Concetti Chiave
- Il diritto di proprietà si acquisisce a titolo originario con la creazione del bene, mentre la circolazione può avvenire a titolo derivativo tramite contratto.
- Se un bene viene abbandonato, come un quadro lasciato vicino a un cassonetto, la proprietà può passare a chi lo raccoglie, evidenziando il concetto di res derelitta.
- Nei codici ottocenteschi, il diritto di proprietà era considerato assoluto, sacro e inviolabile, con i contratti subordinati a questa concezione.
- Il codice civile moderno promuove un approccio dinamico alle relazioni economiche, rendendo il contratto strumentale all'attività d'impresa.
- Il creditore ha la facoltà di mantenere il contratto senza utilizzarlo, e il suo scioglimento avviene solo su dichiarazione di volersi avvalere della clausola risolutiva espressa.
Origine del diritto di proprietà
Nel momento in cui il bene viene ad esistenza, il diritto di proprietà sul suddetto bene è acquisito a titolo originario. Le successive vicende che ineriscono la circolazione del bene possono avvenire anche a titolo derivativo, cioè mediante un contratto che la certifichi.
Se un soggetto realizza un quadro, esso apparterrà al pittore stesso. Tuttavia, se per assurdo non dovesse piacergli e se lo lasciasse accanto a un cassonetto, la proprietà passa nelle mani di chi ha preso con sé la res derelitta.
Evoluzione storica del diritto
Il tema del diritto di proprietà e degli altri diritti reali è centrale nelle riflessioni dei codici ottocenteschi. Il codice civile dell’epoca, infatti, ruotava proprio attorno al diritto di proprietà: il contratto era servente rispetto a una concezione del diritto di proprietà che veniva etichettato come assoluto, sacro e inviolabile.
Ruolo del contratto nel diritto moderno
Oggigiorno le cose non stanno più così: il codice civile ha puntato molto su un assetto dinamico delle relazioni economiche e, quindi, sullo svolgimento dell’attività d’impresa. In questo modo il contratto è divenuto servente proprio rispetto all’attività d’impresa.
Il creditore è libero di conservare il contratto e, quindi, di non avvalersene. Lo scioglimento del contratto, dunque, avverrà solo nel momento in cui il creditore dichiara di volersi avvalere della clausola risolutiva espressa.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del diritto di proprietà secondo il testo?
- Come si è evoluto il concetto di diritto di proprietà nel corso della storia?
- Qual è il ruolo del contratto nel diritto moderno?
Il diritto di proprietà si acquisisce a titolo originario nel momento in cui il bene viene a esistenza, mentre la circolazione successiva del bene può avvenire a titolo derivativo tramite un contratto (come indicato nel testo).
Storicamente, il diritto di proprietà era considerato assoluto, sacro e inviolabile, come evidenziato nei codici ottocenteschi. Oggi, invece, il codice civile promuove un assetto dinamico delle relazioni economiche, rendendo il contratto servente all'attività d'impresa (secondo il testo).
Nel diritto moderno, il contratto ha assunto un ruolo centrale, servendo l'attività d'impresa. Il creditore ha la libertà di conservare il contratto e il suo scioglimento avviene solo quando decide di avvalersi della clausola risolutiva espressa (come descritto nel testo).