Concetti Chiave

  • La vigile attesa è una strategia per pazienti asintomatici con aspettativa di vita compromessa, che prevede di non intervenire fino alla comparsa di sintomi.
  • La sorveglianza attiva è riservata ai pazienti con tumori a basso rischio e aspettativa di vita conservata, prevedendo controlli regolari senza trattamento immediato.
  • A Verona, i protocolli di sorveglianza attiva includono controlli semestrali e annuali per monitorare l'evoluzione della malattia e decidere eventuali trattamenti.
  • Circa il 50% dei pazienti in sorveglianza attiva potrebbe necessitare di trattamento, mentre gli altri hanno tumori biologicamente indolenti.
  • Per le neoplasie intermedie della prostata, è previsto un trattamento radicale, che può essere chirurgico o radioterapico, differente dalle strategie di sorveglianza attiva.

Con riferimento alla terapia ci sono situazioni nelle quali si introducono tutte le armi terapeutiche e situazioni nelle quali invece non si fa nulla.

Ci sono dei casi di tumore alla prostata in cui si può non fare nulla.

Indice

  1. Vigile attesa nei pazienti asintomatici
  2. Sorveglianza attiva per tumori a basso rischio
  3. Protocolli di sorveglianza a Verona
  4. Trattamento radicale per neoplasie intermedie

Vigile attesa nei pazienti asintomatici

watchful waiting (vigile attesa): non faccio niente fino a che il paziente non ha dei disturbi. È una scelta che si fa per qualsiasi tumore della prostata in pazienti asintomatici che, per comorbilità o per età, hanno una aspettativa di vita compromessa, ovvero inferiore ai 10 anni. In questo tipo di paziente, a patto che sia asintomatico, si applica una sorveglianza non predeterminata: il paziente sarà chiamato a presentarsi qualora compaiano dei disturbi clinici e, nel caso, verranno messe in atto terapie per il controllo della sintomatologia.

Sorveglianza attiva per tumori a basso rischio

si fa nei pazienti che invece hanno aspettativa di vita conservata e per i quali sarebbe proponibile un trattamento radicale, che tuttavia non è applicato in quanto si decide di fare sorveglianza attiva nel momento in cui la diagnosi è di tumore a basso rischio, ovvero gleason score inferiore a 6 (3+3), psa

Protocolli di sorveglianza a Verona

A Verona si prevede di ripetere ogni 6 mesi psa e visita, di ripetere annualmente rmn, di ripetere la biopsia se o psa o rmn hanno alzato il sospetto che ci possa essere un peggioramento della malattia tumorale inizialmente diagnosticata: il senso è di trattare tutti i tumori della prostata che sono evolutivi. Ogni 100 pazienti che iniziano sorveglianza attiva, 50 saranno trattati: i 50 non trattati sono coloro che portano un tumore alla prostata biologicamente indolente. La sorveglianza attiva ha l’obiettivo di intercettare questi soggetti e non trattarli e, viceversa, trattare coloro i quali hanno un tumore alla prostata che tende a proliferare. Il rischio di questa progressione sempre pericolosa è però un rischio basso. Tutte le casistiche di sorveglianza attiva, pur trovando nel 30-35% dei casi una malattia tumorale peggiore di quella si pensava potesse essere all’inizio di sorveglianza attiva, non impattano sulla sopravvivenza. È possibile quindi che la strategia di sorveglianza attiva comporti un piccolo rischio di avere una malattia più significativa di quella iniziale, ma, andando ad analizzare la sopravvivenza, non vi sono differenze sostanziali. In tutti i pazienti con tumore a basso rischio e aspettativa di vita non compromessa, va proposta la sorveglianza attiva; il paziente sarà poi libero di scegliere se procedere con questo schema di controlli a intervalli regolari oppure se procedere al trattamento.

Trattamento radicale per neoplasie intermedie

A partire dalle neoplasie della prostata di rischio intermedio si va verso il trattamento radicale, che può essere chirurgico o radioterapico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la strategia di vigile attesa per i pazienti asintomatici con tumore alla prostata?
  2. La vigile attesa consiste nel non intervenire fino a quando il paziente non presenta disturbi, ed è riservata a pazienti asintomatici con aspettativa di vita compromessa, inferiore ai 10 anni.

  3. Quando si applica la sorveglianza attiva nei pazienti con tumore alla prostata?
  4. La sorveglianza attiva è indicata per pazienti con aspettativa di vita conservata e diagnosi di tumore a basso rischio, come un gleason score inferiore a 6, evitando un trattamento radicale immediato.

  5. Quali sono i protocolli di sorveglianza attiva adottati a Verona?
  6. A Verona, i protocolli prevedono controlli ogni 6 mesi con psa e visita, rmn annuale e biopsia se ci sono sospetti di peggioramento, con l'obiettivo di trattare solo i tumori evolutivi e non quelli indolenti.

  7. Qual è l'approccio terapeutico per le neoplasie intermedie della prostata?
  8. Per le neoplasie intermedie, si procede verso un trattamento radicale, che può essere chirurgico o radioterapico, a differenza delle neoplasie a basso rischio che possono essere gestite con sorveglianza attiva.

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