Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La legislazione elettorale regola le modalità di indizione delle elezioni, definendo chi può convocarle e il procedimento da seguire.
  • Disciplina l'elettorato attivo e passivo, stabilendo le modalità operative per l'esercizio del voto e la presentazione delle candidature.
  • Regola le campagne elettorali e la propaganda politica, inclusi i finanziamenti e la protezione delle sezioni elettorali.
  • Descrive il procedimento elettorale completo, dallo scrutinio alla proclamazione degli eletti, comprese le modalità di surrogazione degli eletti.
  • Distinguere tra elezioni di organi monocratici e collegiali, con diverse formule elettorali per determinare i vincitori in base ai voti espressi.

Aree di interesse della legislazione elettorale

La legislazione elettorale comprende e riguarda diverse aree di interesse:

- la disciplina delle modalità di indizione delle elezioni (chi, quando, secondo quale procedimento);

- la disciplina dell’elettorato attivo e passivo e le modalità tecnico-operative di esercizio del voto;

- le modalità con le quali si presentano le candidature;

- la disciplina delle campagne elettorali e della propaganda politica in genere;

- la disciplina del finanziamento delle campagne elettorali e dell’attività dei partiti e l’allestimento e la protezione delle sezioni elettorali dove si vota;

- il procedimento elettorale nelle altre sue fasi fino allo scrutinio con assegnazione e conteggio dei voti espressi;

- la formula elettorale di ciascun tipo di elezione e l’apparato di tutela nel caso di eventuali contestazioni riferite a qualsiasi fase del procedimento, dal momento dell’indizione dei comizi elettorali (cioè delle elezioni in una certa data) fino alla proclamazione degli eletti.

La legislazione elettorale attiene anche alle modalità di sostituzione di coloro che, proclamati eletti, cessino per qualsiasi ragione dalla carica (surroghe o supplenze).

Sistema elettorale e formula elettorale

Un sistema elettorale (o più esattamente una formula elettorale) consiste in un meccanismo per trasformare in seggi i voti che il corpo elettorale esprime. Occorre però distinguere l’elezione di organi monocratici (composti da una sola persona) dall’elezione di organi collegiali (composti da una pluralità di persone).

Quando si tratta di eleggere una sola persona (è il caso ad es. del sindaco), la cosa è piuttosto semplice: si può stabilire che vince chi ottiene più voti, cioè la maggioranza relativa, ovvero il sistema che gli anglosassoni chiamano plurality o anche first past the post (in Italia così viene eletto il sindaco nei comuni sino a 15.000 abitanti). In alternativa si possono stabilire delle condizioni: per esempio, che vince chi prende non solo più voti di qualsiasi altro candidato, ma almeno una certa quota minima dei voti complessivi. Se questa quota è fissata nella metà più uno, il sistema si chiama allora della maggioranza assoluta, ovvero majority; in alternativa può anche essere fissata una quota più bassa (45%, 40%...).

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali aree di interesse della legislazione elettorale?
  2. La legislazione elettorale si occupa di vari aspetti, tra cui le modalità di indizione delle elezioni, l'elettorato attivo e passivo, la presentazione delle candidature, le campagne elettorali, il finanziamento delle stesse, il procedimento elettorale fino allo scrutinio e le modalità di sostituzione degli eletti (come indicato nel testo).

  3. Come si distingue un sistema elettorale per organi monocratici da uno per organi collegiali?
  4. Un sistema elettorale per organi monocratici, come nel caso del sindaco, è più semplice e può basarsi sulla maggioranza relativa, mentre per organi collegiali, che comprendono più persone, il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi può essere più complesso (come descritto nel testo).

  5. Quali sono le diverse formule elettorali utilizzate per l'elezione di una sola persona?
  6. Per l'elezione di una sola persona, si può adottare il sistema della maggioranza relativa, dove vince chi ottiene più voti, o il sistema della maggioranza assoluta, dove è necessaria una quota minima di voti, come la metà più uno, per vincere (come spiegato nel testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community