo qualsiasi trattato in conflitto con le norme di diritto cogente, che tutelano valori universali come la pace e l'uguaglianza.
  • Le norme imperative sono riconosciute dalla comunità internazionale e la loro violazione implica una violazione del diritto indivisibile, come stabilito nella sentenza Nicaragua contro USA.
  • L'articolo 26 del progetto sulla responsabilità internazionale stabilisce che nessun atto può giustificare la violazione di una norma di diritto cogente.
  • Il trattato è applicabile solo agli stati ratificanti, ma stati terzi possono acquisire diritti e obblighi con consenso presunto o scritto, come indicato negli articoli 35 e 36.
  • Il contenuto di un trattato vincola anche stati terzi se coincide con una consuetudine, come illustrato nella causa tra Danimarca, Olanda e Germania sulla delimitazione della piattaforma territoriale.

Definizione di trattato nullo

L’articolo 53 della Convenzione di Vienna definisce «nullo» qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, è in conflitto con le norme del diritto generale internazionale, perentorie e inderogabili, dunque con il diritto cogente. Sono imperative tutte le norme che tutelano i valori universali e indivisibili della comunità internazionale: la pace; la dignità umana; l’uguaglianza, ecc.

Norme imperative e diritto cogente

La Convenzione di Vienna non indica esplicitamente le norme imperative: essa si limita a definire tali le disposizioni il cui carattere inderogabile venga riconosciuto dall’intera comunità internazionale. La violazione di tali obblighi (definiti «erga omnes») comporta la contestuale violazione del diritto indivisibile.

In molti casi tali obblighi possono essere ricavati dalla prassi internazionale: nell’ambito della sentenza Nicaragua contro USA, ad esempio, la CIG consolidò il carattere perentorio e inderogabile del divieto relativo all’uso della forza.

Responsabilità e applicabilità dei trattati

L’articolo 26 del progetto sulla responsabilità internazionale degli stati prevede che nessun atto o fatto possa giustificare una violazione di una norma di diritto cogente.

L’articolo 34 della Convenzione di Vienna limita l’applicabilità dei trattati ai soli stati ratificanti. Dietro previo consenso, tuttavia, persino stati terzi possono acquisire diritti e obblighi derivanti dal suddetto trattato: per l’acquisto di diritti il consenso dei terzi si ritiene presunto (art. 35) ed è in qualsiasi momento discrezionalmente revocabile; l’assunzione di obblighi richiede invece la forma scritta (art. 36) e la revoca richiede il consenso sia degli stati parti del trattato che del terzo (art. 37).

Il contenuto del trattato vincola comunque gli stati terzi qualora esso coincida con una consuetudine (art. 38), principio invocato dalla Danimarca e dall’Olanda nella causa contro la Germania relativa alla delimitazione della piattaforma territoriale del mare del nord e sostenuto dalla CIG in via generale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di un trattato nullo secondo la Convenzione di Vienna?
  2. Un trattato è considerato nullo se, al momento della sua conclusione, è in conflitto con le norme del diritto generale internazionale, perentorie e inderogabili, note come diritto cogente, che tutelano valori universali come la pace e la dignità umana (art. 53).

  3. Come vengono identificate le norme imperative nel contesto della Convenzione di Vienna?
  4. Le norme imperative non sono esplicitamente indicate nella Convenzione di Vienna; sono riconosciute come tali dalla comunità internazionale e la loro violazione comporta la violazione del diritto indivisibile, come evidenziato nella sentenza Nicaragua contro USA.

  5. Quali sono le condizioni per l'applicabilità dei trattati agli stati terzi?
  6. L'applicabilità dei trattati è limitata agli stati ratificanti, ma stati terzi possono acquisire diritti e obblighi con il consenso. Per i diritti, il consenso è presunto e revocabile, mentre per gli obblighi è necessaria la forma scritta e il consenso di tutte le parti coinvolte (artt. 34-37).

Domande e risposte

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