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Concetti Chiave

  • L'articolo 8 dello statuto vieta le indagini sulle opinioni dei lavoratori, tutelando la loro libertà in ambito politico, sindacale e religioso.
  • I controlli legittimi da parte del datore di lavoro sono limitati a fatti direttamente collegati all'attività lavorativa.
  • Il personale di vigilanza può assistere il datore di lavoro nei controlli, a condizione che i lavoratori siano informati sui nominativi e mansioni.
  • La giurisprudenza consente il controllo occulto se, ex post, dimostra la commissione di illeciti da parte del lavoratore.
  • Un'applicazione rigorosa dell'articolo 3 potrebbe ostacolare la repressione degli illeciti aziendali, rendendo necessario un bilanciamento tra controllo e dignità del lavoratore.

Divieto di indagini sulle opinioni

L’articolo 8 dello statuto arreca invece il divieto di indagini sulle opinioni del lavoratore. In merito al tema, il legislatore ha voluto tutelare lo sviluppo della libertà e della personalità umana soprattutto per ciò che attiene l’ambito politico, sindacale e religioso. Laddove il datore di lavoro conduca qualsivoglia forma di indagine relativa alle opinioni del lavoratore egli sarà sanzionato penalmente. Sono altresì considerati leciti i controlli del datore di lavoro per ciò che attiene fatti direttamente legati all’attività lavorativa. L’articolo 8 dello statuto impone dunque un limite sostanziale: vieta qualsiasi forma di controllo da parte del datore di lavoro su fatti che non presentino alcuna correlazione con l’impiego del dipendente.

Controlli legittimi e giurisprudenza

La valenza del divieto ex art. 8 deve essere commisurata al tipo di attività: per alcuni lavori comportanti il maneggio di denaro o di materiale prezioso, può essere legittima anche la richiesta, di solito non consentita, del certificato penale. Infine la giurisprudenza considera lecite le indagini, condotte anche tramite il ricorso a investigatori privati, sul comportamento di un lavoratore malato o in permesso, al fine di verificare la commissione di eventuali condotte abusive.

Bilanciamento tra controllo e dignità

L’articolo 3 dello statuto consente al datore di lavoro di farsi affiancare nell’attività di controllo da personale di vigilanza. Questa prerogativa è considerata legittima solo quando i nominativi e le mansioni del personale di vigilanza siano stati preventivamente comunicati ai lavoratori.

L’articolo 3 è stato scritto al fine di bilanciare due esigenze diverse: da un lato esso è finalizzato a prevenire i controlli occulti effettuati tramite persone, considerati lesivi della dignità del lavoratore; dall’altro, invece, mira a garantire il diritto per il datore di lavoro di prevenire o verificare la commissione di illeciti, specialmente in quelle attività a rischio di furti e di irregolarità di vario genere da parte dei dipendenti.

Legittimità del controllo occulto

Tuttavia, un’applicazione estremamente rigorosa dell’articolo 3 renderebbe impossibile la repressione degli illeciti aziendali; per questo motivo la giurisprudenza ritiene legittimo il controllo occulto, ad esempio operato da agenti in borghese, sulla base di una valutazione ex post. In poche parole, se tale controllo ha permesso di verificare la commissione di un illecito da parte di un lavoratore esso sarà considerato legittimo (ex post); se, al contrario, il monitoraggio del dipendente risulta infondato, esso sarà ritenuto privo di validità giuridica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il divieto principale stabilito dall'articolo 8 dello statuto riguardo alle opinioni dei lavoratori?
  2. L'articolo 8 vieta qualsiasi indagine sulle opinioni del lavoratore, tutelando la libertà e la personalità umana, specialmente in ambito politico, sindacale e religioso. Qualsiasi violazione da parte del datore di lavoro comporta sanzioni penali.

  3. In quali circostanze i controlli da parte del datore di lavoro sono considerati leciti?
  4. I controlli sono leciti se riguardano fatti direttamente legati all'attività lavorativa. Inoltre, per lavori con maneggio di denaro o materiale prezioso, può essere richiesta la presentazione del certificato penale, e sono ammesse indagini su comportamenti di lavoratori in malattia o permesso per verificare eventuali abusi.

  5. Come si bilancia il diritto del datore di lavoro di controllare e la dignità del lavoratore secondo l'articolo 3?
  6. L'articolo 3 consente al datore di lavoro di utilizzare personale di vigilanza, a condizione che i nominativi siano comunicati ai lavoratori, per prevenire controlli occulti che lederebbero la dignità del lavoratore, mentre si garantisce il diritto di prevenire o verificare illeciti aziendali.

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