Concetti Chiave

  • I traumi pancreatici nei giovani sono spesso causati da colpi diretti, come un calcio in epigastrio, e possono essere diagnosticati tardivamente, richiedendo un alto indice di sospetto.
  • Il trattamento dei traumi pancreatici varia a seconda della localizzazione; i traumi della coda sono meno gravi e possono trattarsi con splenopancreasectomia, mentre quelli della testa richiedono interventi chirurgici più complessi.
  • La gestione del trauma duodenale è più difficile quanto più vicino è alla papilla; l'intervento è necessario se presente urina in peritoneo, mentre in caso di perdita extraperitoneale si utilizza un catetere.
  • Per diagnosticare le lesioni delle vie urinarie si utilizzano TC, cistografia e uretrografia retrograda, con particolare attenzione all'esplorazione della lesione vescicale per evitare complicazioni come l'idronefrosi.
  • I metodi mnemonici anglosassoni per i segmenti epatici prevedono l'uso della mano destra come strumento visivo per ricordare la suddivisione del fegato in porzioni superiori e inferiori.

Indice

  1. Traumi pancreatici nei giovani
  2. Trattamento conservativo e chirurgico
  3. Gestione del trauma duodenale
  4. Diagnosi e trattamento delle vie urinarie
  5. Metodi mnemonici per segmenti epatici

Traumi pancreatici nei giovani

E’ un trauma tipico di pazienti giovani magri, con trauma diretto (es. calciatore che riceve un calcio in epigastrio che va a spaccare l’istmo del pancreas o a dare una lesione da scoppio). Molto spesso, soprattutto le fratture dell’istmo pancreatico, vengono riscontrate tardivamente ed è bene avere

sempre un indice di sospetto anche in base alle dinamiche del trauma.
È fondamentale valutare l’integrità del dotto pancreatico, che, se lesionato, va trattato,e per fare diagnosi di sicurezza si fa la colangio-Rm.

Trattamento conservativo e chirurgico

I traumi della coda del pancreas preoccupano meno rispetto a quelli della testa, mentre nei primi, infatti, è possibile fare una splenopancreasectomia, nella testa è necessario fare una chirurgia maggiore (dcp), già complicata in paziente stabile, si valuta quindi caso per caso, effettuando magari un intervento in due tempi. Solitamente il trattamento è conservativo, anche se c’è ematoma retroperitoneale (se non è in rapida espansione) il paziente non si anemizza o va in shock e quindi può essere lasciato stare. Se si instabilizza si deve solitamente ricorrere a nefrectomia.

Gestione del trauma duodenale

Per quanto riguarda il trauma duodenale, più vicino è alla papilla più è complesso, se la lacerazione è Dcp in emergenza.

Qualora sia presente urina in peritoneo bisogna intervenire, si cuce la vescica, se la perdita è extraperitoneale solitamente viene applicato invece un catetere.

L’ematuria è un sintomo che non correla con la gravità, è inoltre fondamentale, prima di intervenire, verificare sempre presenza del rene controlaterale.

Diagnosi e trattamento delle vie urinarie

Lo studio diagnostico delle vie escretrici viene fatto con Tc che valuta l’intero tratto urinario; la cistografia che deve essere fatta sia a vescica distesa e dopo svuotamento e l’uretrografia retrograda. Il rene sopporta male l’ischemia calda, va in necrosi dopo 30’. La lesione vescicale va esplorata per assicurarsi che non vi sia interessamento del trigono, zona in cui sboccano gli ureteri (zona più critica, se si chiudono gli sbocchi si incorre in idronefrosi).

Metodi mnemonici per segmenti epatici

Un metodo anglosassone per ricordare i segmenti epatici è quello di osservare la propria mano destra girata verso di sé e facendo passare per le nocche una linea trasversale rappresentante il piano portale che divide il fegato in una porzione superiore ed una inferiore.
La maggior parte dei traumi del torace si risolve con drenaggio toracico, nello pneumotorace esso permette la rimozione dell’aria e, mettendo sottovuoto, riespande il polmone, lo stesso

nell’emotorace, il polmone riespandendosi va spesso a bloccare l’emorragia. In una piccola percentuale non è sufficiente, sono i casi in cui vi sono altri danni oltre quelli della parete toracica (es emopericardio, ed emorragia massiva).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche dei traumi pancreatici nei giovani?
  2. I traumi pancreatici colpiscono tipicamente giovani magri e possono derivare da traumi diretti, come un calcio in epigastrio. Le fratture dell'istmo pancreatico sono spesso diagnosticate tardivamente, quindi è importante mantenere un alto indice di sospetto in base alle dinamiche del trauma.

  3. Qual è la differenza tra il trattamento dei traumi della coda e della testa del pancreas?
  4. I traumi della coda del pancreas sono meno preoccupanti rispetto a quelli della testa. Nella coda, si può eseguire una splenopancreasectomia, mentre nella testa è necessaria una chirurgia maggiore, che può essere complicata e valutata caso per caso, spesso optando per un intervento in due tempi.

  5. Come si gestisce un trauma duodenale?
  6. La complessità del trauma duodenale aumenta se la lacerazione è vicina alla papilla. In caso di urina in peritoneo, è necessario intervenire chirurgicamente, mentre per perdite extraperitoneali si applica un catetere. L'ematuria non è indicativa della gravità del trauma.

  7. Quali metodi diagnostici vengono utilizzati per le lesioni delle vie urinarie?
  8. La diagnosi delle lesioni delle vie urinarie si effettua tramite TC, cistografia e uretrografia retrograda. È fondamentale esplorare la lesione vescicale per verificare l'interessamento del trigono, poiché eventuali chiusure degli sbocchi possono portare a idronefrosi.

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