Concetti Chiave
- La selezione artificiale è un metodo tradizionale utilizzato da allevatori e agricoltori per migliorare razze animali e varietà vegetali incrociando organismi con caratteristiche desiderate.
- L'ingegneria genetica consente di selezionare e introdurre direttamente geni d'interesse negli organismi, facilitando miglioramenti specifici e rapidi.
- Le tecniche del DNA ricombinante permettono di superare barriere d'incompatibilità tra specie diverse, utilizzando vettori molecolari come virus vegetali e plasmidi.
- Le piante transgeniche possono offrire vantaggi significativi, come resistenza a insetti e stress ambientali, aumentando l'efficacia rispetto ai metodi tradizionali.
- Tuttavia, le piante transgeniche presentano rischi, come la possibilità di sovrastare le piante naturali e danneggiare la biodiversità esistente.
Selezione artificiale e ingegneria genetica
L’allevatore e l’agricoltore, in dai tempi antichi, cercano di migliorare le razze animali e le specie di piante utilizzando il metodo della selezione artificiale. Per selezionare una varietà animale o vegetale di cui apprezzano le qualità, incrociano tra loro organismi che hanno quella determinata caratteristica e tentano poi di migliorarla ulteriormente, aggiungendo uno o più caratteri supplementari presenti in un’altra varietà. Le tecniche di ingegneria genetica consentono invece di selezionare direttamente il gene d’interesse, che viene introdotto negli animali o nelle piante che si vuole esprimano la caratteristica corrispondente.
Tecniche del DNA ricombinante
L’uso delle tecniche del DNA ricombinante è anche la via più semplice per superare le barriere d’incompatibilità tra specie diverse e consente di trapiantare particolari geni e costruire i genotipi desiderati. Anche in agricoltura, il trasferimento di geni richiede vettori molecolari idonei. I più utilizzati sono i virus vegetali a DNA del gruppo Caulimovirus e alcuni plasmidi, tra cui il cosiddetto plasmide Ti, appartenente al batterio Agrobacterium tumefaciens. I miglioramenti genetici nelle piante hanno puntato alla creazione di piante transgeniche con resistenza agli insetti, ai virus e agli erbicidi, nonché a una modificazione qualitativa della pianta stessa. Tali caratteristiche possono anche essere presenti insieme su uno stesso tipo di pianta transgenica. Rispetto all’utilizzo di insetticidi tradizionali questa tecnica presenta numerosi vantaggi: la pianta è totalmente protetta, radici comprese, e vengono uccisi selettivamente gli insetti specifici che la attaccano.
Vantaggi e rischi delle piante transgeniche
Mediante le tecniche del DNA ricombinante si possono anche aiutare le piante a difendersi dagli stress ambientali, fornendo loro resistenza ai metalli pesanti, all’acidità del suolo, ai sali, alle radiazioni ultraviolette, alle piogge eccessive, alla siccità. Le piante transgeniche, però, rischiano di sovrastare le piante naturali che si sono sviluppate nel corso dell’evoluzione, con danni non prevedibili alla biodiversità.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra selezione artificiale e ingegneria genetica?
- Quali sono i principali vantaggi delle tecniche del DNA ricombinante in agricoltura?
- Quali rischi sono associati all'uso di piante transgeniche?
La selezione artificiale implica l'incrocio di organismi con caratteristiche desiderate, mentre l'ingegneria genetica consente di selezionare e introdurre direttamente il gene d'interesse negli organismi, come indicato nel testo.
Le tecniche del DNA ricombinante permettono di superare le barriere d'incompatibilità tra specie e di creare piante transgeniche resistenti a insetti, virus e erbicidi, offrendo una protezione totale rispetto agli insetticidi tradizionali, come descritto nel testo.
Le piante transgeniche possono sovrastare le piante naturali, causando danni imprevedibili alla biodiversità, un aspetto evidenziato nel testo.