Concetti Chiave

  • Le esigenze nutritive degli animali comprendono fabbisogni di mantenimento, accrescimento e riproduzione, essenziali per la loro produttività.
  • I fattori di razionamento variano per specie e categoria animale, con differenze individuali del 10-15% rispetto ai valori medi.
  • Si utilizzano parametri di energia netta piuttosto che energia lorda, poiché quest'ultima è distante e non praticabile per le esigenze nutritive.
  • La sostanza secca ingerita è cruciale; una corretta razione è necessaria per soddisfare i fabbisogni di mantenimento e produzione degli animali.
  • Strategie alimentari come l'uso di piatti umidi per bovine lattifere e mangimi pellettati per suini possono aumentare l'ingestione di sostanza secca.

Indice

  1. Quali sono le esigenze nutritive degli animali?
  2. Fattori di razionamento
  3. Importanza della sostanza secca

Quali sono le esigenze nutritive degli animali?

Le esigenze nutritive dei nostri animali sono considerate rispetto alle funzioni e destinazioni produttive. Infatti, vi sono:

    • un fabbisogno di mantenimento, di cui abbiamo parlato fino ad ora.

    • un fabbisogno di accrescimento e di ingrasso

    • un fabbisogno di riproduzione, poiché senza la riproduzione in realtà ben poche produzioni hanno luogo (lattazione e produzione del lavoro)

Fattori di razionamento

I fattori di razionamento che vengono tenuti in considerazione sono quei fattori che si considerano per specie e categoria animali. Poi, vi sono le variazioni individuali dei fattori razionamento che sono dell'ordine del 10-15% rispetto ai valori medi nell'ambito della stessa specie e categoria di animali. Normalmente, le esigenze nutritive riguardano i valori nutritivi degli animali espressi in energia netta (Ug, ua, Meal) oppure in energia metabolizzabile e digeribile secondo le specie animali. Non si utilizza come parametro l’energia lorda perché è troppo distante dell'energia netta che la transitabilità tra l'energia lorda e l’energia netta non è più praticabile. Riguardano queste esigenze nutritive:

il contenuto in proteina totale o in proteina digeribile integrato dal tenore in amminoacidi essenziali.

Per i suini e per tutte quelle specie e categorie che sono molto vicine dal punto di vista genetico e per le quali si utilizzano razioni molto vicine dal punto di vista nutritivo si hanno dei fabbisogni nutritivi molto definiti che arrivano a definire qual è la formulazione della razione che permette un massimo di incremento ponderale giornaliero o un massimo di indice di conversione alimentare, che a seconda dei momenti può essere più o meno conveniente. In questo momento il mais è aumentato del 60% sul mercato nazionale e, di conseguenza, un allevatore di suini avrà più interesse ad incrementare l’indice di conversione alimentare (ossia fornire meno mangime per ottenere la stessa quantità di incremento ponderale) rispetto all’incremento ponderale giornaliero che passa in secondo piano.

Importanza della sostanza secca

la possibilità dell’animale di ingerire sostanzasecca. Ad esempio, se si facesse una razione in grado di coprire completamente il fabbisogno di una bovina lattifera, contenente il 30% di fibra e la bovina riuscisse a mangiare il 50% di quello che dovrebbe mangiare produrrebbe meno del 50% di latte. Questo accade perché i fabbisogni sono additivi, cioè, una bovina lattifera è prima di tutto una bovina e secondariamente fa il latte; quindi, il fabbisogno di mantenimento deve essere soddisfatto. Se le viene data la metà dell’energia che dovrebbe avere una parte di questa finisce nel fabbisogno di mantenimento e una piccola parte nel fabbisogno di produzione.

• Per avere la metà delle produttività bisognerebbe darle il 70% della razione corretta. È importante tener conto della sostanza secca ingerita, anche se in realtà è un parametro spurio e poco efficace per la definizione di questa capacità poiché è determinata da molti fattori. Dal punto di vista della selezione degli alimenti l’allevatore può attuare delle strategie alimentari che permetta agli animali di massimizzare la sostanza secca al di là degli ingredienti. Ad esempio, per le bovine lattifere, una strategia per favorire l’ingestione di sostanza secca è quella di fornire dei piatti unici umidi. Per i suini conviene non dare mangimi sfarinati, ma dare mangimi pellettati. Un altro modo è utilizzare degli apetibilizzanti.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali fabbisogni nutritivi degli animali?
  2. Gli animali hanno tre principali fabbisogni nutritivi: mantenimento, accrescimento e ingrasso, e riproduzione, essenziali per le loro funzioni e produzioni (lattazione e lavoro).

  3. Come influiscono le variazioni individuali sui fabbisogni nutritivi?
  4. Le variazioni individuali nei fabbisogni nutritivi possono variare del 10-15% rispetto ai valori medi all'interno della stessa specie e categoria animale, influenzando il razionamento.

  5. Perché non si utilizza l'energia lorda come parametro per le esigenze nutritive?
  6. L'energia lorda non è utilizzata perché è troppo distante dall'energia netta, rendendo impraticabile la transitabilità tra le due.

  7. Qual è l'importanza della sostanza secca nell'alimentazione degli animali?
  8. La sostanza secca è cruciale poiché se non viene ingerita in quantità adeguate, come nel caso di una bovina lattifera, la produzione di latte può ridursi drasticamente.

  9. Quali strategie alimentari possono massimizzare l'ingestione di sostanza secca?
  10. Per massimizzare l'ingestione di sostanza secca, gli allevatori possono utilizzare piatti unici umidi per le bovine lattifere e mangimi pellettati per i suini, oltre a impiegare apetibilizzanti.

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