Concetti Chiave

  • Il complesso TAP, formato da TAP-1 e TAP-2, consente il passaggio selettivo dei peptidi nel reticolo endoplasmatico, facilitando il loro legame con le molecole MHC-I.
  • Il proteasoma è composto da una subunità centrale 20S che svolge attività proteolitica, formando peptidi attraverso la degradazione di proteine ubiquitinate.
  • Le subunità α del proteasoma regolano l'apertura e la chiusura della struttura in base ai segnali ricevuti, mentre le subunità β svolgono funzioni catalitiche.
  • Il PA28 accelera il rilascio dei peptidi dal proteasoma, proteggendo quelli potenzialmente antigenici da un'ulteriore degradazione.
  • L'IFN-γ regola l'espressione delle subunità dell'immunoproteasoma, promuovendo la formazione di peptidi che favoriscono il legame con le molecole MHC-I attraverso TAP1.

Funzione del complesso TAP

Esso è costituito da due proteine associate chiamate TAP-1 e TAP-2, le quali formano un canale che permette il passaggio selettivo dei peptidi. Nel lume del RE, TAP è associato con la tapasina che lo avvicina alle molecole MHC-I vuote, permettendone il legame con il peptide, il quale è stato ulteriormente adattato da ERAP (Endoplasmic Reticulum Amino-Peptidase). Una volta avvenuto il legame peptide-MHC si perde l'affinità con la tapasina e il complesso MHC può essere trasportato sulla superficie cellulare (attraverso l'apparato del Golgi e il sistema di esocitosi) per essere riconosciuto dai linfociti citotossici.

Struttura del proteasoma

Ogni proteasoma è costituito da una subunità centrale (core) dal peso di 20S che svolge attività proteolitica, formata da 4 anelli costituiti da 7 subunità ciascuno. I due anelli centrali catalitici sono chiamati β, mentre i due laterali α. Ogni subunità 20S può legarsi con due strutture da 19S ciascuna, le quali si pongono alle due estremità formando i cap. I cap costituiscono le subunità regolatorie che riconoscono la coda ubiquitinata della proteina.

Ruolo del PA28 e immunoproteasoma

Le subunità α hanno invece la capacità di cambiare conformazione, permettendo l’apertura o la chiusura del proteasoma a seconda del segnale ricevuto dai cap, mentre le subunità β sono catalitiche e degradano la proteina in peptidi che verranno rilasciati nel citosol. Si formerà così il proteasoma 26S, oppure PA28 (formato da PA28α e PA28β). Il PA28 ha la capacità di aumentare la velocità con cui vengono rilasciati i peptidi, probabilmente per permettere ai peptidi potenzialmente antigenici di non subire un processamento addizionale all’interno del proteasoma, il quale potrebbe causare una perdita della loro capacità antigenica. L’espressione di PA28 nell’immunoproteasoma è regolata dall’IFN-γ. In particolare la stimolazione dell’interferone causa la trascrizione e la successiva traduzione di diverse subunità catalitiche: β1i (LMP2) – β5i (LMP7) (entrambe codificate nel complesso maggiore di istocompatibilità) e β2i (MECL-1). Queste strutture vanno a sostituire le subunità β 1-2 e 5, ovvero la camera catalitica formando l’immunoproteasoma. Questo perché si vengono a generare peptidi che legano preferibilimente le molecole MHC e prediligono il trasporto attraverso TAP1, due tappe importanti nella formazione di antigeni che dovranno poi essere esposti su molecole MHC-I. Importante notare che l’immunoproteasoma può riconoscere anche proteine non ubiquitinate.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale del complesso TAP nel processo di presentazione degli antigeni?
  2. Il complesso TAP, formato dalle proteine TAP-1 e TAP-2, consente il passaggio selettivo dei peptidi nel reticolo endoplasmatico, facilitando il legame tra i peptidi e le molecole MHC-I, essenziale per il riconoscimento da parte dei linfociti citotossici.

  3. Come è strutturato un proteasoma e qual è il suo ruolo nella degradazione delle proteine?
  4. Un proteasoma è composto da una subunità centrale 20S con quattro anelli di subunità, e può legarsi a due strutture 19S che riconoscono le proteine ubiquitinate. La sua funzione principale è degradare le proteine in peptidi, che sono poi rilasciati nel citosol.

  5. Qual è l'importanza del PA28 nell'immunoproteasoma e come viene regolato?
  6. Il PA28 aumenta la velocità di rilascio dei peptidi dall'immunoproteasoma, prevenendo un ulteriore processamento che potrebbe compromettere la loro capacità antigenica. La sua espressione è regolata dall'IFN-γ, che stimola la produzione di subunità catalitiche specifiche per formare l'immunoproteasoma.

Domande e risposte

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