Concetti Chiave
- Darwin studia la variabilità degli animali domestici consultando allevatori, scoprendo che la selezione artificiale crea centinaia di razze diverse.
- La variabilità intraspecifica evidenzia che gli individui di una stessa specie sono unici, un aspetto spesso trascurato da studiosi precedenti.
- Il lavoro di selezione degli allevatori porta a una diversificazione delle razze, spingendo Darwin a interrogarsi su processi simili in natura.
- La lettura del libro di Malthus ispira Darwin, portandolo a comprendere l'importanza della competizione per le risorse nella selezione naturale.
- Darwin realizza che la tendenza alla riproduzione eccessiva degli organismi conduce a una lotta per la sopravvivenza, fondamentale per la sua teoria della selezione naturale.
Darwin e la variabilità degli animali domestici
Per rispondere a questa domanda Darwin lavora per due anni, studiando e leggendo diversi scritti. La prima cosa che fa è consultare gli allevatori di animali domestici, perché gli animali domestici mostrano un enorme variabilità (ci sono 300 razze di cani, ma questo vale anche per gli ortaggi, la frutta). L’allevamento inoltre è un meccanismo evidente di moltiplicazione delle differenze e di creazione di variabilità. Allevando gli animali domestici siamo riusciti a creare centinaia di varietà e di razze, ma come fanno gli allevatori ? Darwin apprende da loro che:
La variabilità intraspecifica: gli organismi di una stessa specie sono tutti diversi. I membri di una cucciolata sono tutti i diversi tra loro, non c’è un individuo che sia esattamente uguale all’altro. Ci sono molte variabili all’interno di una stessa specie, non sono tutti uguali gli organismi della stessa specie. Lo vediamo anche fra gli uomini: non ce n’è uno uguale all’altro. Questa variabilità era stata sempre trascurata dagli studiosi prima che Darwin ci riflettesse sopra, per gli allevatori invece era una cosa normalissima.
La selezione degli allevatori
Loro fanno un lavoro di selezione, ovvero scelgono in una cucciolata gli individui che portano una determinata caratteristica che a loro sembra interessante e li fanno riprodurre con altri individui con quella caratteristica. Questa riproduzione selettiva viene ripetuta per generazioni e generazioni fino ad ottenere ad un certo punto una razza con quella caratteristica. L’operazione di selezione degli allevatori quindi incentiva di fatto le differenze tra gli individui.
Gli allevatori forniscono quindi a Darwin queste due idee molto importanti e lui capisce che è stato proprio il lavoro di selezione fra gli individui a portare alla diversificazione fra le razze. A questo punto si chiede se magari non succeda qualcosa di questo genere anche in natura. Il problema, però, era che in natura non c’è un selezionatore, perché dovrebbe avvenire questa selezione?
L'ispirazione da Malthus
Per alcuni mesi è preso dall’incertezza e non riesce a trovare una risposta fino a quando, nel 1838 non gli capita di leggere un libro che gli da l’ispirazione finale per chiudere il cerchio e costruire la sua teoria definitiva. Legge un libro scritto da un economista di nome Malthus, il quale si preoccupava di spiegare l’andamento ciclico dell’economia, problema tra l’altro ancora irrisolto. L’economia del nostro pianeta alterna continuamente fasi di crescita in cui tutto va bene e pesanti crisi economiche. Da sempre gli economisti cercano di trovare una soluzione a questo problema. Ai tempi di Malthus, però, le crisi erano molto peggiori rispetto a quelle attuali e portavano davvero a carestie enormi e grandi disastri. In particolare Malthus attribuiva queste crisi ricorrenti alla demografia: lui osserva che la specie umana produce risorse in maniera pressoché continua, ma la popolazione invece, soprattutto in quel periodo, ha una crescita molto più rapida. Se ci si riproduce così velocemente la curva che descrive la crescita della popolazione supera di molto le risorse e a un certo punto non c’è più di che dar da mangiare a una popolazione di forte crescita, dunque si verifica un crollo. È quindi la crescita eccessiva delle popolazioni a determinare le crisi economiche.
La teoria della selezione naturale
Darwin capisce, basandosi su questa affermazione, che vale per tutti gli organismi viventi: tutti gli organismi tendono a crescere in maniera illimitata e mettere al mondo molti più figli di quanti ne possano effettivamente sopravvivere. In alcuni casi questo rappresenta un vantaggio, perché se no ci sarebbe un invasione da parte delle specie molto prolifiche (da una coppia di topi, se tutti sopravvivessero, si avrebbe un milione di topi in qualche anno) e la terra sarebbe sommersa da queste specie. Questo vale però anche per le specie meno prolifiche: un elefante mette al mondo un figlio ogni cinque anni, quindi ha parti molto distanziati. In totale sono quindi cinque o sei figli per elefantessa, che sembrano pochi, ma sono comunque meno di quelli che possono effettivamente sopravvivere. Questa tendenza a riprodursi molto si scontra infatti con le risorse dell’ambiente, che sono limitate, e allora si verifica una competizione fra gli individui per accedere alle risorse e questo porta a una selezione naturale. Darwin quindi capisce dalla lettura di Malthus che la competizione tra organismi porta a una selezione naturale. Siamo nel 1838 e a questo punto ha tutte le tessere per costruire una teoria che sta in piedi.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della variabilità intraspecifica negli animali domestici secondo Darwin?
- Come avviene la selezione degli allevatori?
- Qual è il legame tra la selezione naturale e la teoria di Malthus?
- In che modo la crescita della popolazione influisce sulle crisi economiche secondo Malthus?
- Qual è l'importanza della competizione tra organismi nella teoria di Darwin?
Darwin osserva che gli animali domestici mostrano una grande variabilità intraspecifica, con individui di una stessa specie che presentano differenze significative. Questa variabilità è fondamentale per comprendere come gli allevatori selezionino caratteristiche specifiche per creare nuove razze.
Gli allevatori selezionano individui con caratteristiche desiderabili all'interno di una cucciolata e li fanno riprodurre tra loro. Questo processo di selezione viene ripetuto nel tempo, portando alla creazione di razze con tratti distintivi.
Darwin si ispira alle idee di Malthus sulla crescita della popolazione e la competizione per le risorse. Comprende che, poiché gli organismi tendono a riprodursi in modo eccessivo, si verifica una competizione che porta alla selezione naturale, dove solo i più adatti sopravvivono.
Malthus osserva che la crescita della popolazione supera la disponibilità di risorse, causando crisi economiche e carestie. Questo concetto di crescita eccessiva è applicabile anche agli organismi viventi, come spiega Darwin nella sua teoria.
La competizione per le risorse limitate è cruciale nella teoria di Darwin, poiché porta alla selezione naturale. Solo gli organismi più adatti a sopravvivere in un ambiente competitivo riescono a riprodursi, contribuendo così all'evoluzione delle specie.