Concetti Chiave

  • I linfociti T regolatori naturali, generati nel timo, riconoscono antigeni self e sono essenziali per prevenire risposte immunitarie dannose.
  • I linfociti T regolatori indotti si formano in periferia da CD4 naïve e possono riconoscere anche antigeni non self, come quelli dei batteri commensali.
  • FOXP3 è un fattore di trascrizione fondamentale per il destino e la funzione dei linfociti T regolatori, sia naturali che indotti.
  • Le cellule T regolatorie esprimono alti livelli di CD25 e CTLA-4, mentre presentano bassi livelli di CD127, differenziandosi così dalle cellule T naïve.
  • L'IL-2 è cruciale per la sopravvivenza e proliferazione delle cellule T regolatorie; la sua mancanza può ridurre il loro numero.

Linfociti T regolatori naturali

Vengono distinti in diverse popolazioni, principalmente due:

1. i linfociti T regolatori naturali (o timici): generati nel timo quando un T cell receptor presente sui linfociti T, soprattutto i CD4, riconosce, anziché le molecole HMC-II, gli antigeni self con particolare avidità. Qui i linfociti ricevono un imprinting per cui esprimono FOXP3, un fattore di trascrizione della famiglia forkhead fondamentale per determinare il destino dei linfociti T regolatori di qualsiasi tipo. Quando questi linfociti T regolatori vanno in periferia dove possono riconoscere antigeni self e inibire le risposte di altri tipi cellulari, come: le risposte dei linfociti T helper, dei linfociti CD8, delle cellule NK, la maturazione dei linfociti B, la capacità delle APC di stimolare adeguatamente i linfociti T naive.

2.

Linfociti T regolatori indotti

c’è però un’altra classe di linfociti T regolatori che viene generata in periferia, a partire dai CD4 naïve, in diversi organi, ad esempio nell’intestino, dove sono presenti antigeni commensali, derivanti quindi dal microbiota presente, in condizioni in cui c’è una forte pulsione anti TGF-beta. Quest’ultimo è un fattore fondamentale per la generazione di linfociti T regolatori, perché controlla direttamente FOXP3, ed è aiutato da IL-2 che, in maniera indiretta attraverso l’induzione di STAT5, partecipa per la trascrizione di FOXP3. Le cellule T regolatorie prodotte sono quindi dette inducibili o indotte. Questi linfociti agiranno in periferia e, a differenza dei Treg naturali, hanno un repertorio di T cell receptor specifico anche verso antigeni non self, come antigeni di batteri commensali o antigeni periferici rilasciati nel corso di danno.

Tutt’oggi però non esistono dei criteri per distinguere al 100% i naturali dagli indotti.

Ruolo e caratteristiche dei linfociti T

Quindi riassumendo, le cellule timiche (o naturali) regolatorie vengono generate nel timo durante la maturazione dei linfociti T e richiedono il riconoscimento dell’antigene self. Si muovono poi in periferia dove stanno nei tessuti per prevenire le risposte tissutali dannose all’organismo, per esempio nel caso in cui venga prodotto un danno tissutale e quindi rilasciati antigeni tissutali in un contesto infiammatorio. Questo può indurre una risposta dei linfociti T che sono sfuggiti alla selezione timica, promuovendo l’intervento delle cellule T regolatorie. Queste, oltre a esprimere CD4, sono state caratterizzate fin dalla loro scoperta per la presenza costitutiva di alti livelli di CD25 (la catena alpha del recettore per IL-2). L’assenza di IL-2 porta quindi in qualche modo a una diminuzione del numero di cellule T regolatorie.

Marcatori dei linfociti T regolatori

Il CD25 è poco presente nelle cellule T naïve, mentre è caratteristico delle T regolatorie. Queste esprimono anche altri recettori come:

CD127, fondamentale sia per l’omeostasi delle cellule T regolatorie che per le cellule T di memoria, è la catena alpha del recettore di IL-7 ed è basso nelle cellule T regolatorie e alto nelle T naïve. Nel caso dell’effector and memory vedremo come i livelli di espressione permettono di distinguere queste sottopopolazioni che sono particolarmente predisposte a diventare cellule di memoria.

• Un altro marcatore importante presente sulla superficie delle cellule T regolatorie è rappresentato da CTLA-4 che invece è costitutivo e viene regolato solo dopo attivazione dei linfociti T naïve.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra i linfociti T regolatori naturali e quelli indotti?
  2. I linfociti T regolatori naturali sono generati nel timo e riconoscono antigeni self, mentre i linfociti T regolatori indotti si formano in periferia da CD4 naïve e possono riconoscere anche antigeni non self, come quelli dei batteri commensali (testo).

  3. Qual è il ruolo del fattore TGF-beta nella generazione dei linfociti T regolatori indotti?
  4. Il TGF-beta è fondamentale per la generazione dei linfociti T regolatori indotti poiché controlla direttamente l'espressione di FOXP3, essenziale per la loro formazione (testo).

  5. Come si caratterizzano i linfociti T regolatori naturali?
  6. I linfociti T regolatori naturali si caratterizzano per l'espressione di CD4 e alti livelli di CD25, e sono coinvolti nella prevenzione di risposte tissutali dannose (testo).

  7. Quali marcatori sono utilizzati per distinguere i linfociti T regolatori dalle cellule T naïve?
  8. I linfociti T regolatori esprimono CD25 e CTLA-4, mentre CD127 è basso nelle cellule T regolatorie e alto nelle T naïve, permettendo di distinguere tra queste popolazioni (testo).

  9. Perché non esistono criteri definitivi per distinguere i linfociti T regolatori naturali da quelli indotti?
  10. Attualmente non esistono criteri al 100% per distinguere i linfociti T regolatori naturali da quelli indotti, rendendo difficile la loro classificazione precisa (testo).

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