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Concetti Chiave

  • Il pupazzo di Topolino è un esempio di opera dell'ingegno, rappresentando la personalità dell'autore attraverso il diritto d'autore.
  • Il diritto d'autore si estende a diverse opere, incluse quelle artistiche, musicali e software, con vari livelli di creatività richiesti.
  • La registrazione di un marchio richiede creatività; denominazioni generiche possono diventare marchi solo se acquisiscono un carattere distintivo col tempo.
  • Settori affollati riducono la possibilità di creare forme nuove, rendendo più facile la contraffazione di opere altamente creative.
  • La proprietà intellettuale abbraccia tutti gli oggetti che esprimono creatività, proteggendo le creazioni originali e uniche degli autori.

Il concetto di creatività

Per comprendere il concetto di creatività, si pensi, ad esempio, a un pupazzo di Topolino. Dal punto di vista del diritto della proprietà intellettuale, il pupazzo di Topolino è un’opera dell’ingegno, espressione che denota l’oggetto di cui si occupa il diritto d’autore. Il diritto d’autore si occupa delle creazioni intellettuali, cioè frutto di un lavoro intellettuale (work), purché abbiano “carattere creativo”, ovverosia il riflesso della personalità dell’autore nell’opera: un’opera, dunque, è detta «creativa» quando riusciamo a identificare la personalità dell’autore impressa nell’opera.

Estensione del diritto d'autore

Il carattere creativo riguarda diversi ambiti: la progressiva estensione del diritto d’autore (copyright) dalle opere letterarie a quelle artistiche, cinematografiche, musicali, software… Il carattere creativo nel diritto d’autore si declina diversamente a seconda dell’oggetto della protezione.

Nel caso dei software, il carattere creativo è più minimale rispetto al ‘riflesso della personalità dell’autore’: il software è protetto quando è originale, cioè quando non è una mera copiatura (author’s own intellectual creation).

Creatività e marchi

La denominazione generica di un prodotto non è registrabile come marchio, perché è meramente descrittiva e dunque non creativa. Tuttavia, una denominazione originariamente non creativa può diventare creativa col tempo, acquisendo il c.d. «secondary meaning», cioè l’acquisto del carattere distintivo in conseguenza dell’uso). In questo modo una denominazione inizialmente descrittiva può acquisire quel minimo di creatività sufficiente per diventare marchio. È altresì vero che, se un settore (es. orologi) è già affollato (crowded) di molte forme, si riduce la possibilità di creare forme nuove. È più facile contraffare qualcosa di molto creativo (es. Topolino) rispetto a qualcosa di scarsamente creativo (es. un manuale di diritto privato o di storia). Un personaggio simile a Topolino è contraffattivo, mentre un manuale di storia è necessariamente simile agli altri.

La proprietà intellettuale si occupa dunque di tutti gli oggetti che incorporano forme di creatività.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra creatività e diritto d'autore?
  2. Il diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno che presentano un "carattere creativo", riflettendo la personalità dell'autore. Un'opera è considerata creativa quando si riesce a identificare l'impronta personale dell'autore in essa.

  3. Come si estende il diritto d'autore a diversi ambiti?
  4. Il diritto d'autore si è progressivamente esteso dalle opere letterarie a quelle artistiche, cinematografiche, musicali e software, con il carattere creativo che varia a seconda dell'oggetto della protezione.

  5. In che modo una denominazione può acquisire creatività per diventare marchio?
  6. Una denominazione inizialmente descrittiva può diventare creativa attraverso l'uso, acquisendo un "secondary meaning" che le conferisce il carattere distintivo necessario per essere registrata come marchio.

Domande e risposte

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